Il patto generazionale del M5S prevede 15mila euro a 18 anni, il reddito creativo da 1000 euro al mese e altre 10 misure per i giovani ma non solo: i 12 punti, i beneficiari e cosa c'è di ufficiale.
Il Movimento 5 Stelle ha messo i giovani al centro del proprio programma con un documento in dodici punti che sta facendo discutere: il patto generazionale M5S. Dentro ci sono misure di forte impatto, dal Capitale 18 da 15mila euro al compimento della maggiore età al reddito creativo da 1000 euro al mese, fino al voto ai sedicenni. Prima di entrare nel dettaglio serve però una precisazione: non si tratta di una legge né di una misura ufficiale, ma di una proposta politica. Vediamo cos'è, a chi si rivolge e che cosa prevede.
Il patto generazionale è un documento programmatico elaborato dalla comunità del Network giovani del Movimento 5 Stelle e presentato sul sito dei pentastellati. Il testo si intitola "Dodici diritti per una generazione libera" e raccoglie dodici proposte che toccano lavoro, casa, fisco, formazione, welfare e transizione ecologica.
L'idea di fondo, secondo i promotori, è che non si tratti di una somma di bonus o di interventi spot, ma di un patto pubblico per l'autonomia: lavorare, studiare, abitare, muoversi, curarsi, formarsi e scegliere dove costruire la propria vita. A commentarlo è stata la deputata Vittoria Baldino, vicepresidente del M5S e referente della comunità giovanile del Movimento, che ha spiegato come la questione generazionale debba diventare una chiave di lettura di ogni scelta politica: ogni punto del programma dovrà misurarsi con l'impatto concreto sulla vita delle nuove generazioni.
Va chiarito subito: il patto generazionale non è in vigore, non è stato approvato dal Parlamento e non è nemmeno un provvedimento del governo. Si tratta di un documento di programma che i giovani iscritti al Movimento potranno votare sulla piattaforma del M5S. In altre parole, oggi è una proposta politica, un insieme di impegni che il partito intende inserire nel proprio programma elettorale.
Chi cerca informazioni su quando arriveranno i 15mila euro a 18 anni o quando partirà il reddito creativo troverà quindi una risposta netta: al momento non esiste alcuna data. Non ci sono decreti, non ci sono stanziamenti in legge di Bilancio e le fonti disponibili non indicano una copertura finanziaria complessiva. Perché le misure diventino realtà occorrerebbe che il M5S le trasformi in proposte di legge, che trovi una maggioranza in Parlamento e che le risorse vengano previste nelle manovre economiche. Fino a quel momento nessun giovane può richiedere questi benefici, e le tempistiche restano del tutto indefinite.
Il documento si rivolge espressamente alle nuove generazioni, ma con soglie diverse a seconda della misura:
Ecco tutte le proposte, organizzate per area tematica.
Fisco e autonomia economica
1. Irpef generazione. Prevede una detrazione aggiuntiva sui redditi da lavoro per i primi cinque anni effettivi di occupazione, utilizzabile entro i 35 anni e concentrata sui redditi bassi e medi. Il beneficio è pieno nei primi due anni, si riduce gradualmente nei tre successivi e si azzera oltre una certa soglia di reddito, senza salti d'imposta. Vale per il lavoro dipendente e per quello autonomo personale, e verrebbe riconosciuto in automatico in busta paga o in dichiarazione. Le risorse arriverebbero dal riordino degli incentivi all'occupazione oggi frammentati: il sostegno andrebbe direttamente al giovane, non all'impresa che lo assume.
2. Capitale 18. È la misura più discussa: una dotazione pubblica di 15.000 euro al compimento dei 18 anni. Sarebbe destinata ai giovani di famiglie con reddito annuo complessivo inferiore a 300.000 euro, con una modulazione che concentri il beneficio sui redditi bassi e medi.
Lavoro
3. Stop al lavoro gratuito. Il patto propone un compenso minimo nazionale e la contribuzione previdenziale per tirocini extracurriculari e praticantati, per mettere fine a stage e collaborazioni non retribuiti.
4. Reddito creativo. Prevede 1000 euro al mese per chi lavora nella cultura e nella creazione. Il testo diffuso finora non chiarisce nel dettaglio requisiti, durata e platea, aspetti che dovranno essere precisati nelle eventuali proposte di legge.
Casa
5. Fondo per la cauzione. Si tratterebbe di un fondo pubblico che garantisce il deposito cauzionale e una quota limitata del rischio di morosità per gli under 35 con un reddito compatibile con il canone d'affitto ma privi di garanzie patrimoniali, per esempio l'aiuto della famiglia.
Formazione
6. Assegno di autonomia universitaria. Un sostegno nazionale mensile per gli studenti universitari e dell'Afam provenienti da famiglie con redditi bassi e medi, con una maggiorazione per fuorisede e pendolari che affrontano costi elevati di spostamento.
7. Conto futuro. Un conto da aprire al primo impiego, pensato per finanziare la formazione e rispondere alle transizioni tecnologiche. Sarebbe cumulabile e portabile tra aziende, settori e forme contrattuali, quindi seguirebbe il lavoratore anche quando cambia occupazione.
Welfare
8. Garanzia salute mentale under 30. Punta a definire un livello essenziale nazionale di assistenza: accesso gratuito, primo colloquio entro un tempo massimo stabilito e presa in carico pubblica quando clinicamente indicata.
9. Garanzia previdenziale giovani. Una pensione contributiva di garanzia tra le misure di welfare che integri gli assegni più bassi in proporzione agli anni di presenza nel mercato del lavoro. Serve a tutelare le carriere discontinue, evitando una soglia identica per chi ha storie contributive molto diverse.
Transizione ecologica e mobilità
10. Climate ticket giovani. Un unico abbonamento nazionale valido sul trasporto pubblico urbano ed extraurbano e sui treni regionali, a tariffa fortemente agevolata per gli under 30 e gratuito sotto una determinata soglia Isee.
Partecipazione e rappresentanza
11. Youth test e bilancio generazionale. Ogni legge con impatto significativo, compresa la legge di Bilancio, dovrebbe essere accompagnata da una valutazione preventiva degli effetti sui giovani e sulle generazioni future.
12. Voto ai sedicenni. Chiude il patto l'estensione del diritto di voto a 16 anni.
Le proposte arrivano in un momento in cui il tema del divario tra generazioni è centrale nel dibattito italiano: salari bassi, precarietà, affitti alti e difficoltà di accesso al credito rendono complicato l'avvio di un progetto di vita autonomo. La scelta di concentrare le misure su redditi bassi e medi risponde all'esigenza di contenere i costi, ma resta aperta la questione della sostenibilità finanziaria di interventi come il Capitale 18 o il reddito creativo, per i quali non sono state indicate stime di spesa complessive.
Per chi segue il mondo del lavoro e dell'impresa, alcuni punti meritano particolare attenzione: lo spostamento degli incentivi dalle aziende ai giovani, l'introduzione di un compenso minimo per i tirocini e il conto futuro portabile potrebbero cambiare le regole di ingaggio dei più giovani, se mai diventassero legge.
Il patto generazionale del M5S è un programma in dodici punti, non una misura ufficiale. Contiene proposte ambiziose, dal Capitale 18 da 15mila euro al reddito creativo da 1000 euro al mese, e si rivolge in modo esplicito a giovani, studenti, neomaggiorenni e lavoratori della cultura.
Non esiste una data di avvio: ogni misura dipenderà dall'esito del voto interno, dall'inserimento nel programma del Movimento e, soprattutto, dalla volontà politica e dalle risorse disponibili in futuro. Per ora è una piattaforma di idee, da seguire con attenzione nelle prossime settimane.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...