Negli ultimi tempi si sono diffuse molte notizie preoccupanti sui bonifici tra parenti. Facciamo chiarezza su controlli, regole da seguire, rischi reali e come tutelarsi nelle operazioni familiari.
Negli ultimi giorni si è assistito a una diffusione di notizie preoccupanti riguardanti ipotetici nuovi controlli sui trasferimenti di denaro tra familiari. Varie testate e siti web hanno rilanciato l'idea di inasprimenti nelle verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate, alimentando timori diffusi tra cittadini che intendono semplicemente aiutare un figlio, sostenere un genitore o inviare un regalo ad un parente per una ricorrenza. Tuttavia, è importante precisare che, nonostante il clamore mediatico, la disciplina fiscale e i meccanismi di controllo non hanno subito modifiche rispetto agli anni precedenti. Resta dunque immutato il quadro normativo su questi trasferimenti, che continuano a essere pienamente legittimi e sicuri seguendo semplici regole di trasparenza e tracciabilità.
Nonostante le svariate segnalazioni allarmistiche circolate tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, la realtà normativa rivela che nessuna nuova legge o provvedimento ha introdotto controlli automatici aggiuntivi specifici per i bonifici tra familiari. L’apparente inasprimento è spesso conseguenza di interpretazioni poco precise o della confusione generata da casi isolati e sentenze giudiziarie, prontamente amplificate dal web.
Confermano tale continuità anche le più recenti circolari dell’Agenzia delle Entrate e sentenze, chiarendo che il trasferimento di denaro tracciato tra parenti rimane una pratica comune e accettata. Sono invariati i criteri che guidano l’attività di controllo: anziché agire a tappeto su tutte le operazioni, l’ente fiscale valuta le singole operazioni attentamente e solo in presenza di indicatori di anomalia (come importi sproporzionati rispetto al reddito dichiarato o movimentazioni ricorrenti e non motivate).
È opportuno evidenziare che la legge di bilancio 2023, spesso evocata a sproposito per giustificare un presunto giro di vite, non contiene norme che impongono obblighi aggiuntivi per i bonifici tra parenti. Le soglie che fanno “scattare” eventuali segnalazioni all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) o richieste di chiarimenti, come ad esempio i 5.000 euro per le operazioni monitorate, non si traducono in automatiche verifiche fiscali. Tutto resta nella discrezionalità dell’autorità competente, che può decidere di approfondire solo operazioni che destano fondato sospetto.
Non tutti i movimenti di denaro tra parenti sono oggetto di attenzione specifica da parte del Fisco. Le indagini finanziarie vengono avviate in presenza di determinate condizioni e a seguito di riscontri che suggeriscono possibili irregolarità. In particolare, l’Agenzia delle Entrate concentra le proprie verifiche su alcune fattispecie ricorrenti:
Anche i bonifici di importo inferiore alle soglie possono essere oggetto di attenzione qualora emergano elementi anomali. La presenza di una causale ben scritta, l’utilizzo di strumenti tracciabili e la conservazione della relativa documentazione sono, dunque, i principali strumenti di tutela per chi effettua o riceve trasferimenti tra membri della propria famiglia.
Il sistema di controllo fiscale italiano si basa, nelle indagini sui rapporti bancari, sul cosiddetto principio della "presunzione legale relativa". Secondo quanto stabilito dall’articolo 32 del D.P.R. 600/1973, ogni somma accreditata su un conto corrente deve in via presuntiva essere considerata come reddito imponibile – salvo che il contribuente non dimostri il contrario con prova documentale adeguata e specifica.
Tuttavia, la giurisprudenza tributaria ha introdotto un’importante eccezione proprio per i trasferimenti tra familiari. Diverse sentenze, fra cui la n. 4378/2024 e n. 2760/2025 della Corte di Giustizia Tributaria della Puglia, hanno ribadito che i bonifici provenienti da parenti stretti non assumono automaticamente rilevanza reddituale. Tali operazioni sono considerati "fisiologici" espressione di solidarietà familiare, in particolare quando derivano da soggetti già tassati e tracciabili (come pensionati o dipendenti pubblici).
In questi casi, la presunzione legale si inverte: spetta all’Amministrazione Fiscale dimostrare, con elementi certi e circostanziati, che i fondi rappresentano effettivamente redditi non dichiarati o compensi occulti e non semplici aiuti fra congiunti. Solo laddove tale prova venga fornita si può parlare di imponibilità fiscale. In assenza, le somme ricevute restano escluse dalla tassazione, valorizzando l’aspetto solidaristico dell’operazione.
Per evitare che la movimentazione di denaro tra familiari possa generare accertamenti o richieste di chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate, è consigliabile adottare alcuni accorgimenti pratici:
Una delle principali fonti di equivoci e potenziali contestazioni in caso di trasferimenti bancari tra familiari è la mancanza di una causale dettagliata. Specificare il motivo reale dell'operazione è un preciso strumento di difesa davanti al Fisco, come ribadito nelle più recenti analisi normative e sentenze su materia tributaria.
Alcune regole pratiche per la scrittura della causale:
Un trasferimento di denaro tra familiari può configurarsi, in alcuni casi, anche come donazione fiscalmente rilevante. La normativa distingue tra donazioni di modico valore e donazioni che richiedono la forma dell’atto pubblico notarile.
| Tipologia | Requisiti e limiti |
| Donazione di modico valore | Consentita senza atto notarile; nessuna imposta da pagare se le franchigie non sono superate |
| Donazione di valore rilevante | Richiede atto notarile pubblico e due testimoni; obbligo di registrazione |
La soglia di "modico valore" varia a seconda delle condizioni economiche del donante. Solo per importi che superano le franchigie stabilite per legge (1.000.000 euro tra genitori e figli; 100.000 euro tra fratelli per ogni beneficiario), si applica l’imposta sulle donazioni unicamente sulla parte eccedente, secondo aliquote che vanno dal 4% all’8% a seconda del grado di parentela.
Quando viene superata questa soglia o si intacca una parte consistente del patrimonio della persona che dona, è raccomandato ricorrere a un notaio per la registrazione. In mancanza del rispetto delle forme richieste, l’atto può essere impugnato dagli altri eredi. Da notare che le donazioni tra parenti, una volta corrette e documentate, restano generalmente esenti da tassazione IRPEF.
Susanna Gatti ha studiato legge e possiede una solida formazione in ambito giuridico e fiscale. Nel corso degli anni ha approfondito in particolare le problematiche legate a multe, pignoramenti e controlli fiscali, collaborando con studi legali e realtà aziendali per contribuire all’analisi di situazioni complesse e all’individuazione di soluzioni efficaci.
Attualmente risiede a Roma e si...