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Pensioni anticipate e aumenti: domani con i dati Istat e tesoretto Ue possibile si potrà sapere di più per manovra finanziaria

di Dott.ssa Serena Benedetti pubblicato il

Domani 22 settembre l'Istat pubblica i dati aggiornati su deficit e Pil e da quelli dipende il tesoretto per capire quali novità per le pensioni inserire nella prossima Manovra tra uscita anticipata a 64 anni e aumento delle minime di 200 euro.

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Per milioni di lavoratori e pensionati la giornata di domani, 22 settembre, può fare la differenza. L'Istat presenterà i dati aggiornati sui conti pubblici e solo allora si capirà se lo Stato disporrà di un tesoretto più ampio per la prossima legge di bilancio. In quel caso si aprirebbe uno spazio concreto per intervenire anche sul fronte pensioni. Resta però da stabilire chi avrà la precedenza: le uscite anticipate, come la pensione a 64 anni a cui ha aperto lo stesso ministro Giorgetti, oppure l'aumento delle pensioni minime di 200 euro, primo passo verso i mille euro di trattamento minimo per tutti.

L'appuntamento è, dunque, fissato per domani 22 settembre, quando l'Istituto nazionale di statistica certificherà il dato finale sul deficit/Pil per il 2025. Sembra un passaggio tecnico, ma pesa sulle scelte politiche dei prossimi mesi. Un rapporto deficit/Pil sotto la soglia del 3% avrebbe una doppia conseguenza. Sul piano politico segnerebbe un successo dei conti pubblici. Sul piano pratico porterebbe all'uscita dalla procedura UE di infrazione aperta nel 2024, liberando possibili risorse da spendere in manovra. Se il dato fosse meno favorevole, invece, la coperta resterebbe corta. 

Il tesoretto: quanto può valere e a cosa serve

La maggioranza punta a una manovra finanziaria, con una dote complessiva che nelle intenzioni potrebbe arrivare a circa 30 miliardi. Le richieste sono però molte. Sul tavolo ci sono la conferma del taglio del cuneo fiscale, la detassazione delle tredicesime, la flat tax al 5% sui primi stipendi dei giovani e la copertura strutturale dell'esenzione dal bollo auto per i veicoli fino a 80 kW. A queste voci si aggiungono le pensioni, capitolo tra i più delicati e costosi.

Il contesto complica il quadro. Le tensioni internazionali hanno spinto al rialzo i prezzi dell'energia, con effetti sull'inflazione e sui conti. Per questo il margine effettivo che emergerà dai dati Istat sarà decisivo per capire quanto spazio resta per la previdenza.

Pensione a 64 anni: la proposta e i suoi numeri

La misura più discussa per la prossima riforma delle pensioni è l'anticipo pensionistico a 64 anni, rilanciato dalla Lega. Secondo le stime del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, l'opzione di uscita anticipata a 64 anni di età interesserebbe circa 180mila potenziali beneficiari, con una copertura stimata in circa 5 miliardi per un triennio. Si tratterebbe quindi di uno scivolo sperimentale pensato per i lavoratori del sistema misto, cioè chi ha iniziato a versare contributi prima del 1996. 

Il vicepremier Matteo Salvini inquadra la proposta in un percorso di superamento della legge Fornero, ma resta da capire se le risorse ci saranno e in quali forme la misura sarà finanziata. Tra le ipotesi circolate c'è anche un contributo del settore bancario, mentre le opposizioni chiedono di non toccare il Tfr per finanziare lo scivolo. 

Il ministro Giancarlo Giorgetti non ha chiuso la porta, ma ha chiesto di leggere la proposta nel modo corretto. Il ragionamento è che nella riforma Fornero esiste una distorsione di trattamento tra chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, che viene trattato peggio, e chi è entrato dopo. Il sistema, ha aggiunto, deve garantire equilibrio dei conti ed equità di trattamento. Non è un via libera incondizionato, ma un'apertura che lega la pensione a 64 anni a una correzione di squilibri interni al sistema previdenziale. 

L'altra strada: aumentare le pensioni minime di 200 euro

Accanto alle uscite anticipate c'è un'alternativa che guarda a un'altra platea. L'idea è l'aumento delle pensioni minime di 200 euro, per sostenere i trattamenti più bassi e avviare il percorso verso i mille euro di pensione minima per tutti. Oggi il trattamento minimo si aggira poco sopra i 600 euro al mese, una cifra che per molti anziani non basta a fronteggiare bollette, affitto e spesa quotidiana, soprattutto con i prezzi in risalita.

Anche Forza Italia spinge in questa direzione: tra le sue richieste figura l'adeguamento al rialzo delle pensioni minime, insieme alla detassazione delle tredicesime. Il punto è che un aumento di 200 euro avrebbe un costo molto elevato, potenzialmente di diversi miliardi ogni anno, perché coinvolgerebbe una platea ampia e la spesa diventerebbe strutturale, cioè da rifinanziare anno dopo anno. Un intervento del genere richiede quindi risorse solide e durature, non solo un margine una tantum.

Uscite anticipate o minime più alte: la scelta delle priorità

Ed ecco il nodo politico vero. Se domani il quadro sarà favorevole, il governo dovrà comunque decidere come usare il tesoretto. Le due strade non sono facilmente conciliabili nello stesso anno, per almeno tre motivi:

  • La platea. La pensione a 64 anni riguarda circa 180mila persone, i lavoratori più vicini al ritiro. L'aumento delle minime toccherebbe un numero molto più alto di pensionati, ma con importi contenuti.
  • Il tipo di spesa. Lo scivolo a 64 anni è pensato come misura sperimentale triennale, mentre l'aumento delle minime, per essere credibile, va reso permanente.
  • Il consenso. Le uscite anticipate parlano a chi lavora da decenni e vuole lasciare prima. Le minime più alte rispondono a un'esigenza di giustizia sociale verso chi ha assegni molto bassi. Sono due platee diverse, con pesi elettorali diversi in vista di una manovra che precede la fine della legislatura.
Non è escluso un compromesso: un piano più ridotto per l'anticipo, un aumento graduale delle minime, oppure interventi mirati a fasce specifiche. Molto dipenderà dall'ampiezza delle risorse liberate.

Dopo il 22 settembre partirà la fase operativa. Nelle prossime settimane il governo definirà l'impianto della legge di bilancio, che dovrà poi passare dal Consiglio dei ministri e dal Parlamento. Per i pensionati e per chi si avvicina al ritiro sarà il momento in cui le ipotesi diventeranno testo di legge. Per questo conviene seguire con attenzione le prossime indicazioni su requisiti, platea e coperture, evitando di dare per scontata una misura prima che sia scritta nero su bianco. Le prossime date da tenere, dunque, sotto controllo sono le seguenti:

  • Domani 22 settembre l'Istat presenta i dati aggiornati su deficit e Pil, decisivi per capire quanto tesoretto ci sarà.
  • La pensione a 64 anni è la proposta della Lega, con una platea stimata di 180mila persone e un costo di circa 5 miliardi in tre anni.
  • Il ministro Giorgetti ha aperto al tema, ma sottolinea equilibrio dei conti ed equità.
  • L'aumento delle minime di 200 euro sarebbe il primo passo verso i mille euro per tutti, ma richiede risorse strutturali.
  • Le due misure difficilmente potranno essere finanziate per intero insieme: serviranno scelte di priorità.

Domande frequenti

Quando si saprà se ci sono più soldi per le pensioni?
Le prime indicazioni arrivano domani 22 settembre con i dati Istat. I numeri definitivi della manovra si conosceranno però solo con la presentazione della legge di bilancio.

La pensione a 64 anni è già certa?
No. Al momento è una proposta sostenuta dalla Lega, che il governo sta valutando in base alle risorse disponibili.

L'aumento di 200 euro delle minime è confermato?
No, è un'ipotesi in discussione. La sua attuazione dipenderà dal margine di bilancio e dalle priorità che la maggioranza deciderà di darsi.

Chi rischia di restare escluso?
Se prevalesse una sola misura, l'altra platea resterebbe senza interventi nel breve periodo. Per questo la definizione delle priorità è il passaggio più atteso dopo i dati Istat.

nti, perché pensioni anticipate e aumento degli importi saranno tra i capitoli più caldi della manovra.






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Dott.ssa Serena Benedetti

La dott.ssa Serena Benedetti è un'esperta previdenziale con oltre 15 anni di esperienza nel campo della consulenza e dell'assistenza previdenziale. Laureata in Economia e Commercio, ha dedicato la sua carriera all'analisi delle politiche pensionistiche e alla consulenza su temi legati al welfare e alla previdenza sociale. Grazie alla sua competenza, ha collaborato con diversi...