Tra cambiamenti nei mercati dei metalli preziosi, il rapporto oro-argento raggiunge livelli record mentre l'argento, trainato da domanda industriale e fattori macroeconomici, potrebbe emergere come il nuovo protagonista rispetto all'oro.
Negli ultimi mesi il panorama dei metalli preziosi ha vissuto una trasformazione senza precedenti. L'attenzione, da sempre focalizzata sull'oro grazie al suo storico status di bene rifugio, si è rapidamente rivolta all'argento.
Quotazioni record, volatilità marcata e uno scenario globale in rapida evoluzione hanno spinto esperti e investitori a riconsiderare la propria strategia di allocazione, interrogandosi su quali forze stiano realmente guidando questa nuova era per i metalli storicamente più apprezzati nel mondo finanziario e industriale.
Analisti e istituti finanziari si sono soffermati negli ultimi tempi sul cosiddetto rapporto oro-argento, ossia il numero di once d'argento necessarie per acquistarne una d'oro. Storicamente stabilizzato attorno a una media di 55-70, il rapporto ha toccato picchi impressionanti: nel maggio 2025 ha superato quota 100, raggiungendo livelli registrati solo durante gravi crisi come la Grande Depressione. Secondo Ewa Manthey di ING Group, questi valori hanno rappresentato un chiaro segnale di squilibrio tra domanda, offerta e preferenze degli investitori.
Le cause di questa divergenza sono molteplici. La massiccia domanda di oro da parte delle banche centrali, guidata dalla necessità di diversificazione valutaria e riduzione della dipendenza dal dollaro, ha sostenuto a lungo il prezzo dell'oro. Parallelamente, l'argento è stato percepito in misura minore come bene rifugio, pagando il prezzo di una maggiore esposizione ai cicli industriali e alle turbolenze del commercio globale.
Tuttavia, il superamento dei 100 punti nel rapporto ha storicamente anticipato periodi in cui l'argento tende a recuperare rispetto all'oro. Dati forniti dal Silver Institute evidenziano come ogni volta che la soglia dei 90-100 è stata superata in passato, il prezzo dell'argento abbia poi registrato una sovraperformance nei due-tre anni successivi. Il segnale lanciato dai mercati è che lo scenario tradizionale sta profondamente cambiando, con una crescente consapevolezza del valore relativo dei due metalli.
L'argento, pur essendo più abbondante dell'oro in natura, non ha mai goduto dello stesso rispetto come riserva di valore presso banche centrali e grandi investitori. Secondo Michael Widmer, responsabile ricerca metalli di Bank of America, tra le ragioni principali vanno evidenziate:
Alcuni analisti, tra cui Ross Norman, sottolineano come questi fattori abbiano creato un'anomalia storica nella valutazione relativa, la quale difficilmente potrà durare nel medio periodo se dovessero consolidarsi le dinamiche di deficit di offerta e boom tecnologico che stanno oggi plasmando il mercato.
Negli ultimi anni, il vero motore della svolta per l'argento è stato l'intreccio tra carenze strutturali nell'offerta e una domanda sempre più frenetica dal settore industriale. Attualmente, oltre il 60% di tutta la produzione mondiale viene assorbito da comparti tecnologici e energetici.
I principali fattori alla base di questo squilibrio sono:
Le principali banche di investimento e case di analisi hanno rivisto al rialzo le loro aspettative su entrambi i metalli, in particolare sull'argento. UBS, nel suo outlook di fine 2025, indica un target di 55-60 dollari l'oncia entro metà 2026. Scenario condiviso anche dagli analisti di Commerzbank e Bank of America, che sottolineano come l'argento abbia maggiore spazio di crescita in caso di persistenza del deficit.
Michael Widmer (Bank of America) suggerisce, sulla base del rapporto oro-argento tornato a livelli ragionevoli dopo il picco storico, che il prezzo dell'argento potrebbe salire ben oltre i 100 dollari l'oncia nel caso di una nuova accelerazione della domanda industriale. Alcune previsioni più aggressive, come quelle di Ross Norman, ipotizzano valori superiori a 130 dollari, soprattutto in caso di ripresa della crescita globale:
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Previsioni 2026 |
Oro (USD/oz) |
Argento (USD/oz) |
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UBS |
>5.000 |
55-60 |
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Bank of America |
6.000 |
>100 (potenziale) |
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Commerzbank |
5.400 |
>70 |
Gli istituti concordano su una prospettiva rialzista sia per l'oro che per l'argento, pur riconoscendo che la volatilità potrebbe restare elevata soprattutto per il metallo bianco. Gli investitori sono così chiamati a ponderare attentamente le proprie strategie in vista di questi possibili scenari.
L'interazione tra ciclo economico globale e strategie di politica monetaria è uno degli elementi più osservati nella valutazione dei metalli preziosi. Gli ultimi due anni sono stati caratterizzati da:
L'attuale ciclo di mercato sta modificando profondamente la percezione dell'argento nel contesto degli investimenti strategici. Se l'oro assolve a una funzione prevalentemente difensiva, l'argento emerge oggi come risorsa dinamica, capace di coniugare sicurezza e potenziale di crescita - due caratteristiche sempre più integrate nei portafogli di investitori consapevoli.
Le caratteristiche chiave che stanno ridefinendo il posizionamento dell'argento sono:
Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...