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Pacchi sotto i 150 euro e tassa di 3 euro Ue: istruzioni e regole pubblicate dall'Agenzia delle Dogane

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di Chiara Compagnucci pubblicato il

La riforma doganale europea ha introdotto un dazio fisso di 3 euro su ciascun pacco da Paesi extraeuropei il cui valore non superi i 150 euro. L’obiettivo è arginare il massiccio ingresso di mini-spedizioni

Con l'arrivo delle nuove disposizioni doganali in vigore dal 1° luglio 2026, cambia il quadro per chi acquista online da Paesi fuori dall’Unione Europea. La principale novità riguarda l’adozione di una tassa europea fissa di 3 euro su ogni pacco avente un valore dichiarato fino a 150 euro. Questa misura è stata progettata per regolamentare il crescente flusso di micro-spedizioni, spesso provenienti da marketplace internazionali come Shein, Temu o AliExpress, che negli ultimi anni hanno rivoluzionato le abitudini di acquisto digitali degli utenti italiani ed europei. Il provvedimento, approvato dal Consiglio UE, abolisce la precedente franchigia che esentava dai dazi doganali i pacchi di importo contenuto, mirando a rafforzare la concorrenza leale, ridurre pratiche poco trasparenti e migliorare la sicurezza degli scambi transfrontalieri. Nel frattempo, il contributo italiano di 2 euro è stato eliminato, così che la nuova disciplina europea rappresenta ora l’unico riferimento per i piccoli acquisti extra UE.

Cos'è la nuova tassa UE da 3 euro sui pacchi extra UE: normativa e obiettivi

La riforma doganale europea, con l'Agenzia delle dogane pubblica le prime istruzioni sul Regolamento UE 2026/382, ha introdotto un dazio fisso di 3 euro su ciascun pacco importato da Paesi extraeuropei il cui valore non superi i 150 euro. L’obiettivo di questa misura è arginare il massiccio ingresso di mini-spedizioni nel territorio europeo, che nel 2024 hanno raggiunto i 4,6 miliardi di unità pari a circa 12 milioni di pacchi giornalieri. In passato, tali spedizioni godevano dell’esenzione dai dazi doganali, alimentando concorrenza sleale ai danni di venditori UE, rischi potenziali per la salute e la sicurezza dei consumatori, frodi fiscali e situazioni di pressione sulle dogane nazionali. Questa iniziativa si propone quindi di riequilibrare i rapporti tra operatori digitali globali e imprese locali, rafforzando i controlli e generando una maggiore trasparenza nei flussi commerciali.

Dal punto di vista normativo, il dazio è temporaneo fino almeno al 2028, periodo durante il quale si prevede una riforma complessiva del sistema doganale europeo e il varo di un hub digitale per la gestione delle spedizioni. Il gettito generato dalla tassa viene ripartito al 75% a favore del bilancio UE e al 25% al Paese di arrivo, assicurando così risorse per la modernizzazione e il monitoraggio del commercio elettronico transfrontaliero. Secondo le motivazioni della Commissione e delle principali istituzioni economiche, la tassa punta a livellare il campo di gioco, correggere squilibri e incentivare la correttezza delle dichiarazioni doganali, sostenendo i modelli di business improntati alla legalità e alla sicurezza.

Come funziona la tassa: modalità di applicazione e chi deve pagare

La nuova disciplina si applica in modo chiaro: ogni pacco in arrivo da un Paese esterno all’UE, il cui valore commerciale sia dichiarato fino a 150 euro, è soggetto a un’addebito fisso di 3 euro indipendentemente dalla tipologia di beni presenti. La tassa si applica al singolo pacco e non agli articoli in esso contenuti; pertanto, se più prodotti sono spediti insieme, si pagherà un’unica tassa. Se invece gli articoli giungono separatamente con spedizioni distinte, il costo sarà moltiplicato per il numero di pacchi ricevuti. L’obbligazione del pagamento ricade generalmente sul destinatario finale, ovvero l’acquirente che riceve la merce. L’importo è solitamente incluso tra i costi dichiarati al momento dell’acquisto sulla piattaforma o richiesto in fase di sdoganamento, spesso anticipato dal corriere o dal marketplace che agisce in qualità di intermediario doganale:

  • Pacchi gestiti tramite sistema IOSS (Import One-Stop Shop): è lo strumento ufficiale europeo per l’applicazione dell’IVA all’importazione ed è utilizzato dalla quasi totalità degli operatori e-commerce internazionali. Su questa piattaforma, la tassa di 3 euro viene automaticamente conteggiata, garantendo tracciabilità e trasparenza.
  • Spedizioni tra privati: anche in questi casi, se il pacco proviene da fuori UE e rientra nella soglia di valore, si è tenuti al pagamento della tassa.
Non sono soggetti all’onere gli acquisti da venditori con magazzino già situato all’interno dell’Unione Europea, poiché la merce risulta già sdoganata. Tuttavia, se la spedizione in Italia avviene da un magazzino europeo ma la merce non è ancora stata regolarizzata, la tassa può comunque essere addebitata. La nuova regolamentazione si applica sia ai consumatori finali sia alle imprese, includendo sia transazioni business to consumer sia business to business, così come le spedizioni privato-privato, purché spedite dall’esterno dell’Unione.

Impatto sul consumatore: cosa cambia per chi acquista online da Paesi extra UE

L’introduzione della tassa europea sulle spedizioni di basso valore avrà ripercussioni dirette per milioni di acquirenti digitali. Chi effettua ordini su siti internazionali dovrà ora mettere in conto una voce di spesa extra, pari a 3 euro per singolo pacco. Questa modifica azzera il meccanismo di esenzione precedente, rendendo necessario un monitoraggio maggiore di tutte le fasi dell’acquisto. Le principali conseguenze per il consumatore sono:

  • Aumento del prezzo finale dei prodotti, con una incidenza di rilievo su ordinativi di valore molto basso (in percentuale può superare il 50% per articoli da pochi euro);
  • Maggiore chiarezza (richiesta) nei riepiloghi d’ordine: le piattaforme dovranno indicare esplicitamente la presenza del dazio nei costi complessivi presentati all’acquirente;
  • Possibile riduzione di ordini multipli gestiti con spedizioni separate, giacché ricevere più pacchi comporta il pagamento multiplo della tassa;
  • Attenzione rinnovata alle condizioni di vendita, in particolare per quanto riguarda il luogo di spedizione effettivo e la corretta comunicazione della provenienza;
  • Burocrazia più snella per la riscossione e la rendicontazione, con sistema IOSS o addebito tramite corriere e minore rischio di ritardi dovuti a mancata trasparenza sui pagamenti doganali.
In aggiunta, la misura mira anche ad aumentare la tutela del cliente finale contro pratiche scorrette e truffe doganali, con norme più stringenti e procedure di tracciamento sempre più sofisticate. I marketplace principali sono tenuti a rafforzare la loro collaborazione con le autorità doganali per garantire la corretta applicazione della regola e la sicurezza delle operazioni.

Casi particolari e consigli pratici per evitare sorprese agli acquisti online

Le nuove regole impongono attenzione sia a chi acquista che ai marketplace internazionali. Ecco alcuni casi particolari e consigli utili per gestire i propri acquisti in modo informato e prevenire spese impreviste:

  • Ordini effettuati prima della data di entrata in vigore: conta la data di ingresso in dogana; se la spedizione arriva dopo il 1° luglio 2026, la tassa viene applicata anche su ordini conclusi in precedenza.
  • Acquisti da venditori che dichiarano spedizione “in UE”: tale dicitura non garantisce l’esenzione; accertarsi che la spedizione sia “da UE” e che la merce sia già sdoganata.
  • Mancata o errata dichiarazione doganale: in presenza di informazioni incomplete sul valore effettivo del pacco, potrebbero verificarsi ritardi o costi aggiuntivi; conviene verificare sempre la corrispondenza tra valore dichiarato e valore effettivo pagato.
  • Truffe e richieste sospette di pagamento: ignorare mail o sms che richiedano versamenti via link o modalità non ufficiali; controllare sempre il tracking sul sito del corriere e fare riferimento solo a comunicazioni ufficiali.
  • Marketplace con magazzino europeo: anche in questo caso la tassa su pacchi di merce non ancora sdoganata può essere addebitata; leggere con attenzione i termini di spedizione e gli eventuali riferimenti al sistema IOSS.
Per gli ordini che rientrano nelle nuove regole si raccomanda di:
  • Verificare che il prezzo finale includa tutti i costi di sdoganamento (IVA, eventuali dazi aggiuntivi, oneri di spedizione dettagliati);
  • Mantenere traccia dei documenti di acquisto e delle ricevute di pagamento doganale;
  • Richiedere sempre spiegazioni ufficiali se il corriere impone richieste di pagamento inattese alla consegna.
Seguendo con attenzione questi suggerimenti si possono minimizzare inconvenienti e ritardi, migliorando l’esperienza di acquisto online a livello internazionale.




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Chiara Compagnucci

Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...