Il nuovo decreto sicurezza introduce zone rosse urbane, misure severe contro baby gang e minori, restrizioni su armi, regole per manifestazioni e immigrazione, più tutele per le forze dell'ordine.
Il nuovo decreto sicurezza prevede una serie di misure restrittive che, da un lato, mirano ad aumentare le tutele nei confronti della cittadinanza e delle forze di polizia, dall'altro, introducono nuovi divieti e sanzioni per le aree urbane più problematiche, la delinquenza giovanile e i fenomeni legati all'immigrazione. Le modifiche legislative sono pensate per rispondere a sfide attuali e includono l'inasprimento delle pene e il rafforzamento dei meccanismi di controllo e prevenzione.
I prefetti avranno ampliata la facoltà di istituire zone rosse, ovvero aree designate come particolarmente problematiche a causa di ripetuti episodi di illegalità. La novità introdotta consente la creazione di queste zone anche senza dover più motivare lo stato di urgenza o eccezionalità. Sarà sufficiente un'analisi delle forze di polizia per individuare non solo i luoghi, ma anche la durata della restrizione, che può essere prorogata senza limiti prefissati.
Nelle zone designatesaranno vietate la permanenza e la circolazione di persone segnalate per determinati reati, con ordini di allontanamento immediati e sanzioni accessorie come la sospensione di passaporto e patente. L'applicazione è rivolta a soggetti giudicati pericolosi, anche solo sulla base di una segnalazione o di una denuncia senza necessità di condanna definitiva.
Le misure di sorveglianza saranno rafforzate grazie alla crescente installazione di dispositivi di videosorveglianza e all'introduzione del riconoscimento biometrico negli stadi e negli eventi pubblici. L'intento è ridurre il rischio di reati e aumentare il livello di controllo in aree ad alta densità e trasversalmente esposte a episodi di microcriminalità.
Questa strategia applicativa mira soprattutto alla tutela di spazi sensibili come stazioni ferroviarie, scuole e parchi pubblici. Con l'incremento dei fondi destinati alla sicurezza urbana e un piano coordinato di interventi delle forze dell'ordine, il quadro si orienta verso un modello di prevenzione continua e mirata.
Il nuovo piano di sicurezza investe in particolare il contrasto alla violenza minorile e alle cosiddette baby gang, prevedendo una radicale estensione dei reati per i quali sarà possibile applicare l'ammonimento del questore anche ai minori tra i 12 e i 14 anni. Sono inclusi in questa categoria i reati di lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia, soprattutto se commessi con armi o strumenti atti ad offendere.
I giovani dai 14 anni in su e i rispettivi tutori saranno sottoposti a nuove sanzioni amministrative: in caso di ammonimento per reati violenti o per episodi di cyberbullismo, il genitore o chi ha la responsabilità educativa del minore potrà vedersi imporre una multa che oscilla tra i 200 e i 1.000 euro, salvo dimostrazione dell'impossibilità di impedire il fatto.
Le tabelle di sintesi delle sanzioni principali:
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Fascia d'età |
Misura applicabile |
Sanzioni per tutori |
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12-14 anni |
Ammonimento Questore |
- |
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Oltre 14 anni |
Ammonimento + multa |
200-1.000 euro |
In caso di violazioni ripetute, vengono aggiunte misure accessorie come la sospensione della patente, del passaporto, oppure il ritiro del permesso di soggiorno per i soggetti stranieri. Per i minori coinvolti in reati di gruppo, è prevista anche la possibilità dell'arresto in flagranza, nonché l'applicazione di misure cautelari incrementate.
Non solo repressione, ma anche un richiamo diretto alla responsabilità educativa di genitori e tutori. L'obiettivo dichiarato è quello di arginare il disagio giovanile e responsabilizzare gli ambienti di riferimento attraverso sanzioni mirate e l'ampliamento dei poteri di intervento delle autorità di pubblica sicurezza.
Alla luce dell'aumento di episodi di violenza con l'uso di armi bianche, il nuovo decreto Sicurezza introduce norme restrittive sul porto e la vendita di coltelli. Viene stabilito il divieto assoluto di porto di strumenti dotati di lama superiore a 5 cm se privi di giustificato motivo, con sanzioni penali che prevedono la reclusione fino a 3 anni. Se il reato avviene nei pressi di luoghi pubblici sensibili come banche, scuole, parchi, stazioni, le pene vengono aumentate di un terzo.
Multe ingenti e misure accessorie possono colpire chi detiene o trasporta questi strumenti senza valide ragioni. Tra le sanzioni accessorie, oltre alla sospensione della patente e del passaporto, può essere disposta la revoca della licenza commerciale e l'inibizione al rilascio del permesso di soggiorno:
Nel tentativo di arginare episodi violenti durante manifestazioni pubbliche, il piano in esame introduce nuove regole di accesso e partecipazione a cortei e proteste. Non è più necessario un procedimento giudiziario definitivo per vietare la presenza a manifestazioni pubbliche a soggetti denunciati o condannati, anche con sentenze non definitive. Questa misura amplia le competenze delle autorità e prevede il cosiddetto Daspo urbano, cioè il divieto di accesso a infrastrutture e luoghi pubblici anche extraurbani in caso di reati durante proteste:
Il nuovo testo pone accento su espulsioni e rimpatri accelerati, introducendo regole più stringenti sia per l'esecuzione degli ordini del questore sia per la permanenza negli appositi centri di permanenza per i rimpatri (CPR). In particolare, viene eliminato il diritto al gratuito patrocinio automatico per i ricorsi contro l'espulsione; la scelta obbliga a una precedente verifica della reale condizione economica dell'interessato.
In caso di secondo ordine del questore non rispettato, il rimpatrio diviene automatico e il soggetto può essere condotto anche in Paesi terzi con accordi specifici con l'Italia. È rafforzata la possibilità di interdizione temporanea delle navi (in particolare delle ONG) dall'ingresso nelle acque territoriali nazionali, fino a sei mesi, nei casi di rischio per sicurezza o ordine pubblico, atti terroristici, emergenze sanitarie o pressione migratoria eccezionale:
Tra le innovazioni più rilevanti figura l'estensione delle garanzie legali per le forze di polizia. Il pubblico ministero non procederà più automaticamente con l'iscrizione nel registro degli indagati quando sussiste una causa di giustificazione, come legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi o stato di necessità.
Questa tutela non è riservata esclusivamente agli agenti; anche i cittadini potranno beneficiarne se si troveranno nelle stesse condizioni. Per le forze dell'ordine, tuttavia, viene eliminata la sospensione automatica dal servizio in attesa di giudizio, mentre restano ferme le consuete garanzie difensive.
I procedimenti amministrativi e giudiziari nei confronti degli operatori del settore sicurezza verranno approfonditi solamente quando non vi siano cause evidenti di giustificazione. Di rilievo anche la previsione di nuove aggravanti per chi commette delitti non colposi contro giornalisti nell'esercizio delle loro funzioni.
Il piano assegna nuovi finanziamenti alla sicurezza urbana e agli impianti sportivi. Una dotazione di circa 50 milioni di euro è destinata a rafforzare la sorveglianza nelle stazioni ferroviarie tramite collaborazioni tra Viminale, Ministero delle Infrastrutture e Gruppo Ferrovie dello Stato: