La Ford Puma 2026 aggiorna la sfida tra i Suv compatti con novità, prezzi e tecnologia BlueCruise. A confronto con Dacia Duster, Toyota Yaris Cross e Jeep Avenger, contano spazio, efficienza e costi.
Nel 2026 la Ford Puma resta tra i crossover più presenti nelle scelte degli automobilisti italiani. La gamma affianca i motori mild hybrid, con potenze da 125 a 160 CV, alla Gen-E elettrica da 168 CV, aggiornata con una batteria più capiente. Non ci sono però, nelle fonti disponibili, dati nazionali sulle immatricolazioni né una posizione verificabile nella classifica dei SUV compatti. Il successo del modello, quindi, non si può tradurre in una quota di mercato o in un piazzamento numerico. Il confronto con Dacia Duster, Toyota Yaris Cross e Jeep Avenger, o anche la Toyoya Aygo X, passa soprattutto da prezzo, alimentazione e praticità.
Per la Puma elettrica la novità più concreta è la batteria NMC da 46,8 kWh. La configurazione precedente aveva 43 kWh netti. Con il nuovo accumulatore, l’autonomia omologata raggiunge 417 km nel ciclo WLTP e, nella percorrenza urbana dichiarata, può arrivare a 572 km. Sono dati di omologazione, da leggere come tali: nel tragitto quotidiano la distanza percorribile varia in base a temperatura, velocità, stile di guida e uso del climatizzatore.
La Gen-E sviluppa 168 CV e 290 Nm e scarica la potenza sulle ruote anteriori. Per la ricarica in corrente alternata arriva a 11 kW; in continua, il limite indicato è 100 kW. Ford dichiara poco più di 20 minuti per passare dal 10 all’80%, a condizione che la ricarica rapida avvenga in condizioni compatibili. Il bagagliaio posteriore misura 523 litri, mentre il vano anteriore ne aggiunge 43: il totale dichiarato è di 566 litri. C’è anche un doppio fondo, che amplia le possibilità di carico. Nel confronto con altri modelli, però, i litri dichiarati hanno senso solo se i metodi di misurazione sono omogenei.
La gamma continua a comprendere le Puma 1.0 EcoBoost Hybrid da 125 o 160 CV. Il sistema mild hybrid a 48 volt recupera energia durante le decelerazioni e la restituisce per sostenere il motore termico nelle ripartenze. Non è una full hybrid: l’auto non viaggia in modalità elettrica e non va collegata a una presa.
Per la 125 CV si può scegliere tra cambio manuale a sei rapporti e automatico Powershift a sette marce. La 160 CV, invece, è legata alla versione ST e alla trasmissione automatica.
Il costo cambia parecchio a seconda di motore, allestimento e promozione. Una rilevazione indica un prezzo promozionale di circa 22.250 euro per la Puma mild hybrid in versione Titanium con cambio manuale; nella stessa rilevazione la ST-Line automatica da 125 CV è proposta a 25.000 euro. Sono prezzi legati a un’offerta, non cifre valide in modo permanente. Contano la disponibilità della vettura e le condizioni di acquisto; permuta, rottamazione e spese non comprese possono modificare l’importo finale.
Il listino riportato per la gamma ibrida parte invece da 28.250 euro per la Titanium. Salendo di allestimento e dotazioni si arriva a 38.100 euro per la ST. La distanza tra listino e promozione è ampia, perciò due annunci non sono confrontabili senza verificare prima quale motore e quale cambio propongono, oltre alle condizioni finanziarie. Anche il prezzo pubblicizzato può dipendere da requisiti specifici.
Per la Gen-E, i prezzi indicati partono da 33.250 euro e superano i 35.000 euro nelle versioni più accessoriate. La BlueCruise Edition elettrica è riportata a 38.250 euro. Anche in questo caso la cifra va associata alla configurazione esatta, senza considerarla automaticamente equivalente a quella di un’altra versione.
La Titanium punta su una dotazione funzionale e su un’impostazione equilibrata. ST-Line ha un aspetto più sportivo; ST-Line X aggiunge contenuti orientati al comfort e agli accessori. In cima alla gamma per prestazioni c’è la ST, con assetto dedicato. Compare anche la BlueCruise Edition, che abbina tecnologia e assistenza alla guida. Le promozioni Ford citate per alcuni modelli prevedono requisiti e scadenze specifici: il prezzo pubblicizzato, dunque, non è accessibile in automatico a ogni acquirente.
Ford BlueCruise è un sistema di assistenza di livello 2. Nei tratti autostradali abilitati può intervenire su sterzo, accelerazione e frenata, ma la responsabilità resta al conducente, che deve essere pronto a riprendere il controllo. L’espressione “mani libere” si riferisce a un funzionamento consentito solo in determinate condizioni. Non significa che l’auto possa viaggiare senza supervisione: occorre continuare a prestare attenzione alla strada e seguire le indicazioni del sistema.
Alle versioni BlueCruise sono associati contenuti come la telecamera a 360 gradi; secondo la configurazione si possono trovare anche cruise control adattivo e impianto audio B&O. Per chi affronta spesso lunghi tragitti autostradali, queste funzioni possono avere un’utilità concreta. Il loro valore, però, dipende dai percorsi compatibili e dal costo dell’allestimento rispetto a una Puma meno accessoriata. In città, sensori, telecamera posteriore e cambio automatico possono risultare più pertinenti di un sistema pensato per i trasferimenti lunghi.
La dotazione di sicurezza varia con la versione. Può comprendere frenata automatica d’emergenza, mantenimento della corsia, avviso di distrazione, controllo elettronico di stabilità e controllo della trazione. Non tutti gli allestimenti hanno gli stessi sistemi. Prima dell’acquisto conviene controllare la scheda della vettura specifica e verificare quali dispositivi siano di serie e quali facciano parte di pacchetti opzionali.
La Dacia Duster si rivolge a chi mette al primo posto il prezzo d’acquisto. Il suo richiamo più immediato è una cifra d’ingresso nell’ordine di 15.000-15.100 euro, molto lontana da quella delle Puma più accessoriate e della Gen-E. Quel prezzo va però letto insieme a versione, motore e dotazioni effettivamente disponibili: non corrisponde a una configurazione paragonabile alla Ford automatica o elettrica. Per chi ha un limite di spesa rigido, il divario iniziale può comunque pesare più della differenza tecnologica.
Tra le motorizzazioni della Duster c’è anche il GPL, una possibilità da valutare soprattutto per chi percorre molti chilometri e ha facile accesso ai rifornimenti. Il risparmio dipende dal prezzo del carburante nella propria zona e dai chilometri annuali; contano anche i consumi reali. Il solo prezzo alla pompa non basta, se non si considera come viene usata l’auto.
Spazio e impostazione più robusta possono renderla adatta a famiglie e a chi carica spesso bagagli o attrezzatura. Rispetto alla Puma, la differenza riguarda soprattutto le priorità: la Ford insiste su comportamento stradale, stile e contenuti digitali, mentre la Duster punta su accessibilità e versatilità.
Per chi cerca un’ibrida full hybrid e usa l’auto soprattutto in città, la Toyota Yaris Cross è un’alternativa da considerare. Il sistema full hybrid, a differenza del mild hybrid Ford, può muovere l’auto per brevi tratti usando il motore elettrico, quando le condizioni lo consentono, senza bisogno di ricarica esterna. Quanto convenga dipende dai percorsi: traffico e velocità moderate possono favorire l’efficienza, mentre autostrada e carichi elevati modificano il risultato.
Le fonti disponibili non riportano prezzi aggiornati e consumi omogenei per un confronto numerico preciso con la Puma. Meglio quindi partire dai preventivi e dai dati della versione specifica, anziché mettere a confronto cifre riferite a configurazioni diverse.
La Jeep Avenger ha una carrozzeria compatta e l’immagine di un piccolo SUV. Motori e alimentazioni disponibili cambiano secondo il mercato, quindi il confronto con la Ford richiede di scegliere versioni e dotazioni equivalenti. La Jeep può interessare a chi cerca ingombri esterni contenuti e un’impostazione urbana; la Puma propone una gamma che comprende mild hybrid, variante sportiva e Gen-E elettrica, oltre al MegaBox nelle versioni interessate. Nessuno di questi elementi, preso da solo, basta a stabilire quale sia l’acquisto migliore. Vanno considerati parcheggi, bagagli, percorrenze e budget.
Anche Peugeot 2008 e Renault Captur rientrano tra i crossover da mettere a confronto, per chi cerca un abitacolo versatile e una scelta ampia di motori e allestimenti. Senza prezzi e consumi riferiti a configurazioni equivalenti, una graduatoria assoluta sarebbe poco attendibile. Preventivi, dotazioni di sicurezza, garanzia e valore dell’usato possono incidere più del solo listino.
La Puma è lunga circa 4,18 metri, una misura che la mantiene gestibile nell’uso cittadino. Sulle versioni mild hybrid il bagagliaio è indicato in 456 litri; sotto il piano si aggiungono gli 80 litri del MegaBox. Con i sedili posteriori abbattuti, la capacità dichiarata arriva a 1.216 litri. Il vano supplementare ha uno scarico e può accogliere oggetti sporchi o ingombranti. Aggiunge spazio utile senza allungare la carrozzeria.
Sulla Gen-E il carico è organizzato diversamente: ai 523 litri del vano posteriore si sommano i 43 litri anteriori. Non è corretto sovrapporre automaticamente il totale ai dati della variante ibrida, perché cambiano configurazione e metodo di conteggio. Sono valori da leggere separatamente.
Per l’infotainment la Puma offre il sistema SYNC 4, con schermo centrale da 12 pollici e quadro strumenti digitale da 12,8 pollici nelle configurazioni indicate. Apple CarPlay e Android Auto sono disponibili senza fili sulle versioni previste. La presenza di queste funzioni, come quella degli altri accessori, va verificata sull’allestimento concreto.
Per una famiglia, la capacità in litri racconta solo una parte della storia. La forma del bagagliaio, la soglia di carico e lo spazio disponibile dietro contano nell’uso quotidiano, così come la possibilità di sistemare passeggino e valigie. La linea del tetto della Puma può ridurre la comodità per i passeggeri posteriori molto alti. Una prova con le persone e gli oggetti che viaggeranno davvero a bordo dice più del dato dichiarato.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...