Stellantis cerca giovani per Mirafiori, ma incontra ostacoli tra aspettative salariali, condizioni di lavoro e nuove esigenze. Le sfide generazionali, la crisi industriale e le strategie per il futuro.
L'era del posto fisso garantito sembra essere tramontata, e anche un colosso come Stellantis si trova a fronteggiare ostacoli inediti nel recruiting. Dopo anni segnati da cassa integrazione e produzioni in calo, la ripresa produttiva guidata dalla Fiat 500 ibrida porta con sé l'obiettivo di inserire centinaia di nuovi operai, molti dei quali under 30, per affiancare una forza lavoro storicamente più matura.
Il panorama del lavoro è profondamente mutato: nuove priorità, nuove sensibilità generazionali, una diversa concezione della qualità della vita. Oggi chi si presenta ai cancelli di Mirafiori non lo fa più soltanto attratto da una retribuzione sicura, ma valuta attentamente consistenza dei contratti, orari, prospettive di stabilità e bilanciamento tra lavoro e vita privata. Questo cambiamento è ben visibile nella nuova stagione di selezioni, che propone una sfida complessa per una realtà industriale storica come quella torinese.
L'approccio degli under 30 alla realtà industriale di Mirafiori racconta di un cambiamento nei valori e nelle aspirazioni delle nuove generazioni. Chi oggi si candida per un posto in Stellantis porta con sé richieste precise e spesso non negoziabili. La centralità del tempo libero e la necessità di una netta separazione tra vita lavorativa e personale guidano le preferenze dei candidati.
Nel dettaglio, sono stati segnalati dai responsabili del personale alcuni tratti distintivi tra chi si presenta ai colloqui:
La proposta avanzata da Stellantis si articola attorno a contratti di lavoro in somministrazione, dalla durata di circa 10 mesi, con possibilità di stabilizzazione futura in base all'andamento della produzione e alle esigenze aziendali. Il compenso per le nuove leve è compreso tra 2.000 e 2.600 euro lordi mensili, a seconda dell'area di inserimento e della tipologia di turnazione prevista.
Nonostante la remunerazione di ingresso sia superiore alla media del settore manifatturiero regionale, il fattore contrattuale resta critico. Molti candidati sono scoraggiati dalla natura temporanea dei contratti e dalle prospettive non immediate di stabilizzazione. Un altro limite riscontrato riguarda la rigidità oraria: la richiesta di flessibilità sugli orari, specialmente in relazione ai turni notturni e alle prestazioni di sabato, è percepita come un vincolo rilevante.
La percezione sociale del lavoro in fabbrica, rispetto a pochi decenni fa, risente dell'evoluzione del tessuto sociale torinese e delle alternative professionali spesso preferite dai giovani. L'industrializzazione, in passato sinonimo di stabilità e ascesa sociale, oggi lascia spazio a valutazioni più ampie sulla qualità complessiva della vita. Le nuove generazioni valutano il posto di lavoro non più solo come occasione di sicurezza economica, ma come elemento di un equilibrio personale più ampio.
La situazione in atto a Mirafiori sintetizza il delicato bilanciamento fra vincoli organizzativi delle grandi industrie e le nuove esigenze di chi si affaccia per la prima volta al mondo del lavoro. Le imprese richiedono flessibilità e disponibilità in relazione ai turni, ma si scontrano con un orientamento alternativo, dove il benessere personale e familiare viene prima.
Le richieste degli under 30 non vanno lette solo come una sfida, ma anche come messaggio di ripensamento dei modelli organizzativi classici, un invito a costruire percorsi professionali più compatibili con la vita moderna. Alcuni sindacalisti sottolineano che l'adattamento ai normali ritmi di fabbrica, un tempo considerato scontato, oggi non è più percepito come accettabile dalla nuova generazione.
Nella realtà di Mirafiori, questa tensione si traduce in difficoltà oggettive di reclutamento. Il rischio, sottolineato anche dalle associazioni di categoria, è quello di non riuscire a garantire il corretto ricambio generazionale, con effetti a lungo termine sulla capacità produttiva. Anche la fiducia nell'azienda risente delle ristrutturazioni frequenti e dei periodi prolungati di ammortizzatori sociali, spesso vissuti come segnale di instabilità.
Oltre agli aspetti legati a orari e contratti, un tema cruciale riguarda la difficoltà nel reperire profili tecnici adeguati. In Piemonte, secondo le ultime rilevazioni di Unioncamere, l'84% delle richieste di operai specializzati risulta di complessa soddisfazione. Il ricambio generazionale non è dunque soltanto un tema anagrafico, ma anche di competenze concrete:
L'attuale scenario industriale torinese è stato segnato da anni di declino produttivo e incertezza occupazionale. La chiusura della lunga stagione della cassa integrazione, annunciata dai nuovi vertici, rappresenta una speranza per una vera inversione di tendenza. Stellantis sta adottando una serie di strategie mirate a rinvigorire l'appeal del sito di Mirafiori e a favorire la presenza di giovani.