La maggiorazione sociale 2026 può aumentare la pensione di chi ha redditi bassi: quali sono importi, soglie INPS, requisiti e come verificare il diritto, anche per pensioni liquidate da anni.
Quando si va in pensione, molti considerano chiusa la questione. L’assegno viene liquidato, arriva ogni mese e nessuno pensa più a controllarlo. Eppure la situazione personale e familiare cambia, le regole vengono aggiornate ogni anno e gli importi vengono rivalutati. Una pensione liquidata anni fa può quindi oggi essere integrata, se età, redditi o regole del 2026 lo consentono.
Per alcuni pensionati con redditi particolarmente bassi esiste, infatti, una prestazione che può aumentare l’importo percepito: la maggiorazione sociale della pensione. Questa guida spiega come funziona, quali sono i numeri del 2026 e come capire se vale la pena fare una verifica.
La maggiorazione sociale è un’integrazione che l’INPS riconosce sulle pensioni di chi si trova in condizioni economiche disagiate. È una misura di natura assistenziale che spetta ai titolari di pensione diretta (vecchiaia, anticipata, assegno ordinario di invalidità, pensione di inabilità) e ai titolari di pensione ai superstiti. Può essere riconosciuta anche a chi non beneficia dell’integrazione al trattamento minimo, purché rispetti i limiti di reddito. La maggiorazione, poi, è esente da Irpef e viene erogata su tredici mensilità.
Un punto va chiarito subito: non riguarda automaticamente tutte le pensioni basse. Avere un assegno modesto non basta. Contano quattro elementi:
Il diritto alla maggiorazione non si valuta una volta per tutte al momento del pensionamento. Può nascere o cambiare nel tempo per più ragioni, come:
| Età del pensionato | Maggiorazione ordinaria massima mensile |
|---|---|
| Dai 60 anni | 25,83 euro |
| Dai 65 anni | 82,64 euro |
Si tratta di importi massimi. L’INPS li riconosce per intero solo a chi ha un reddito che consente di restare entro i limiti anche dopo l’aggiunta della maggiorazione. Chi ha un reddito vicino alla soglia riceve una quota ridotta: l’importo spettante è dato dalla differenza tra il limite di reddito e il reddito effettivo, divisa per tredici mensilità.
Una caratteristica da ricordare: a differenza delle pensioni, che vengono rivalutate ogni anno con la perequazione, gli importi base della maggiorazione ordinaria restano fissi. Le soglie di reddito vengono invece aggiornate.
Il diritto dipende da due limiti: il reddito personale e, per chi è coniugato, il reddito coniugale. Per il 2026 le soglie annue sono quelle indicate nella tabella.
| Fascia | Reddito personale annuo | Reddito coniugale annuo |
|---|---|---|
| Maggiorazione dai 60 anni | 8.289,84 euro | 15.390,96 euro |
| Maggiorazione dai 65 anni | 9.028,37 euro | 16.129,49 euro |
Per chi non è coniugato conta solo il reddito personale. Per il pensionato coniugato, invece, devono essere rispettati entrambi i limiti: quello personale e quello complessivo della coppia. Superarne anche uno solo, in linea di principio, fa venir meno il diritto alla prestazione piena e può portare alla riduzione o alla perdita del beneficio.
Oltre alla maggiorazione ordinaria esiste una misura più consistente, nota come incremento della maggiorazione sociale (o “incremento al milione”, dal nome con cui è stata introdotta nel 2001). È destinata a chi ha almeno 70 anni, con un’età che si riduce per particolari categorie: invalidi civili totali, ciechi assoluti e sordomuti possono accedervi già dai 18 anni.
La legge di bilancio 2026 (legge 199 del 2025) ha aumentato l’incremento di 20 euro al mese e ha innalzato di 260 euro il limite reddituale. L’INPS lo ha precisato con la circolare n. 19 del 25 febbraio 2026: le novità decorrono dal 1° gennaio 2026 e sono attribuite d’ufficio ai titolari, che non devono presentare una nuova domanda.
Le soglie 2026 dell’incremento sono:
| Situazione | Limite di reddito annuo 2026 |
|---|---|
| Pensionato non coniugato (reddito personale) | 9.987,77 euro |
| Pensionato coniugato (reddito complessivo di coppia) | 17.088,89 euro |
Per il pensionato coniugato vale una regola fondamentale: resta fermo il requisito del reddito personale. Non è sufficiente che il reddito di coppia sia sotto i 17.088,89 euro; occorre anche che il reddito individuale del pensionato non superi il limite personale previsto. I due requisiti vanno soddisfatti insieme.
Attenzione a una confusione frequente: il “+20 euro” riguarda chi già riceve la maggiorazione sociale e rientra nelle condizioni previste dalla norma. Chi non l’ha mai ottenuta non la vede comparire da sola: deve prima verificare di averne diritto.
Prima di tutto, raccogli i dati essenziali: la tua età, il tipo di pensione, i redditi personali dell’anno e, se sei sposato, quelli del coniuge. Poi bisogna seguire i seguenti passaggi:
La situazione è diversa per chi possiede i requisiti ma non ha mai percepito la maggiorazione. In questi casi può essere necessaria una richiesta di verifica o di ricostituzione della pensione per motivi reddituali, da presentare tramite il portale INPS, un patronato o i canali di assistenza dell’Istituto. L’INPS valuterà età, tipo di pensione, residenza e situazione economica.
Vale la pena controllare anche gli effetti nel tempo. Importi e decorrenze dipendono dalla data di presentazione della richiesta e dal momento in cui si sono maturati i requisiti, quindi vanno sempre verificati sulle comunicazioni INPS e non dati per scontati.
Per molti pensionati la maggiorazione sociale non cambierà nulla, perché i redditi superano le soglie o l’età non è sufficiente. Per altri, invece, può significare qualche decina di euro in più al mese, sommata a tredici mensilità e senza tasse. Per chi ha un assegno molto contenuto è una differenza reale.
Il consiglio pratico è semplice: non lasciare la pensione ferma al giorno in cui è stata liquidata. Controlla il cedolino, confronta i tuoi redditi con le soglie 2026, valuta l’età e la situazione familiare e, in caso di dubbio, rivolgiti a un patronato. Prima di fare qualsiasi calcolo, consulta sempre le comunicazioni e le tabelle ufficiali dell’INPS, perché importi, soglie e decorrenze possono essere aggiornati.
La maggiorazione sociale spetta a tutti i pensionati con pensione bassa?
No. Dipende da età, reddito personale, eventuale reddito del coniuge e tipo di trattamento pensionistico.
Quanto vale la maggiorazione ordinaria nel 2026?
Al massimo 25,83 euro al mese dai 60 anni e 82,64 euro al mese dai 65 anni, ridotti se il reddito si avvicina ai limiti.
Quali sono i limiti di reddito per l’incremento?
Per il 2026, 9.987,77 euro di reddito personale e 17.088,89 euro di reddito complessivo per il pensionato coniugato, fermo il requisito personale.
Devo presentare domanda?
Chi è già titolare riceve gli adeguamenti d’ufficio. Chi pensa di avere diritto ma non ha mai percepito la prestazione può dover chiedere una verifica o una ricostituzione per motivi reddituali.
La maggiorazione è tassata?
No, è esente da Irpef.
La dott.ssa Serena Benedetti è un'esperta previdenziale con oltre 15 anni di esperienza nel campo della consulenza e dell'assistenza previdenziale. Laureata in Economia e Commercio, ha dedicato la sua carriera all'analisi delle politiche pensionistiche e alla consulenza su temi legati al welfare e alla previdenza sociale. Grazie alla sua competenza, ha collaborato con diversi...