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Perché Stellantis assume a Torino ma non trova personale under 30?

di Marcello Tansini pubblicato il
Lavoro con Stellantis

Stellantis cerca giovani per Mirafiori, ma incontra ostacoli tra aspettative salariali, condizioni di lavoro e nuove esigenze. Le sfide generazionali, la crisi industriale e le strategie per il futuro.

L'era del posto fisso garantito sembra essere tramontata, e anche un colosso come Stellantis si trova a fronteggiare ostacoli inediti nel recruiting. Dopo anni segnati da cassa integrazione e produzioni in calo, la ripresa produttiva guidata dalla Fiat 500 ibrida porta con sé l'obiettivo di inserire centinaia di nuovi operai, molti dei quali under 30, per affiancare una forza lavoro storicamente più matura.

Il panorama del lavoro è profondamente mutato: nuove priorità, nuove sensibilità generazionali, una diversa concezione della qualità della vita. Oggi chi si presenta ai cancelli di Mirafiori non lo fa più soltanto attratto da una retribuzione sicura, ma valuta attentamente consistenza dei contratti, orari, prospettive di stabilità e bilanciamento tra lavoro e vita privata. Questo cambiamento è ben visibile nella nuova stagione di selezioni, che propone una sfida complessa per una realtà industriale storica come quella torinese.

Le condizioni richieste dai giovani operai under 30

L'approccio degli under 30 alla realtà industriale di Mirafiori racconta di un cambiamento nei valori e nelle aspirazioni delle nuove generazioni. Chi oggi si candida per un posto in Stellantis porta con sé richieste precise e spesso non negoziabili. La centralità del tempo libero e la necessità di una netta separazione tra vita lavorativa e personale guidano le preferenze dei candidati.

Nel dettaglio, sono stati segnalati dai responsabili del personale alcuni tratti distintivi tra chi si presenta ai colloqui:

  • Rifiuto dei turni di notte: le richieste più frequenti riguardano l'assenza di turni notturni, percepiti come gravosi e impattanti sul benessere fisico e sociale.
  • Weekend libero, in particolare il sabato: molti giovani vogliono preservare il sabato per attività personali, sportive o sociali.
  • Clara distinzione tra ambito lavorativo e tempo privato: la generazione degli under 30 attribuisce grande valore al cosiddetto work-life balance, una tendenza già affermata in altri settori e ormai radicata anche nell'industria.
  • Consulta e chiarezza sulle prospettive di carriera: la prospettiva di stabilità futura e la possibilità di crescita interna sono considerate almeno tanto importanti quanto la retribuzione iniziale.
Le nuove tute blu torinesi sono consapevoli delle opportunità ma anche dei limiti strutturali del comparto. Oggi essere operai non equivale più ad aderire senza riserve a qualunque richiesta organizzativa. La priorità di una vita ricca di significato fuori dal lavoro si riflette nella predisposizione ai colloqui e nelle richieste inviate ai recruiter, portando molte aziende a domandarsi quanto siano davvero in grado di adattarsi a questo nuovo scenario.

Contratti, stipendi e percezione del lavoro in fabbrica oggi

La proposta avanzata da Stellantis si articola attorno a contratti di lavoro in somministrazione, dalla durata di circa 10 mesi, con possibilità di stabilizzazione futura in base all'andamento della produzione e alle esigenze aziendali. Il compenso per le nuove leve è compreso tra 2.000 e 2.600 euro lordi mensili, a seconda dell'area di inserimento e della tipologia di turnazione prevista.

Nonostante la remunerazione di ingresso sia superiore alla media del settore manifatturiero regionale, il fattore contrattuale resta critico. Molti candidati sono scoraggiati dalla natura temporanea dei contratti e dalle prospettive non immediate di stabilizzazione. Un altro limite riscontrato riguarda la rigidità oraria: la richiesta di flessibilità sugli orari, specialmente in relazione ai turni notturni e alle prestazioni di sabato, è percepita come un vincolo rilevante.

La percezione sociale del lavoro in fabbrica, rispetto a pochi decenni fa, risente dell'evoluzione del tessuto sociale torinese e delle alternative professionali spesso preferite dai giovani. L'industrializzazione, in passato sinonimo di stabilità e ascesa sociale, oggi lascia spazio a valutazioni più ampie sulla qualità complessiva della vita. Le nuove generazioni valutano il posto di lavoro non più solo come occasione di sicurezza economica, ma come elemento di un equilibrio personale più ampio.

Il difficile equilibrio tra esigenze aziendali e aspettative dei giovani

La situazione in atto a Mirafiori sintetizza il delicato bilanciamento fra vincoli organizzativi delle grandi industrie e le nuove esigenze di chi si affaccia per la prima volta al mondo del lavoro. Le imprese richiedono flessibilità e disponibilità in relazione ai turni, ma si scontrano con un orientamento alternativo, dove il benessere personale e familiare viene prima.

Le richieste degli under 30 non vanno lette solo come una sfida, ma anche come messaggio di ripensamento dei modelli organizzativi classici, un invito a costruire percorsi professionali più compatibili con la vita moderna. Alcuni sindacalisti sottolineano che l'adattamento ai normali ritmi di fabbrica, un tempo considerato scontato, oggi non è più percepito come accettabile dalla nuova generazione.

Nella realtà di Mirafiori, questa tensione si traduce in difficoltà oggettive di reclutamento. Il rischio, sottolineato anche dalle associazioni di categoria, è quello di non riuscire a garantire il corretto ricambio generazionale, con effetti a lungo termine sulla capacità produttiva. Anche la fiducia nell'azienda risente delle ristrutturazioni frequenti e dei periodi prolungati di ammortizzatori sociali, spesso vissuti come segnale di instabilità.

Il tema delle competenze tecniche e il ricambio generazionale

Oltre agli aspetti legati a orari e contratti, un tema cruciale riguarda la difficoltà nel reperire profili tecnici adeguati. In Piemonte, secondo le ultime rilevazioni di Unioncamere, l'84% delle richieste di operai specializzati risulta di complessa soddisfazione. Il ricambio generazionale non è dunque soltanto un tema anagrafico, ma anche di competenze concrete:

  • Manutentori, tecnici e profili specializzati: queste figure sono tra le più difficili da individuare, a causa dello scarso numero di giovani formati con conoscenze adeguate alla moderna industria automobilistica.
  • Reclutamento e formazione: le aziende si trovano spesso costrette a selezionare candidati con un profilo minimo e a investire direttamente sulla loro formazione interna, con costi e tempi aggiuntivi.
  • Pensionamenti imminenti: entro il 2029 circa un terzo degli attuali lavoratori della Carrozzerie andrà in pensione, aumentando la pressione per trovare nuove forze preparate.
Questa dinamica rende necessario ripensare il ruolo dei percorsi scolastici e della formazione tecnica, elementi sempre più centrali per garantire l'effettiva continuità produttiva e tecnologica di Mirafiori e dell'automotive torinese.

Impatto della crisi industriale e nuove strategie di Stellantis per l'occupazione giovanile

L'attuale scenario industriale torinese è stato segnato da anni di declino produttivo e incertezza occupazionale. La chiusura della lunga stagione della cassa integrazione, annunciata dai nuovi vertici, rappresenta una speranza per una vera inversione di tendenza. Stellantis sta adottando una serie di strategie mirate a rinvigorire l'appeal del sito di Mirafiori e a favorire la presenza di giovani.

  • Introduzione della Fiat 500 ibrida e nuove linee produttive, con obiettivi dichiarati di volumi annuali sensibilmente superiori agli ultimi anni.
  • Investimenti nella digitalizzazione e nell'intelligenza artificiale, con assunzione di oltre 100 ingegneri under 35 da dedicare a progetti avanzati di battery technology e economia circolare.
  • Coinvolgimento degli enti locali e fondi regionali che offrono integrazioni salariali per agevolare i periodi di transizione e favorire la riqualificazione di chi rischia di essere escluso dal nuovo ciclo produttivo.
Non mancano però le criticità: alcune sigle sindacali, come la Fiom, ricordano come le assunzioni siano ancora poche rispetto alla necessità di un vero rilancio. Nel frattempo, la dirigenza Stellantis tenta di accrescere l'attrattiva puntando su contratti di ingresso più flessibili e possibilità di progressione futura interna.