Nel 2026, scegliere la carta di credito giusta per rate e finanziamenti richiede attenzione a costi, tassi di interesse e normative anti-usura. Un confronto tra soluzioni bancarie e grandi emittenti.
Sempre più strumenti di pagamento offrono opzioni di dilazione, ma la differenza tra soluzioni di banche retail e quelle proposte da emittenti specializzati può essere significativa sotto il profilo dei costi e degli interessi applicati.
L'accesso al credito direttamente dalla carta sembra una soluzione comoda, ma i costi variano, spesso in modo rilevante, in base al tipo di rimborso prescelto (saldo o rateizzazione) e all'istituto che emette lo strumento. Dalla scelta tra prodotti tradizionali e le più recenti formule revolving dipende non solo il costo effettivo del finanziamento, ma anche la flessibilità di rimborso e la sicurezza nella gestione. È quindi importante capire come le condizioni attuali del mercato e le normative vigenti influenzino le scelte dei consumatori, in un contesto in cui l'accessibilità dei finanziamenti deve essere sempre bilanciata dal rispetto della legge antiriciclaggio e di quella contro l'usura.
Capire le differenze operative delle varie modalità di rimborso aiuta a valutare i reali benefici e rischi dell'utilizzo della carta di credito per finanziamenti. Nel caso della normale rateizzazione, la somma spesa viene suddivisa in un numero predeterminato di rate, con un piano di ammortamento chiaro fin dall'inizio: l'importo di ogni rata, il numero complessivo e il totale degli interessi da corrispondere.
Il credito revolving introduce invece una logica differente: il titolare della carta può restituire una quota minima mensile, rimettendo a disposizione della propria linea di credito l'importo rimborsato. Questo crea un meccanismo “a rotazione”, dove il debito si rinnova costantemente e gli interessi vengono calcolati sulla cifra che rimane scoperta. Se da un lato questa soluzione garantisce massima elasticità e possibilità di utilizzare più volte la stessa linea di credito, dall'altro può portare a un prolungamento del periodo di rimborso e a un aumento del costo totale del finanziamento.
Una delle principali differenze operative tra pagamenti rateali classici e revolving riguarda l'incidenza degli interessi e delle commissioni: nel credito revolving le soglie di tasso possono essere più elevate, dato il rischio maggiore assunto dall'emittente. Per questo, la valutazione della convenienza tra rimborso rateale e revolving deve passare dall'analisi approfondita delle condizioni offerte, il Tasso Annuo Nominale (TAN) e il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG), nonché dalla conoscenza di eventuali spese accessorie.
I dati della Banca d'Italia pubblicati il 30 dicembre 2025 offrono uno spaccato chiaro dei costi medi sostenuti dagli italiani nel corso del primo trimestre di quell'anno. Secondo i dati ufficiali, i tassi effettivi globali medi (TEGM) sul credito revolving hanno raggiunto il 15,77%, mentre per i finanziamenti con carta di credito semplice il valore si attesta all'11,76%. Si tratta di valori che includono non solo gli interessi, ma anche costi accessori e commissioni collegate all'operazione.
La differenza tra i due strumenti è più netta di quanto possa sembrare: il revolving prevede che ogni rimborso ristabilisca la disponibilità del credito, che può essere nuovamente impiegato, generando una dinamica di interessi continua; le soluzioni tradizionali con rimborso fisso portano invece verso la chiusura del debito secondo un piano di ammortamento predefinito.
Le carte proposte dalle banche retail - come illustrato dall'analisi di Facile.it - presentano TAEG che oscillano tra l'11% e il 15% in caso di rateizzazione, mentre in modalità saldo (pagamento in unica soluzione) i costi restano nulli o irrisori. Il quadro cambia con le società emittenti specializzate, le quali applicano TAEG decisamente superiori: TF Bank e Advanzia Bank si attestano oltre il 23%, American Express raggiunge anche il 24,19%. La diversa struttura dei costi riflette la maggiore semplicità di accesso ai loro prodotti, ma anche una gestione del rischio più onerosa:
|
Tipologia |
TEGM Medio |
TAEG Emittenti Principali |
|
Credito revolving |
15,77% |
superiore al 20% (fino a 24,19%) |
|
Carta a rimborso fisso |
11,76% |
da 11% a 15% (banche retail) |
I dati evidenziano in modo inequivocabile quanto sia determinante la scelta di uno strumento di pagamento/piattaforma, nonché l'attenzione richiesta nella lettura delle condizioni contrattuali.
Le carte emesse dagli istituti bancari retail e collegate a un conto corrente rappresentano la scelta più diffusa tra i consumatori, grazie anche a criteri di rilascio spesso più selettivi e tassi generalmente inferiori rispetto agli emittenti specializzati. Nel dettaglio, prodotti come la Mastercard Gold di ING e la Mediolanum Credit Card offrono rimborso a saldo senza interessi (TAN zero) e l'applicazione di TAEG solo in caso di attivazione della modalità rateale:
Va aggiunto che la possibilità di ottenere condizioni azzerate o scontate sul canone annuale è quasi sempre collegata all'entità delle spese effettuate o all'accredito di stipendio o pensione sul conto d'appoggio, secondo le promozioni vigenti. Tuttavia, la vera discriminante resta la modalità di rimborso: la rateizzazione può trasformare uno strumento di pagamento in una fonte di indebitamento onerosa.
L'analisi delle soluzioni offerte dagli operatori specializzati mostra uno scenario marcatamente differente rispetto al segmento tradizionale. Aziende come TF Bank, Advanzia Bank e American Express propongono carte spesso prive di canone fisso, ma la gratuità apparente viene compensata da interessi e spese accessorie molto elevate se la carta viene utilizzata in modalità revolving o rateale:
Il rischio percepito e la mobilità della clientela spingono queste aziende ad applicare tassi elevati per coprire il maggior rischio di insolvenza. Da qui la necessità, per chi decide di utilizzare una carta emessa da questi operatori, di monitorare con grande attenzione il tasso di interesse composto e le spese ricorrenti come prelievi, cambio valuta, assicurazioni facoltative e costi di gestione pratica.
La normativa italiana in materia di usura rappresenta un presidio di tutela per i consumatori. Dal 1996 infatti la legge 108 stabilisce che per ogni forma di credito venga fissato un tasso soglia massimo oltre il quale si configura il reato di usura. Il limite, applicabile sia alle carte classiche sia a quelle revolving, viene aggiornato periodicamente con decreto del Ministero dell'Economia in base ai valori medi rilevati nel trimestre dalla Banca d'Italia (TEGM), a cui si somma uno spread stabilito dalla norma stessa.
L'ultima rilevazione, aggiornata a dicembre 2025, stabilisce che:
Prima di attivare un piano di rateizzazione tramite carta di credito, è opportuno considerare diversi elementi per una scelta informata e sostenibile. Di seguito i punti chiave: