Una storica maison svizzera, Baume & Mercier, cambia casa e diventa italiana grazie all'acquisizione da parte di Damiani. Analisi delle strategie di rilancio, delle sinergie industriali e delle ripercussioni per tutto il settore del lusso.
La scena internazionale dell’orologeria di lusso è stata recentemente scossa da un’importante notizia: Damiani, storico nome italiano della gioielleria, si prepara ad accogliere nel proprio portafoglio la prestigiosa maison svizzera Baume & Mercier. L’acquisizione, annunciata in una nota congiunta tra le due società, rappresenta una svolta strategica, sancendo il passaggio di un marchio leggendario all’interno del settore degli orologi in mani italiane. Sebbene i dettagli finanziari rimangano riservati, le parti hanno sottolineato elemento chiave dell'operazione: sfruttare la forza della rete distributiva italiana di Damiani per valorizzare il potenziale di Baume & Mercier, proiettandolo in una nuova fase storica.
Fondata nel 1830 a Ginevra, Baume & Mercier è sinonimo di artigianalità, innovazione e design senza tempo. Il suo percorso, costellato da quasi due secoli di storia, ha visto la maison distinguersi per la creazione di segnatempo raffinati, dal forte spirito svizzero e con una reputazione consolidata nel segmento "luxury-accessible": alto valore tecnico, posizionamento relativamente accessibile rispetto ad altri competitor svizzeri e una tradizione nella realizzazione di collezioni iconiche come Classima, Hampton e Clifton.
L’identità duale del brand, tra classicismo ginevrino e modernità, ha rappresentato uno dei suoi tratti distintivi. Tuttavia, nel corso degli ultimi anni, Baume & Mercier ha dovuto affrontare una trasformazione del mercato globale degli orologi di prestigio: l’aumento della concorrenza, l’avvento dell’orologeria smart e il consolidamento dei grandi player hanno portato i gruppi più strutturati a ristrutturare periodicamente i propri portafogli.
La cessione è arrivata dopo la decisione di Richemont di concentrare le proprie risorse sulle attività considerante più strategiche e core, ovvero il mondo della gioielleria e dei marchi del lusso più redditizi. In effetti, la divisione di Richemont dedicata a orologi e gioielli ha registrato ricavi superiori ai 6 miliardi di euro nell’ultimo trimestre del 2025, ma l’orologeria – pur registrando una lieve crescita – non rappresentava più il motore della redditività del gruppo. Baume & Mercier, con un fatturato annuale stimato dagli analisti tra 79 e 118 milioni di franchi svizzeri, non pubblicava risultati separati proprio perché integrato in un portafoglio molto più ampio.
Richemont, holding svizzera del lusso nota per i marchi globali come Cartier, IWC, Jaeger-LeCoultre e Piaget, ha continuamente raffinato la propria strategia per mantenere una posizione di rilievo nel panorama internazionale.
Negli ultimi anni Richemont ha:
Per Damiani, l'acquisizione rappresenta una mossa strategica di ampio respiro, mirata a diversificare e rafforzare ulteriormente la propria leadership nel settore dei beni di lusso. Con radici profonde nella tradizione orafa di Valenza e una presenza internazionale in costante ascesa, l’azienda guidata dalla famiglia Damiani da tre generazioni si pone alcuni obiettivi chiave:
L’integrazione di Baume & Mercier all’interno del mondo Damiani offre nuovi scenari di sviluppo fortemente incentrati sul mercato domestico e su una strategia di crescita multilivello. Il primo passo riguarderà la ridefinizione della presenza commerciale: la capillarità della rete italiana di Damiani – che include sia negozi di proprietà, sia il canale wholesale multimarca – favorirà l’aumento della distribuzione e la penetrazione nei principali poli del lusso della Penisola.
Le strategie identificate dagli analisti prevedono:
L’operazione modifica gli equilibri del mercato internazionale dell’orologeria di lusso, creando un nuovo polo italiano che unisce la tradizione della gioielleria di Valenza a una delle case storiche dell’arte orologiera svizzera. Dal punto di vista degli esperti:
L’acquisizione di Baume & Mercier da parte di Damiani rappresenta molto più di un semplice passaggio di proprietà: segna un nuovo capitolo nell’evoluzione dell’alta orologeria in Italia e in Europa. Sfruttando la solidità della distribuzione italiana, le competenze creative del distretto valenzano e le opportunità di cross-settore, la maison svizzera potrà ambire ad un rilancio centrato su innovazione e tradizione.
Il mercato internazionale dell’orologeria – da sempre spaccato tra storici player svizzeri e emergenti marchi internazionali – vede in questa operazione un’opportunità di riequilibrio a vantaggio del made in Italy. Se la sfida dei prossimi anni sarà nella capacità di integrare cultura, savoir-faire e visione strategica, gli osservatori guardano con interesse alla capacità di Damiani di dimostrare leadership “di sistema” e interpretare questa acquisizione come un modello di eccellenza e valore duraturo.