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Nutri-score, grande successo e utilizzo all'estero del sistema che aiuta a scegliere gli alimenti mentre in Italia tutto tace

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di Dott.ssa Sara Melchionda pubblicato il

Il Nutri-Score si afferma in Europa come sistema di etichettatura che orienta scelte alimentari più consapevoli. Mentre fuori dall'Italia cresce consenso e applicazione, il dibattito nazionale cresce.

Il panorama europeo dell'etichettatura nutrizionale è segnato da un contrasto eloquente: da un lato il successo in numerosi Paesi dell'etichetta Nutri-Score; dall'altro, il perdurante silenzio del contesto italiano. Nella maggior parte d'Europa, trasparenza alimentare e salute pubblica guidano il cambiamento, mentre in Italia resistenze politiche e industriali bloccano ogni reale confronto.

Oltralpe, la quasi totalità della popolazione conosce l'etichetta a semaforo e più di due terzi dei cittadini la impiega per orientare i propri acquisti alimentari. In Italia invece, il dibattito si arena dietro la retorica della difesa del made in Italy e degli interessi nazionali, lasciando nell'ombra gli strumenti più accessibili ed efficaci per la tutela dei consumatori.

Quello che emerge dai dati e dagli studi scientifici prodotti in questi anni, soprattutto in Francia, è una realtà diversa da quella che spesso viene raccontata: il Nutri-Score funziona, è conosciuto e apprezzato dai cittadini, soprattutto da chi ha meno strumenti e meno tempo per decifrare le complesse tabelle nutrizionali. Nel frattempo, la differenza in termini di salute pubblica è tangibile: in Francia, il 47% della popolazione è in sovrappeso (il 17% obesa), mentre in Italia la quota con eccesso ponderale è pari al 43%, di cui il 10% con obesità. In entrambi i casi, le problematiche legate all'alimentazione sono fattore di rischio per patologie croniche.

Cos'è il Nutri-Score: principi, funzionamento ed evoluzione

Il Nutri-Score è un sistema di etichettatura nutrizionale front-of-pack (cioè posizionato sulla parte anteriore delle confezioni alimentari) progettato per aiutare i consumatori a valutare, in modo immediato, il profilo nutrizionale complessivo degli alimenti. Nato dall'iniziativa di un gruppo di ricercatori indipendenti francesi, in collaborazione con le autorità sanitarie pubbliche, mira a tradurre in informazioni accessibili i dati complessi contenuti nelle tabelle nutrizionali obbligatorie per legge. Il funzionamento poggia su un algoritmo che valuta una serie di parametri:

  • presenza di nutrienti da limitare (calorie, zuccheri, grassi saturi, sale);
  • presenza di elementi positivi (fibre, proteine, frutta, verdura e legumi);
Il risultato è sintetizzato in un punteggio globale trasformato in una scala cromatica che va da A (verde scuro, migliore qualità nutrizionale) a E (rosso, qualità peggiore). Uno dei principali punti di forza del Nutri-Score è la sua leggibilità immediata. A colpo d'occhio, anche chi non ha competenze nutrizionali può decifrare se un prodotto risponde ai criteri di una dieta equilibrata. Negli anni, il sistema si è evoluto: tra il 2022 e il 2025, sono stati aggiornati i parametri relativi a zuccheri e sale, rendendo più stringente la classificazione soprattutto per i prodotti processati, in linea con le ultime evidenze scientifiche.

L'aggiornamento costante è un altro aspetto qualificante: l'algoritmo può essere adattato a nuove ricerche e conoscenze, mantenendo così una forte aderenza ai principi della salute pubblica su base scientifica.

Il Nutri-Score in Europa: diffusione, numeri e consenso

Il Nutri-Score rappresenta il sistema di etichettatura volontaria più diffuso nel continente europeo. Ad oggi, sette Paesi hanno formalmente adottato questa etichetta-Francia, Belgio, Germania, Spagna, Svizzera, Paesi Bassi e Lussemburgo-, a cui si aggiungono più di 1.500 marchi alimentari che lo espongono regolarmente. Solo in Francia, secondo i dati di Santé Publique France, il 99% della popolazione conosce il Nutri-Score e il 68% lo utilizza almeno occasionalmente nelle scelte di acquisto.

L'impatto sul mercato francese è significativo: il logo copre già il 62% dei prodotti alimentari venduti e l'obiettivo per il periodo 2026-2030 è raggiungere una copertura del 75%. Questi numeri evidenziano una accettazione ampia e trasversale, sostenuta anche da campagne di educazione e dalle decisioni di molte aziende.

L'efficacia del Nutri-Score non riguarda soltanto le dinamiche di vendita. A sostenerne la validità ci sono oltre 150 pubblicazioni scientifiche europee che confermano la capacità dell'etichetta di guidare scelte nutrizionali più salutari, soprattutto tra i gruppi di popolazione a minore competenza o potere d'acquisto:

  • Uno studio su oltre 14.000 individui ha mostrato come i consumatori con minori conoscenze nutrizionali, o provenienti da ambienti socio-economici svantaggiati, abbiano tratto beneficio concreto dall'adozione del Nutri-Score.
  • La letteratura internazionale (più di 2.700 scienziati e numerose associazioni di pazienti e consumatori) sostiene che sia particolarmente adatto a contrastare l'aumento di patologie croniche collegate alle abitudini alimentari scorrette.
Questi dati testimoniano il consenso crescente e tangibile sia da parte della comunità scientifica che dei cittadini, confermandone la rilevanza come strumento di sanità pubblica e prevenzione:

Paese

Adozione Nutri-Score

Supporto Popolazione

Copertura Mercato

Francia

Volontaria dal 2017

99% conosce, 68% usa

62% prodotti

Spagna

Volontaria

Dati in crescita

-

Germania

Volontaria

Dati in crescita

-

Belgio/Svizzera

Volontaria

Dati in crescita

-

I marchi italiani e le regole del Nutri-Score all'estero

Nonostante l'opposizione ufficiale dell'Italia, diverse aziende del made in Italy hanno adottato il Nutri-Score per commercializzare i propri prodotti nei Paesi in cui il sistema è riconosciuto. Questo fenomeno, apparentemente contraddittorio, trova spiegazione sia nelle logiche di mercato sia nel rispetto delle normative vigenti all'estero.

Alcuni marchi italiani applicano il Nutri-Score solo sui prodotti con punteggi favorevoli, soprattutto dove il sistema è volontario. Tuttavia, in Francia la normativa impone alle aziende che scelgono di utilizzare il logo di applicarlo su tutta la gamma dei prodotti venduti sul territorio nazionale, senza selezionare solo i più virtuosi. Ecco i principali brand italiani coinvolti:

  • San Pellegrino e Acqua Panna (gruppo Nestlé): Nutri-Score presente anche su bottiglie di acqua minerale.
  • Barilla: utilizzo limitato al marchio francese Harrys.
  • Cirio, Giovanni Rana, Mutti, Patamore: logo su prodotti esportati in Francia e altri paesi aderenti, in conformità alla normativa locale.
  • Altri marchi come Buitoni, Pedon, Rigoni di Asiago (Natù), Neri, Fragassi, Campo, Casa Prencipe, My Instant Pasta, Vitaina.

L'opposizione italiana e il confronto con il NutrInform Battery

L'Italia rappresenta il capofila del fronte contrario al Nutri-Score in Europa. Questo atteggiamento deriva in parte dalla convinzione di dover difendere la dieta mediterranea e i prodotti tipici nazionali da una presunta penalizzazione dovuta all'algoritmo a semaforo. La reazione politica, sostenuta da lobby agroalimentari e da parte dell'industria, ha portato alla proposta e all'adozione di un sistema alternativo: il NutrInform Battery.

Questa etichetta, promossa dal Ministero della Salute con il supporto quasi unanime del Parlamento, si basa su un grafico che rappresenta la quantità di energia, grassi, zuccheri e sale assunti rispetto ai valori giornalieri di riferimento, presentati sotto forma di batteria. Tuttavia, il sistema italiano è stato adottato soltanto da una manciata di aziende (in particolare su alcuni prodotti Ferrero e pochi altri), restando sconosciuto al grande pubblico e privo di reale trazione internazionale. Diversamente dal Nutri-Score, il NutrInform risulta spesso di difficile interpretazione per i consumatori, soprattutto per chi ha meno tempo o competenze matematiche. Il confronto tra i due sistemi mette in evidenza alcuni aspetti:

  • Semplicità visiva: Nutri-Score offre una guida immediata, mentre il NutrInform richiede calcoli e una buona conoscenza dei valori di riferimento.
  • Trasparenza: il sistema a semaforo trasforma dati tecnici in scelte consapevoli anche per i meno esperti.
  • Impatto pubblico: in Francia e altri stati aderenti, il logo è diventato una piattaforma di educazione alimentare, mentre in Italia la segretezza e la frammentazione restano prevalenti.

Lobby, interessi industriali e il blocco europeo del Nutri-Score

Se inizialmente il Nutri-Score sembrava ben posizionato per diventare l'etichetta nutrizionale ufficiale dell'UE, oggi il processo è stato di fatto bloccato dalle pressioni delle lobby agroalimentari e dalla ferma opposizione di alcuni Stati membri, capeggiati dall'Italia.

L'episodio più eclatante risale al dicembre 2025, quando l'Assemblea Nazionale francese ha respinto la proposta di rendere obbligatorio il semaforo alimentare, ignorando il sostegno del 94% dei cittadini e di oltre 2.700 scienziati e professionisti della salute. Dietro questa vittoria delle lobby si sono mossi attori internazionali come Ferrero, Lactalis, Coca-Cola, Mars, Unilever, timorosi di veder etichettati i loro prodotti di punta con una lettera D o E:

  • Le aziende italiane guidano la resistenza (Ferrero è citata tra i principali oppositori), forti di una narrazione secondo cui il Nutri-Score penalizzerebbe prodotti simbolo della tradizione nazionale.
  • La Francia ha giustificato il rifiuto dell'obbligo col pretesto della libera circolazione delle merci, anche se diversi esperti hanno già smentito questa argomentazione dal punto di vista giuridico.

Nutri-Score per la salute pubblica: impatto, vantaggi e limiti

Dal punto di vista della salute pubblica, il Nutri-Score si è rivelato uno strumento efficace per favorire scelte alimentari più salutari, soprattutto tra chi dispone di meno competenze nutrizionali. L'applicazione del sistema in Francia e nei Paesi che lo hanno adottato è stata associata a un maggiore orientamento verso prodotti a migliore profilo nutrizionale, inducendo le aziende a riformulare alcune referenze per migliorarne il punteggio. Gli studi evidenziano diversi vantaggi:
  • L'immediatezza di comprensione favorisce l'adozione anche da parte di fasce svantaggiate della popolazione, contribuendo a ridurre le disuguaglianze nella salute;
  • La trasparenza aiuta chi ha meno potere d'acquisto e meno possibilità di leggere etichette lunghe e complesse;
  • La gratuità per le aziende garantisce parità di accesso e riduce le barriere all'adozione, anche per i piccoli produttori.
Limitazioni? Il Nutri-Score si concentra principalmente sul profilo nutrizionale complessivo (quantità di grassi, zuccheri, sale, fibre, proteine) e non prende in considerazione la qualità degli ingredienti, l'origine delle materie prime o il livello di trasformazione industriale. 




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Dott.ssa Sara Melchionda

La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...