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Quanto costa fare rate e finanziamenti con la propria carta di credito? Gli interessi e i costi medi 2026

di Marcello Tansini pubblicato il
Costi medi 2026 finanziamenti

Nel 2026, scegliere la carta di credito giusta per rate e finanziamenti richiede attenzione a costi, tassi di interesse e normative anti-usura. Un confronto tra soluzioni bancarie e grandi emittenti.

Sempre più strumenti di pagamento offrono opzioni di dilazione, ma la differenza tra soluzioni di banche retail e quelle proposte da emittenti specializzati può essere significativa sotto il profilo dei costi e degli interessi applicati.

L'accesso al credito direttamente dalla carta sembra una soluzione comoda, ma i costi variano, spesso in modo rilevante, in base al tipo di rimborso prescelto (saldo o rateizzazione) e all'istituto che emette lo strumento. Dalla scelta tra prodotti tradizionali e le più recenti formule revolving dipende non solo il costo effettivo del finanziamento, ma anche la flessibilità di rimborso e la sicurezza nella gestione. È quindi importante capire come le condizioni attuali del mercato e le normative vigenti influenzino le scelte dei consumatori, in un contesto in cui l'accessibilità dei finanziamenti deve essere sempre bilanciata dal rispetto della legge antiriciclaggio e di quella contro l'usura.

Come funzionano i pagamenti rateali e il credito revolving

Capire le differenze operative delle varie modalità di rimborso aiuta a valutare i reali benefici e rischi dell'utilizzo della carta di credito per finanziamenti. Nel caso della normale rateizzazione, la somma spesa viene suddivisa in un numero predeterminato di rate, con un piano di ammortamento chiaro fin dall'inizio: l'importo di ogni rata, il numero complessivo e il totale degli interessi da corrispondere.

Il credito revolving introduce invece una logica differente: il titolare della carta può restituire una quota minima mensile, rimettendo a disposizione della propria linea di credito l'importo rimborsato. Questo crea un meccanismo “a rotazione”, dove il debito si rinnova costantemente e gli interessi vengono calcolati sulla cifra che rimane scoperta. Se da un lato questa soluzione garantisce massima elasticità e possibilità di utilizzare più volte la stessa linea di credito, dall'altro può portare a un prolungamento del periodo di rimborso e a un aumento del costo totale del finanziamento.

Una delle principali differenze operative tra pagamenti rateali classici e revolving riguarda l'incidenza degli interessi e delle commissioni: nel credito revolving le soglie di tasso possono essere più elevate, dato il rischio maggiore assunto dall'emittente. Per questo, la valutazione della convenienza tra rimborso rateale e revolving deve passare dall'analisi approfondita delle condizioni offerte, il Tasso Annuo Nominale (TAN) e il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG), nonché dalla conoscenza di eventuali spese accessorie.

I tassi medi applicati nel 2025: cosa dicono i dati della Banca d'Italia

I dati della Banca d'Italia pubblicati il 30 dicembre 2025 offrono uno spaccato chiaro dei costi medi sostenuti dagli italiani nel corso del primo trimestre di quell'anno. Secondo i dati ufficiali, i tassi effettivi globali medi (TEGM) sul credito revolving hanno raggiunto il 15,77%, mentre per i finanziamenti con carta di credito semplice il valore si attesta all'11,76%. Si tratta di valori che includono non solo gli interessi, ma anche costi accessori e commissioni collegate all'operazione.

La differenza tra i due strumenti è più netta di quanto possa sembrare: il revolving prevede che ogni rimborso ristabilisca la disponibilità del credito, che può essere nuovamente impiegato, generando una dinamica di interessi continua; le soluzioni tradizionali con rimborso fisso portano invece verso la chiusura del debito secondo un piano di ammortamento predefinito.

Le carte proposte dalle banche retail - come illustrato dall'analisi di Facile.it - presentano TAEG che oscillano tra l'11% e il 15% in caso di rateizzazione, mentre in modalità saldo (pagamento in unica soluzione) i costi restano nulli o irrisori. Il quadro cambia con le società emittenti specializzate, le quali applicano TAEG decisamente superiori: TF Bank e Advanzia Bank si attestano oltre il 23%, American Express raggiunge anche il 24,19%. La diversa struttura dei costi riflette la maggiore semplicità di accesso ai loro prodotti, ma anche una gestione del rischio più onerosa:

Tipologia

TEGM Medio

TAEG Emittenti Principali

Credito revolving

15,77%

superiore al 20% (fino a 24,19%)

Carta a rimborso fisso

11,76%

da 11% a 15% (banche retail)

I dati evidenziano in modo inequivocabile quanto sia determinante la scelta di uno strumento di pagamento/piattaforma, nonché l'attenzione richiesta nella lettura delle condizioni contrattuali.

Carte bancarie tradizionali: costi, TAN e TAEG a confronto

Le carte emesse dagli istituti bancari retail e collegate a un conto corrente rappresentano la scelta più diffusa tra i consumatori, grazie anche a criteri di rilascio spesso più selettivi e tassi generalmente inferiori rispetto agli emittenti specializzati. Nel dettaglio, prodotti come la Mastercard Gold di ING e la Mediolanum Credit Card offrono rimborso a saldo senza interessi (TAN zero) e l'applicazione di TAEG solo in caso di attivazione della modalità rateale:

  • ING Mastercard Gold: TAN zero a saldo; TAEG in caso di rateizzazione che supera l'11%.
  • Mediolanum Credit Card: TAN zero a saldo; TAEG variabile, da un minimo di 4,4% a un massimo di 15,91% in base alla somma rateizzata e alla durata della rateizzazione.
  • Fineco: canone annuo presente; TAN vicino al 10%; il TAEG sale sopra il 20% con costi e commissioni accessorie incluse.
Coloro che scelgono banche retail beneficiano di costi spesso più contenuti, ma anche di maggiore rigidità nei controlli sul merito creditizio, elemento che mitiga il rischio ma riduce l'accessibilità dello strumento di finanziamento. Un aspetto cruciale riguarda la trasparenza nella determinazione del TAEG, che tiene conto di tutte le spese obbligatorie e accessorie: commissioni di prelievo, gestione, invio estratto conto cartaceo, assicurazioni incluse e costi di conversione valutaria.

Va aggiunto che la possibilità di ottenere condizioni azzerate o scontate sul canone annuale è quasi sempre collegata all'entità delle spese effettuate o all'accredito di stipendio o pensione sul conto d'appoggio, secondo le promozioni vigenti. Tuttavia, la vera discriminante resta la modalità di rimborso: la rateizzazione può trasformare uno strumento di pagamento in una fonte di indebitamento onerosa.

Le carte dei grandi emittenti: interessi e spese accessorie

L'analisi delle soluzioni offerte dagli operatori specializzati mostra uno scenario marcatamente differente rispetto al segmento tradizionale. Aziende come TF Bank, Advanzia Bank e American Express propongono carte spesso prive di canone fisso, ma la gratuità apparente viene compensata da interessi e spese accessorie molto elevate se la carta viene utilizzata in modalità revolving o rateale:

  • TF Bank Mastercard Gold: assenza di canone; TAEG stabile sopra il 23%; commissione prelievo fissa; condizioni severe in caso di ritardi.
  • Advanzia Bank: canone azzerato; TAN oltre il 21%; TAEG >23%; costi accessori e assicurazioni spesso incluse solo per specifiche categorie di spesa.
  • American Express Oro: promozione interna canone gratuito il primo anno; TAN più basso rispetto alla media degli emittenti specializzati, ma il TAEG può arrivare fino al 24,19%.
È chiaro che il modello di business di questi operatori punta sulla convenienza percepita e sulla semplicità d'ottenimento. L'assenza di obbligo di apertura di conto corrente, la velocità di rilascio e, spesso, la gestione completamente digitale, attraggono un pubblico più ampio ma si traducono in costi più elevati in caso di utilizzo del credito.

Il rischio percepito e la mobilità della clientela spingono queste aziende ad applicare tassi elevati per coprire il maggior rischio di insolvenza. Da qui la necessità, per chi decide di utilizzare una carta emessa da questi operatori, di monitorare con grande attenzione il tasso di interesse composto e le spese ricorrenti come prelievi, cambio valuta, assicurazioni facoltative e costi di gestione pratica.

Tasso soglia: la legge anti-usura sulle carte di credito in Italia

La normativa italiana in materia di usura rappresenta un presidio di tutela per i consumatori. Dal 1996 infatti la legge 108 stabilisce che per ogni forma di credito venga fissato un tasso soglia massimo oltre il quale si configura il reato di usura. Il limite, applicabile sia alle carte classiche sia a quelle revolving, viene aggiornato periodicamente con decreto del Ministero dell'Economia in base ai valori medi rilevati nel trimestre dalla Banca d'Italia (TEGM), a cui si somma uno spread stabilito dalla norma stessa.

L'ultima rilevazione, aggiornata a dicembre 2025, stabilisce che:

  • Sulle carte di credito ordinarie: il tasso massimo non può superare il 18,7%.
  • Per le carte revolving: la soglia è fissata al 23,7%.
È importante sottolineare che il TAEG e il TEGM non sono assolutamente sovrapponibili, pur essendo entrambi indicatori del costo complessivo del credito. Tuttavia, analizzando i prodotti presenti sul mercato, emerge come diversi emittenti specializzati si posizionino molto vicini a queste soglie, massimizzando così la redditività dell'offerta senza oltrepassare il limite di legge. Il rispetto della soglia è un requisito obbligatorio, il superamento implica gravi conseguenze penali e la nullità del contratto, garantendo comunque al titolare il diritto a restituire il capitale senza pagare gli interessi illegittimi.

Cosa valutare prima di rateizzare per scegliere la carta migliore

Prima di attivare un piano di rateizzazione tramite carta di credito, è opportuno considerare diversi elementi per una scelta informata e sostenibile. Di seguito i punti chiave:

  • Analisi del TAEG effettivo: controllare che includa tutte le commissioni, le spese accessorie e anche le assicurazioni automatiche eventualmente presenti.
  • Trasparenza contrattuale: leggere accuratamente tutto il foglio informativo; diffidare di offerte troppo generiche o di costi apparentemente nulli.
  • Modalità di rimborso: valutare la differenza tra rateizzazione “classica” (piano d'ammortamento definito) e opzione revolving (rischio di indebitamento prolungato e quindi più oneroso nel tempo).
  • Presenza di promozioni: tenere conto che molte offerte - come il primo anno senza canone - possono prevedere l'attivazione automatica di modalità di rivalsa costose dopo il periodo promozionale.
  • Verifica dei limiti di spesa e di plafond: la carta deve essere proporzionata alle proprie possibilità di rimborso e di reddito dimostrabile, anche in ottica di mantenimento di un buon merito creditizio.
  • Gestione delle spese in valute estere e prelievi ATM: queste operazioni presentano spesso costi supplementari, che impattano in modo significativo solo se utilizzate con una certa frequenza.
  • Innovazione digitale e app di gestione: la presenza di sistemi di controllo tramite app, notifiche sui plafond e sistemi di sicurezza avanzati può consigliare una soluzione piuttosto che un'altra per chi desidera monitorare in tempo reale la propria situazione finanziaria.
Infine, è consigliabile fare il punto sul proprio fabbisogno reale: utilizzare la carta di credito come strumento di rateizzazione periodica o per piccoli importi occasionali richiede valutazioni molto diverse. Saper gestire in modo consapevole questi aspetti permette di evitare il rischio di sovraindebitamento e di conservare un buon merito creditizio nel tempo.