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Obbligazioni Africa 2026: rendimenti medi previsti delle tante emissioni. Ma convengono? I pro e contro

di Marcello Tansini pubblicato il
Rendimenti medi previsti emissioni

Il mercato delle obbligazioni africane in valuta estera sta vivendo una fase di ripresa, attirando l'attenzione per i rendimenti previsti al 2026. Numeri, rischi, prospettive e convenienza.

Dopo un periodo di incertezza durato quasi due anni, segnato da mercati chiusi e riflessi cauti tra investitori internazionali, il segmento degli eurobond africani ha visto una rinnovata dinamicità a partire dal 2024. Le emissioni di obbligazioni in valuta forte, siano esse in dollari o euro, hanno nuovamente attratto l'attenzione dei governi africani, desiderosi di finanziare sviluppo, infrastrutture e ristrutturazione del debito.

Questa ripresa si distingue per l'accelerazione delle operazioni e per l'appetito crescente verso titoli ad alto rendimento, spinti da condizioni macroeconomiche globali più favorevoli. L'inizio del 2026 conferma questa tendenza: ampie emissioni, domanda elevata e investitori pronti a cogliere l'opportunità di remunerazioni importanti su mercati finora rimasti ai margini rispetto ai grandi attori emergenti.

Il boom delle emissioni africane 2024-2026

L'arena africana degli eurobond è tornata protagonista tra il 2024 e il 2025, con un'espansione che prosegue ora senza rallentamenti. Governi e istituzioni di numerosi Paesi hanno riaperto il canale delle emissioni su scala regionale e internazionale. Gli ultimi dodici mesi sono stati significativi: si è assistito a un incremento dei volumi di raccolta, alimentato sia da nuove esigenze di finanziamento, sia da una congiuntura favorevole per rifinanziare debiti esistenti. Benin ha fatto da apripista con una raccolta di 850 milioni di dollari, combinata tra un sukuk da 500 milioni e la riapertura di un bond 2038 da 350 milioni. Il successo dell'operazione è stato confermato dalla domanda superiore a 7 miliardi. Camerun ha segnato il ritorno ufficiale sul mercato dal 2024, collocando un quinquennale da 750 milioni di dollari. Angola, Kenya e Repubblica Democratica del Congo sono pronti a seguire: la sola Angola sta valutando il lancio di titoli per circa 1,7 miliardi entro l'anno, mentre Kenya potrebbe debuttare con una tranche da 2 miliardi.

Nel blocco UEMOA (Unione economica e monetaria ovest-africana), la raccolta prevista supera i 27 miliardi di dollari, sostenuta da Senegal e Costa d'Avorio. Tutto il Continente si muove in questa direzione, compresi big come Egitto e Nigeria, intenzionati a testare nuovamente il mercato in valuta forte. Non si tratta più di episodi isolati: la ripresa porta a una vera e propria ondata di emissioni che interessa oltre venti economie su cinquantacinque. La novità del 2026 è il ritmo serrato dei collocamenti e la presenza di Paesi all'esordio, come la Repubblica Democratica del Congo, che punta a raccogliere circa 750 milioni in primavera. Il rinnovato interesse del mercato si accompagna a condizioni favorevoli sia per gli emittenti - costi di raccolta più accessibili - sia per gli investitori, attratti da remunerazioni significative e dalla diversificazione geografica del portafoglio.

Rendimenti medi previsti e confronto con altri mercati

Le emissioni africane si distinguono per yield spesso a due cifre - un elemento chiave per attrarre capitali in una fase di normalizzazione dei tassi a livello globale. Il quinquennale del Camerun è stato prezzato oltre il 10%, l'ultimo bond dell'Angola in area 9,8% e il decennale del Kenya ha visto rendimenti sopra il 10,5%, mentre Benin si è fermata al 6,2%. Come si collocano questi valori rispetto al contesto internazionale? Nel panorama dei mercati emergenti, solo alcune regioni - in particolare alcune economie del Sud America e dell'Asia Centrale - propongono cedole similmente elevate, ma spesso con livelli di rischio percepito ancora superiori.

Le obbligazioni di Paesi Latinomericani come il Venezuela offrono talvolta rendimento superiore, ma la probabilità di default resta più elevata e la volatilità più marcata. Nazioni asiatiche come il Pakistan propongono premi paragonabili, pur registrando rischi politici accentuati. L'Africa fornisce quindi uno yield premium interessante, soprattutto su scadenze medio-lunghe, unito a una volatilità accettabile per chi può gestire l'esposizione nei periodi di turbolenza. In tabella:

Paese/Emissione (2025-26)

Durata

Rendimento

Camerun

5 anni

10,0%+

Angola

7 anni

9,8%

Kenya

10 anni

10,5%

Benin

12 anni

6,2%

Brasile (per confronto)

10 anni

9,5%

Sudafrica

10 anni

8,5% circa

Rispetto ai classici high yield occidentali o ai corporate bond emergenti, le emissioni africane restano competitive sia in termini assoluti che corretti per il rischio - soprattutto per chi adotta strategie a medio termine e può valutare singoli emittenti anziché l'intera regione come un blocco omogeneo.

Le ragioni del ritorno degli investitori: tassi e rating

Il successo delle nuove emissioni africane si fonda su una combinazione di fattori:

  • Tassi globali in calo e spread elevati: l'inizio di un ciclo ribassista sui tassi di interesse delle principali banche centrali facilita il ritorno degli operatori sui mercati di frontiera, consentendo agli emittenti di finanziarsi a costi più gestibili e agli investitori di bloccare ritorni elevati in ottica comparata.
  • Miglioramento dei rating e contesto macro: Paesi come Kenya e Repubblica Democratica del Congo hanno beneficiato di upgrade o revisioni positive dell'outlook da parte di agenzie internazionali, grazie a politiche di riforma e maggiori riserve in valuta estera. Questo riduce - anche solo marginalmente - la percezione di rischio sistemico, attirando capitali di matrice istituzionale.
  • Stabilità relativa e inflazione in calo: Una serie di economie africane mostra dinamiche inflazionistiche sotto controllo (tra il 3% e il 4%) e una volatilità inferiore rispetto agli ultimi cinque anni, rendendo più prevedibili i flussi di cassa futuri per gli investitori.
  • Domanda forte e diversificazione: L'offerta limitata di titoli ad alto rendimento nel resto del mondo stimola una ricerca attiva di nuove asset class; il continente africano, sottopesato nei grandi indici, si offre come opportunità di diversificazione tematica e geografica.
Strumenti come ETF e fondi dedicati permettono di accedere a panieri diversificati di obbligazioni africane, riducendo l'esposizione al rischio specifico dell'emittente e facilitando l'ingresso anche a investitori meno esperti.

I rischi insiti nell'aumento del debito in valuta estera

Sebbene le emissioni offrano premi interessanti, aumenta la vulnerabilità dei Paesi africani agli shock esterni. I rischi collegati al crescente ricorso al debito in valuta estera possono essere così sintetizzati:

  • Sostenibilità del debito: Nel 2025, i costi di servizio del debito dei Paesi africani hanno sfiorato i 100 miliardi di dollari. Un aumento ulteriore degli oneri finanziari può minacciare l'equilibrio fiscale, soprattutto se i proventi non sono destinati a investimenti produttivi e restano ancorati a spese correnti.
  • Rischio di cambio: Fluttuazioni sfavorevoli nelle valute locali possono aumentare il peso del debito, rendendo più costoso il rimborso in dollari o euro. Questo aspetto è significativo in economie con riserve valutarie limitate o instabilità politica.
  • Rischio di rollover e liquidità: Una concentrazione di scadenze ravvicinate - come quelle registrate per molte emissioni nel triennio 2024-2026 - espone governi e investitori al rischio che future condizioni di mercato impediscano il rifinanziamento a condizioni accettabili.
  • Sensibilità a shock globali: Eventuali inasprimenti improvvisi delle condizioni di finanziamento (es. rialzi inattesi dei tassi USA o crisi geopolitiche globali) possono tradursi in vendite repentine e difficoltà di accesso ai mercati internazionali.
Le agenzie di rating e gli osservatori internazionali invitano alla prudenza, sottolineando la necessità per i Paesi emittenti di attuare politiche di bilancio responsabili e strategie di gestione del debito efficienti. Gli investitori, dal canto loro, devono monitorare con grande attenzione le scadenze e l'allocazione delle risorse raccolte tramite i bond.

Pro e contro delle obbligazioni Africa 2026: quanto conviene?

Valutare l'attrattività delle nuove emissioni africane comporta un'attenta analisi dei vantaggi ma anche delle insidie. Di seguito vengono elencati i principali elementi da considerare:

I pro sono:

  • Rendimenti attesi elevati: rispetto a quasi tutte le altre classi di obbligazioni emergenti, le piazze africane offrono ancora premi importanti - spesso superiori al 10% lordo a scadenza.
  • Diversificazione reale: inserire titoli africani in portafoglio offre una riduzione della correlazione rispetto ai rischi sistemici dei tradizionali mercati sviluppati.
  • Miglioramento dei fondamentali macro: rating in salita, inflazione sotto controllo e maggiore trasparenza fiscale sono elementi che fanno percepire un ciclo di maturazione dei mercati locali.
  • Volumi in crescita: la liquidità degli strumenti è in aumento, facilitando scambi sul mercato secondario rispetto al passato.
I contro sono:
  • Debito in valuta estera: l'esposizione al rischio di cambio resta alta. Trattandosi di emissioni in dollari o euro, una svalutazione della valuta locale impatta sulle finanze pubbliche e, indirettamente, sugli investitori.
  • Rischio paese elevato: anche Stati più stabili presentano rischi politici, sociali o normativi, talvolta poco prevedibili e scarsamente copribili dalle tradizionali strategie di copertura assicurativa.
  • Liquidità non sempre omogenea: alcune tranche minori e paesi all'esordio possono soffrire di scambi radi, aumentando lo spread denaro-lettera per chi vuole entrare o uscire prima della scadenza.
  • Impatto della congiuntura globale: choc esterni - ad esempio mutamenti di politica monetaria negli USA o in Europa - rischiano di accentuare la volatilità e disincentivare afflussi di capitali opportunistici.
L'opportunità di investimento nelle emissioni africane va quindi calibrata sul profilo di rischio personale, preferendo strumenti diversificati come ETF obbligazionari Africa e scegliendo scadenze e nazioni coerenti con gli obiettivi di portafoglio. L'attenta valutazione dei pro e contro sarà la chiave per cogliere i benefici delle occasioni che il continente offre, evitando di incorrere in rischi sottostimati.