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Tassa di 3 euro Ue su piccoli pacchi dall'estero a Luglio è ufficiale: pagheremo 5 euro o nostra tassa di 2 euro sarà eliminata?

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di Marianna Quatraro pubblicato il

Con l'introduzione della tassa UE di 3 euro sui piccoli pacchi extra-UE dal valore sotto i 150 euro dal luglio 2026, cambiano le regole per gli acquisti online. Analizziamo funzionamento, motivazioni, implicazioni fra normativa europea e italiana, ed effetti futuri.

Dall’estate 2026, importare prodotti extraeuropei tramite e-commerce costerà di più per milioni di consumatori e microimprese europee. L’Unione Europea ha. formalizzato una nuova imposta fissa su ogni piccolo pacco spedito da Paesi terzi con valore inferiore ai 150 euro. Questo cambiamento interessa soprattutto le piattaforme digitali cinesi e una miriade di piccoli venditori extra-UE, artefici del boom degli acquisti online diretti a privati cittadini.

Cos’è la tassa UE di 3 euro sui piccoli pacchi e-commerce

La misura adottata dal Consiglio Ecofin introduce una tassa forfettaria di 3 euro per ogni invio da Paesi esterni all’Unione, destinato a privati cittadini e con valore dichiarato inferiore ai 150 euro. Questa imposta – operativa dal 1° luglio 2026 in tutta l’UE – interviene nello specifico ambito del commercio elettronico transfrontaliero.

La novità abroga l’attuale regime di esenzione dai dazi doganali per i beni di modesto valore. Finora, spedizioni internazionali inferiori a 150 euro entravano nel mercato unico senza alcuna imposizione doganale. La nuova tassa punta soprattutto alle transazioni realizzate attraverso piattaforme digitali e venditori registrati al sistema IOSS (Import One-Stop Shop), uno schema di semplificazione amministrativa che, secondo fonti ufficiali, copre oltre il 90% delle importazioni e-commerce dirette ai consumatori comunitari.

L’applicazione della tassa sarà temporanea e transitoria. Il contributo fisso resterà valido fino a che entrerà in vigore una riforma definitiva delle regole doganali per le importazioni di modico valore. L’intervento è finalizzato a livellare il campo di gioco tra venditori oltremare e operatori locali, mentre le istituzioni europee proseguono il percorso di revisione del Codice doganale dell’UE.

La misura è distinta da eventuali "handling fee" nazionali, già all'attenzione di diversi Stati membri per coprire i costi amministrativi aggiuntivi della gestione doganale delle microspedizioni.

Come funzionerà la tassa sui pacchi: ambito di applicazione e modalità di calcolo

Il prelievo di 3 euro sarà applicato su ciascun pacco, non sul singolo prodotto all’interno della spedizione. In pratica, se vengono acquistati diversi articoli spediti in un unico collo, la tassa sarà unica e invariata; ordini differenti, inviati separatamente, comporteranno un’onerosità superiore per il consumatore finale.

Vediamo nella tabella seguente alcune casistiche di applicazione:

Pacco spedito Tassa totale applicata
1 pacco unico, 3 prodotti diversi 3 euro
3 pacchi separati, 1 prodotto ciascuno 9 euro (3 x 3 euro)

L’ambito soggettivo e oggettivo di applicazione coinvolge unicamente spedizioni B2C (business to consumer) originate da aziende extra-UE e inviate direttamente a privati cittadini dell’Unione. Sono coinvolti i venditori registrati al sistema IOSS, coprendo la stragrande maggioranza delle piattaforme e-shop mondiali che servono il mercato europeo. Sono invece escluse dall’applicazione del nuovo tributo le spedizioni che transitano per operatori non iscritti all’IOSS, una minoranza che tuttavia resta sotto osservazione per possibili future estensioni della disciplina.

La misura resta separata da altre imposte o dazi ordinari che continuano ad applicarsi secondo la natura e il valore delle merci, al termine della fase transitoria.

I motivi della misura: lotta alla concorrenza sleale, frodi e tutela del mercato europeo

Le motivazioni alla base di questa riforma sono molteplici e legate sia a questioni macroeconomiche che di vigilanza e controllo. Fra le priorità indicate dalle istituzioni figurano:

  • Tutela della concorrenza: la soglia di esenzione precedente ha alimentato una forte sproporzione tra esercenti tradizionali europei e piattaforme extra-UE, colpendo soprattutto piccoli commercianti locali.
  • Contrasto alle frodi fiscali: la grande mole di spedizioni non soggette ad alcun contributo ha favorito pratiche elusive e dumping fiscale, soprattutto tramite piattaforme basate in Paesi terzi.
  • Sicurezza e salute dei consumatori: l’assenza di controlli stringenti ha spesso portato all’ingresso di merci non conformi o potenzialmente rischiose per la salute.
  • Impatto ambientale: il modello delle microspedizioni incentiva catene logistiche frammentate e un elevato peso ambientale per ogni singolo invio.
Questa serie di criticità ha spinto la Commissione UE a imprimere un'accelerazione alla revisione delle regole doganali, con l’obiettivo di rendere il sistema più moderno, efficace e sostenibile rispetto alle esigenze degli Stati membri.

Rapporto tra tassa UE di 3 euro e tassa italiana di 2 euro: convivranno oppure no?

La coesistenza fra il tributo comunitario da 3 euro e l’imposta nazionale italiana da 2 euro rappresenta un aspetto delicato per operatori e consumatori.

L’iniziativa italiana era stata programmata inizialmente per il 2026: la legge di bilancio prevedeva una commissione amministrativa di 2 euro su ogni spedizione extra-UE contenente beni entro i 150 euro. Tuttavia, la successiva accelerazione delle istituzioni europee ha spinto il Parlamento nazionale a valutare il rinvio dell’entrata in vigore della misura italiana, allineandola a quella europea dal luglio 2026. Questa scelta risponde all’esigenza di armonizzare le regole tra Stati membri e di evitare che venditori internazionali possano eludere la tassa italiana spedendo tramite altri paesi Ue.

Secondo le ultime proposte in discussione, per un breve periodo entrambe le misure potrebbero essere attive: in tal caso il costo per il destinatario finale ammonterebbe a 5 euro per singolo pacco. Resta tuttavia probabile un’unificazione o soppressione di una delle due tariffe, a favore della nuova disciplina europea e per scongiurare doppi prelievi sulle microimportazioni. La decisione definitiva verrà presa nel quadro delle trattative tra Parlamento, Agenzia delle Dogane e governo italiano, anche alla luce dello scenario normativo comunitario definitivo previsto per la fine del 2026-inizio 2027.

Dalla soglia di esenzione alla gestione futura: cosa succede dopo il 2026

L’introduzione del prelievo forfettario di 3 euro rappresenta solo una fase di transizione verso un sistema doganale europeo completamente rinnovato. La soglia di esenzione daziaria dei 150 euro, che aveva permesso di eludere prelievi su merci di basso valore provenienti dall’estero, verrà definitivamente eliminata dalla riforma generale pianificata per fine 2026-inizio 2027.

Il quadro futuro prevede l'applicazione delle aliquote ordinarie di dazio in base alla categoria merceologica, senza più eccezioni. T-shirt, dispositivi elettronici, cosmetici e qualsiasi altro prodotto d’importazione pagheranno le tariffe doganali proprie della rispettiva voce di nomenclatura comunitaria. Nel frattempo, la tassa transitoria di 3 euro consentirà di:

  • Garantire un minimo gettito fiscale per le autorità doganali
  • Permettere controlli più stringenti su ogni spedizione
  • Preparare l’infrastruttura informatica, come l’Eu Customs Data Hub, per una gestione trasparente dell’import/export digitale.
Le autorità valuteranno regolarmente possibili estensioni delle misure anche verso operatori oggi non ancora coperti dal sistema IOSS, con particolare attenzione all’evoluzione del mercato e all’adattamento delle piattaforme logistiche internazionali.




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Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...