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Patente B: le nuove regole su guide, esercitazioni, certificazione (e da quando in vigore e se saranno retroattive)

di Chiara Compagnucci pubblicato il
patente b novità nel 2026

Le nuove regole sulla patente B rivoluzionano formazione e certificazione: esercitazioni obbligatorie, digitalizzazione delle procedure, impatti sui costi, tempistiche e novità su età minima e validità. Tutto sul nuovo quadro normativo.

Il 2026 segna una svolta significativa per il sistema delle patenti in Italia, per effetto di un nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 dicembre. L’aggiornamento normativo ha come obiettivo l’uniformità della formazione dei futuri automobilisti, la riduzione degli incidenti e un innalzamento della sicurezza stradale. A fronte di una crescente attenzione alle competenze dei neo-conducenti e ad una domanda europea di standard più omogenei, il legislatore ha introdotto un iter più articolato e rigoroso per l’ottenimento della patente B, puntando anche sulla digitalizzazione e la trasparenza nei controlli.

I cambiamenti in arrivo investono sia i percorsi obbligatori in autoscuola che la disciplina delle esercitazioni private, modificando tempistiche, costi e modalità di certificazione

Le nuove esercitazioni obbligatorie: struttura, durata e moduli della guida

Un elemento centrale della riforma riguarda le esercitazioni obbligatorie, che rappresentano ora il primo passo imprescindibile per accedere all’esame pratico. Dal 2025, infatti, le ore di guida obbligatorie passano da sei a otto e sono articolate in quattro moduli specifici da svolgere esclusivamente in autoscuola, sotto il controllo di un istruttore qualificato. Questa scelta trova la sua ratio nella volontà di garantire una preparazione pratica solida ed esperienziale, che esponga i candidati a diverse tipologie di situazione reale.

  • Modulo A (2 ore): conoscenza tecnica del veicolo e gestione delle emergenze. È la prima fase, obbligatoria e propedeutica alle successive, durante la quale vengono affrontate nozioni sulla sicurezza e sul funzionamento dei dispositivi di bordo.
  • Modulo B (3 ore): guida in ambito urbano. Prevede l’affiancamento dell’istruttore nelle situazioni di traffico cittadino, con attenzione particolare alle intersezioni, segnaletica e rispetto degli utenti deboli della strada.
  • Modulo C (2 ore): guida su autostrade e strade extraurbane principali o secondarie. Questa sessione è indispensabile per mettere il candidato di fronte alle dinamiche di velocità più elevate e alle regole specifiche di questi contesti.
  • Modulo D (1 ora): esercitazione in condizioni di visibilità notturna, per consolidare la capacità di gestire il veicolo in situazioni di scarsa luminosità e percezione degli ostacoli.
L’ordine cronologico dei moduli deve essere rispettato, con la prescrizione che non è consentito concentrare le otto ore in un arco di tempo ristretto. La distribuzione su più giorni consente al candidato di interiorizzare gradualmente le abilità necessarie. La legge prevede anche una limitazione alle ore giornaliere consecutive e un’articolazione delle sessioni in microlezioni di almeno trenta minuti ciascuna, a tutela della qualità e dell’efficacia dell’apprendimento.

Solo al termine di questa fase strutturata, documentata e verificata attraverso sistemi digitali, il candidato potrà accedere alle esercitazioni private con accompagnatore, assicurando così che ogni aspirante automobilista abbia una solida base prima di proseguire nel percorso di formazione.

Guida con il foglio rosa: cosa cambia nelle esercitazioni private e tempi necessari

Le novità introdotte con il decreto MIT modificano sensibilmente la disciplina delle esercitazioni private, ovvero quelle che avvengono con il foglio rosa dopo aver superato l’esame di teoria. Rispetto al passato, ora le esercitazioni private possono essere svolte solo dopo aver completato e certificato le otto ore obbligatorie in autoscuola. Il foglio rosa mantiene la sua natura di autorizzazione provvisoria, ma le sue condizioni d’uso sono più stringenti:

  • Poter iniziare le esercitazioni con accompagnatore esclusivamente dopo la certificazione delle guide obbligatorie, documentata dalla piattaforma digitale MIT.
  • Validità di 12 mesi dalla data di rilascio, periodo durante il quale è possibile sostenere fino a un massimo di due prove pratiche.
  • L’accompagnatore deve avere non più di 65 anni, possedere una patente valida da almeno 10 anni per la stessa categoria o superiore, e il veicolo utilizzato deve essere contrassegnato correttamente (cartello ‘P’ oppure ‘scuola guida’).
Le esercitazioni private rappresentano una parte essenziale del percorso, in quanto consentono ai futuri patentati di acquisire confidenza alla guida fuori dal contesto protetto dell’autoscuola. Tuttavia, l’introduzione del requisito propedeutico delle ore obbligatorie serve a tutelare la sicurezza pubblica e a garantire un livello minimo di competenza di chi si esercita sulle strade.

La mancata osservanza di tali nuove disposizioni comporta sanzioni amministrative significative sia per il candidato sia per l’accompagnatore. In sintesi, il nuovo sistema impone tempi complessivi più lunghi e un’organizzazione più rigorosa delle fasi di apprendimento e di pratica.

Certificazione digitale, validità e controlli: la nuova piattaforma del MIT

L’innovazione digitale introdotta dal decreto contribuisce a rendere più trasparente e tracciabile il percorso di formazione dei futuri conducenti. Il rilascio della certificazione finale delle guide obbligatorie, necessaria per attivare il foglio rosa, avviene tramite la piattaforma CED (Centro Elaborazione Dati) della Motorizzazione Civile. Questo sistema garantisce una verifica puntuale delle ore svolte e dei moduli completati in autoscuola.

Caratteristiche della nuova certificazione digitale:

  • Permette alle autoscuole di registrare in tempo reale le presenze, la cronologia delle lezioni e l’esecuzione dei singoli moduli.
  • Validità estesa delle guide obbligatorie a 18 mesi dalla data di certificazione, così da agevolare chi riesce a superare la prova teorica ma necessita di un secondo tentativo pratico.
  • Controllo automatico della propedeuticità tra i moduli, senza possibilità di deroghe rispetto all’ordine previsto.
  • Tracciabilità affidabile di tutto il percorso – fattore che favorisce la prevenzione delle irregolarità e rafforza l’affidabilità della formazione.
Solo al completamento e alla validazione digitale di tutte le ore previste, il sistema permette la generazione ufficiale del foglio rosa, limitando così la possibilità di aggirare le regole e garantire trasparenza nell’iter.

Sotto il profilo dei controlli, il nuovo impianto normativo attribuisce un ruolo centrale alla Motorizzazione Civile nell’attività di supervisione, sia in fase preventiva che sanzionatoria, in caso di inosservanza delle nuove regole.

Costi maggiorati e tempistiche più lunghe: impatti pratici per i candidati

L’allungarsi del percorso formativo si traduce in un impatto economico diretto per i candidati. Da un lato, gli otto moduli obbligatori comportano un incremento delle ore di formazione presso autoscuola; dall’altro, l’adeguamento dei compensi agli esaminatori – la prima modifica dal 1987 – incide sui costi delle sessioni d’esame pratico.

Costo medio delle otto ore di guida Da 400 euro in su (a seconda della tariffa oraria della scuola guida)
Incremento costo esame pratico Circa 10-15 euro in più per sessione rispetto al passato
Possibile adeguamento diritti motorizzazione Atteso nel primo semestre 2026, con aumento stimato fino a 20 euro complessivi

Oltre alle spese dirette, la nuova calendarizzazione delle guide e la necessità di attestati digitali fanno sì che l’intero iter richieda tempi mediamente più lunghi: la propedeuticità dei moduli e la distribuzione delle lezioni limitano la possibilità di concentrare tutte le attività in poche settimane.

Ne consegue che i futuri automobilisti dovranno pianificare con attenzione sia il percorso finanziario che quello temporale, considerando anche la validità della certificazione digitale e la possibilità di dover ripetere alcune fasi in caso di superamento dei termini previsti. L’adeguamento alle nuove disposizioni coinvolge anche le autoscuole, che stanno attualmente riorganizzando i propri programmi didattici e le proprie modalità di gestione amministrativa in vista delle scadenze previste dalla legge.

Novità: patente a 17 anni, periodo di prova e direttive europee

L’orizzonte della normativa italiana si arricchisce di elementi di novità in linea con le direttive europee, che prevedono l’introduzione della possibilità di ottenere la patente B già a 17 anni. Questa misura recepisce le tendenze comunitarie verso una maggiore autonomia dei giovani, ma prevede condizioni stringenti:

  • Obbligo di guida accompagnata per i minori di 18 anni, fino al compimento della maggiore età, sempre con un soggetto esperto al fianco.
  • Esami pratici e teorici più articolati, con l’inserimento di domande relative a rischi specifici (cellulare, angoli ciechi, sistemi di assistenza, vulnerabilità di pedoni e ciclisti).
  • Periodo di prova (“probation period”) di almeno due anni per i neopatentati, durante il quale vige un regime sanzionatorio più severo in caso di violazione delle norme.
  • Validità della patente: l’Unione Europea suggerisce una durata di 15 anni per le patenti auto e moto, ma in Italia si conferma la validità decennale laddove la stessa funge da documento d’identità.
Il recepimento delle nuove direttive è previsto entro tre anni dalla pubblicazione a livello europeo. Per l’Italia, l’avvio della patente a 17 anni potrebbe concretizzarsi tra il 2028 e il 2029. Queste disposizioni sono in linea con il desiderio europeo di una maggiore uniformità e sicurezza nei percorsi di formazione alla guida per le nuove generazioni.

Quando entreranno in vigore le nuove regole e cosa cambia per chi è già in possesso del foglio rosa

L’entrata in vigore delle nuove disposizioni è legata alla pubblicazione dei decreti attuativi, in particolare quello relativo alla piattaforma digitale di certificazione. La tempistica prevista è di poche settimane dopo il rilascio della normativa tecnica operativa da parte del MIT.

Per chi ha già il foglio rosa: le nuove regole si applicano secondo il principio di non retroattività per chi ha completato l’iter formativo secondo il precedente quadro normativo. Tuttavia, chi si trova a dover ripetere parte delle esercitazioni o a rinnovare la pratica, dovrà adeguarsi alle nuove disposizioni in materia di esercitazioni obbligatorie e certificazione digitale.

  • Gli attestati delle guide obbligatorie avranno validità di 18 mesi e potranno essere utilizzati anche nel caso di un secondo tentativo per il conseguimento della patente, purché l’esame teorico sia ancora valido.
  • Chi avrà già iniziato il percorso secondo le vecchie modalità, non perderà quanto già acquisito ma dovrà eventualmente integrare la formazione per adeguarsi ai nuovi moduli richiesti.
Le sanzioni per l’inosservanza delle nuove regole sono particolarmente severe, atte a garantire il rispetto del nuovo impianto formativo e l’affidabilità delle esercitazioni private.


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