Per il 2026 la Manovra Finanziaria prevede importanti cambiamenti per fatture, IVA e ritenute: le nuove regole per le imprese e le misure volte a contrastare l’evasione
La nuova Manovra Finanziaria 2026 segna una svolta significativa nel sistema fiscale italiano. Con l’entrata in vigore della legge 199/2025 a partire dal 1° gennaio 2026, sono stati introdotti provvedimenti inediti in materia di fatturazione, imposta sul valore aggiunto e ritenute. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di rafforzare il controllo sui flussi finanziari e prevenire fenomeni di evasione e omissione dei versamenti.
Tra le diverse misure fiscali adottate si segnalano in particolare: un nuovo regime di ritenuta “universale” sui pagamenti B2B, la liquidazione d’ufficio automatica dell’IVA in assenza di dichiarazione e l’ampliamento dei poteri dell’Agenzia delle Entrate sulla consultazione delle e-fatture. Queste iniziative ampliano le possibilità di controllo da parte dell’amministrazione, introducendo, per imprese e professionisti, nuovi obblighi e modalità di adeguamento ai sistemi di compliance previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Il nuovo sistema di ritenuta di acconto sulle transazioni tra soggetti economici rappresenta uno degli interventi di maggiore impatto previsti dalla Manovra 2026. A decorrere dal 2028, ogni pagamento di fatture per prestazioni di servizi o cessioni di beni, tra operatori dotati di partita IVA che agiscono nell’ambito B2B, sarà sottoposto a una trattenuta obbligatoria a titolo di acconto.
Le aliquote previste sono l seguenti:
Tale misura si integra con i regimi già esistenti, come quelli relativi ai professionisti e alle operazioni soggette a ritenute alla fonte: la principale differenza consiste nell’estensione a tutto il settore imprenditoriale, includendo anche le operazioni di cessione di beni e servizi tra imprese, tradizionalmente non soggette a simili obblighi. Il presupposto impositivo resta il pagamento della fattura, facendo coincidere l’obbligo di ritenuta con l’effettivo incasso.
La norma esclude le fattispecie in cui i pagamenti vengono già assoggettati a ritenute fiscali specifiche (come quelle operate da istituti di credito su bonifici per detrazioni fiscali), evitando duplicazioni indebite. Resta comunque centrale la definizione di modalità operative puntuali, affidate a futuri provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Questo nuovo approccio, benché volto a garantire una maggiore equità e tempestività nei flussi di cassa verso l’Erario, suscita dubbi tra imprese e intermediari. In particolare, sono emersi interrogativi riguardo alla gestione della liquidità, ai nuovi oneri documentali e alle possibili difficoltà operative, peraltro aggravate dal fatto che il pagamento può non coincidere con l’emissione della fattura stessa.
Un'altra novità 2026 in ambito fiscale riguarda il rafforzamento delle regole sui versamenti e sulle dichiarazioni dell’imposta sul valore aggiunto. Con l’obiettivo di limitare l’evasione, la normativa prevede, oggi, la possibilità per l’Agenzia delle Entrate di procedere alla liquidazione d’ufficio dell’IVA in caso di mancata presentazione della dichiarazione annuale.
In pratica, qualora il contribuente non adempia all’obbligo dichiarativo, l’amministrazione potrà calcolare autonomamente il tributo dovuto sulla base delle informazioni fiscali disponibili nelle banche dati. Questo intervento d’ufficio comporterà:
L’insieme dei nuovi strumenti, tra cui i rafforzati poteri di controllo preventivo e l’utilizzo di algoritmi di analisi del rischio, delinea un sistema in cui le omissioni dichiarative diventano immediatamente rilevabili, con una significativa accelerazione degli interventi di compliance o, in caso di necessità, di contestazione e riscossione.
L’ampliamento dei poteri in tema di fatturazione elettronica rappresenta una delle leve principali per la prevenzione di comportamenti elusivi. L’Agenzia delle Entrate ha ora facoltà di accedere alle fatture elettroniche inviate e ricevute dai soggetti passivi d’imposta, attraverso l’interconnessione con la piattaforma SDI (Sistema di Interscambio) e le banche dati centralizzate.
Le principali implicazioni di questa misura sono:
L'ambito applicativo delle nuove ritenute sugli scambi commerciali tra imprese è molto esteso, ma prevede alcune eccezioni mirate pensate per non gravare ulteriormente sulle realtà considerate affidabili o particolarmente agevolate:
La strategia legislativa si inserisce in un più ampio quadro di prevenzione dell’evasione e di recupero di entrate per lo Stato. I provvedimenti adottati sono finalizzati a ridurre sia l’assessment gap (omessa dichiarazione e correlato mancato versamento di imposte) sia il collection gap (pagamento incompleto o assente di imposte regolarmente dichiarate).
Le stime della relazione tecnica allegata all’iter parlamentare indicano, a regime, un incremento del gettito pubblico:
| Anno | Maggior gettito stimato |
| 2028 | Circa 734,5 milioni di euro |
| Dal 2029 | Oltre 1.469 milioni di euro annui |
La logica della nuova ritenuta e delle procedure di liquidazione IVA automatizzata risponde all’esigenza di presidiare i flussi fiscali con anticipo, riducendo il rischio di inadempienze successive e assicurando maggiore equità nella ripartizione del prelievo secondo criteri oggettivi di rischio e affidabilità.
Per la piena attuazione delle nuove misure, restano da precisare numerosi dettagli operativi. La legge demanda infatti, per molteplici aspetti pratici, a specifici provvedimenti attuativi a cura dell’Agenzia delle Entrate, con l’obiettivo di: