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INPS cambia le regole sui certificati medici 2026: cosa cambia per lavoratori e datori di lavoro e motivi decisione

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il
Nuove regole certificati medici non sono un caso

Le nuove regole sui certificati medici in vigore da settembre 2026 non nascono per caso: l'INPS allarga la tutela per i lavoratori che non riescono a ottenere una visita ambulatoriale nello stesso giorno in cui compaiono i sintomi, ma prevede anche una stretta sui controlli e una maggiore attenzione verso il diffuso fenomeno delle assenze per malat

Da settembre 2026 sono cambiate le regole per i certificati medici legati alla malattia dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati. La novità arriva con la Circolare INPS n. 92 del 4 settembre 2026, adottata d'intesa con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e riguarda in particolare la decorrenza della tutela previdenziale in caso di assenza per malattia. Ma dietro questo intervento tecnico si nasconde una strategia molto più ampia: l'INPS sta progressivamente inasprendo i controlli sull'assenteismo, in un quadro segnato dalla crescita costante del numero di certificati trasmessi e delle visite fiscali disposte. Capire le nuove regole significa quindi capire anche il motivo per cui l'Istituto ha deciso di intervenire proprio ora.

Cosa prevede la nuova circolare INPS

Fino al 4 settembre 2026, l'indennità di malattia decorreva, in via generale, dal giorno in cui veniva materialmente rilasciato il certificato medico. La possibilità di far partire la tutela dal giorno precedente era riconosciuta soltanto nel caso di visita medica domiciliare, quando il medico curante indicava espressamente nel campo "Dichiara di essere ammalato dal..." la data del giorno prima della visita.

Con la nuova circolare, questa possibilità viene estesa anche alla visita ambulatoriale. In pratica, se un lavoratore accusa i primi sintomi un giorno e riesce a ottenere un appuntamento presso lo studio del proprio medico soltanto il giorno successivo, per esigenze organizzative legate agli accessi programmati, l'INPS può comunque riconoscere la copertura previdenziale a partire dal giorno precedente al rilascio del certificato, e non più soltanto dal giorno della visita.

Questo cambiamento nasce da una motivazione molto concreta: la contrazione del numero di medici di medicina generale sul territorio, il conseguente aumento dei carichi di lavoro e la prassi, ormai diffusa, di programmare gli accessi in ambulatorio per evitare sovraffollamento. La vecchia distinzione tra visita domiciliare e visita ambulatoriale, secondo l'INPS, rischiava di trattare in modo diverso situazioni sostanzialmente identiche.

I limiti della retrodatazione del certificato e stretta Inps sulle assenze

La nuova regola sui certificati medici, però, non è priva di paletti. La retrodatazione al giorno precedente non si applica quando quel giorno coincide con sabato, domenica o un giorno festivo infrasettimanale. In queste giornate resta infatti attivo il servizio di continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica, e il certificato deve essere richiesto nello stesso giorno in cui si manifesta l'evento di malattia.

La nuova disciplina riguarda inoltre soltanto la decorrenza della tutela previdenziale, cioè il calcolo dei giorni di carenza non indennizzati, delle percentuali di indennizzo e del periodo massimo assistibile. Le nuove istruzioni si applicano ai certificati emessi a partire dal 4 settembre 2026: per gli eventi di malattia precedenti a questa data continuano a valere le vecchie regole.

La sola retrodatazione del certificato potrebbe sembrare, almeno sulla carta, un ampliamento della tutela per chi non riesce a farsi visitare lo stesso giorno dei sintomi. Ma la circolare Inps rientra in un disegno più ampio con cui l'Istituto sta rimodulando l'intero sistema di gestione delle assenze per malattia, alla luce di una crescita dei numeri che l'INPS stessa definisce significativa.

Non è affatto un caso, dunque, che proprio nello stesso periodo l'Istituto abbia intensificato le visite fiscali e rafforzato la vigilanza contro l'assenteismo. Riordinare le regole sulla decorrenza dei certificati serve anche a ridurre le zone grigie e i margini di ambiguità che in passato hanno generato contestazioni tra lavoratori, datori di lavoro e Istituto, così da rendere più solido ed efficace il sistema di controllo che si sta costruendo attorno alle assenze per malattia.

I numeri dietro la decisione dell'INPS

A spiegare la precisa preoccupazione dell'INPS sono i dati diffusi dall'Osservatorio statistico sul Polo unico per la tutela della malattia. Nel secondo semestre del 2025 sono stati trasmessi all'Istituto oltre 14 milioni di certificati di malattia, con un incremento del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Una crescita definita contenuta ma significativa, considerando che quasi l'80% delle attestazioni riguarda dipendenti del settore privato.

Parallelamente sono aumentate anche le visite fiscali domiciliari, arrivate a circa 399mila, con un incremento del 3,7% su base annua. Il fenomeno assume proporzioni diverse tra pubblico e privato: nel periodo osservato si sono registrate in media 36 visite ogni mille certificati, ma il dato raddoppia nel pubblico impiego, con 62 visite ogni mille contro le 30 ogni mille del settore privato.

Sono proprio questi numeri, letti nel loro complesso, a spiegare perché l'INPS abbia scelto di intervenire sia sul fronte delle regole di decorrenza sia su quello dei controlli. L'obiettivo dichiarato è contrastare l'assenteismo ingiustificato, senza però penalizzare chi si trova realmente impossibilitato ad accedere in tempo a una visita medica per ragioni non dipendenti dalla propria volontà.

Le nuove regole sui certificati medici in vigore da settembre 2026 non nascono, dunque, per caso. Da un lato l'INPS allarga la tutela per i lavoratori che non riescono a ottenere una visita ambulatoriale nello stesso giorno in cui compaiono i sintomi, riconoscendo finalmente parità di trattamento rispetto alla visita domiciliare. Dall'altro, questo intervento si accompagna a una stretta sui controlli e a una maggiore attenzione verso un fenomeno, quello delle assenze per malattia, che continua a crescere e che l'Istituto intende monitorare con strumenti sempre più puntuali. 

Cosa cambia per lavoratori e aziende dal 4 settembre 2026

Per i lavoratori dipendenti, la novità principale riguarda la possibilità di vedersi riconosciuta la tutela economica anche per il giorno precedente al rilascio del certificato, a condizione che si tratti di una visita ambulatoriale valutata clinicamente dal medico curante e che il giorno precedente non coincida con un weekend o un festivo.

Per le aziende, la circolare comporta un adeguamento delle procedure di calcolo del periodo di carenza e delle percentuali di indennizzo, elementi che restano strettamente legati alla data di inizio della malattia indicata sul certificato. Resta invariato, in ogni caso, l'obbligo per il medico curante di trasmettere il certificato telematico all'INPS entro il giorno successivo all'inizio dell'assenza, così come restano fermi gli obblighi di reperibilità del lavoratore durante il periodo di malattia, nelle fasce orarie previste per le eventuali visite fiscali.

Domande frequenti sulle nuove regole INPS

Da quando si applicano le nuove regole? Le nuove disposizioni contenute nella Circolare n. 92/2026 si applicano ai certificati medici emessi a partire dal 4 settembre 2026.

La retrodatazione vale per qualsiasi giorno? No. Non si applica se il giorno precedente al rilascio del certificato coincide con sabato, domenica o un giorno festivo infrasettimanale, giornate in cui è comunque disponibile la guardia medica.

Le nuove regole riguardano anche i controlli sull'assenteismo? La circolare del 4 settembre riguarda in senso stretto la decorrenza della tutela previdenziale, ma si inserisce in un contesto in cui l'INPS ha aumentato le visite fiscali e la vigilanza complessiva sulle assenze per malattia, segno di un'attenzione crescente al fenomeno dell'assenteismo.

Chi non rispetta le fasce di reperibilità rischia sanzioni? Sì. In caso di assenza ingiustificata alla visita di controllo sono previste sanzioni progressive, che possono arrivare fino alla sospensione dell'indennità di malattia.

 






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Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

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