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Le novità su fatture, iva e ritenute nel 2026 con le nuove normative previste dalla Manovra Finanziaria

di Marianna Quatraro pubblicato il
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Per il 2026 la Manovra Finanziaria prevede importanti cambiamenti per fatture, IVA e ritenute: le nuove regole per le imprese e le misure volte a contrastare l’evasione

La nuova Manovra Finanziaria 2026 segna una svolta significativa nel sistema fiscale italiano. Con l’entrata in vigore della legge 199/2025 a partire dal 1° gennaio 2026, sono stati introdotti provvedimenti inediti in materia di fatturazione, imposta sul valore aggiunto e ritenute. L’obiettivo dichiarato dal legislatore è quello di rafforzare il controllo sui flussi finanziari e prevenire fenomeni di evasione e omissione dei versamenti. 

Tra le diverse misure fiscali adottate si segnalano in particolare: un nuovo regime di ritenuta “universale” sui pagamenti B2B, la liquidazione d’ufficio automatica dell’IVA in assenza di dichiarazione e l’ampliamento dei poteri dell’Agenzia delle Entrate sulla consultazione delle e-fatture. Queste iniziative ampliano le possibilità di controllo da parte dell’amministrazione, introducendo, per imprese e professionisti, nuovi obblighi e modalità di adeguamento ai sistemi di compliance previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La ritenuta universale all’1% sulle fatture B2B: cosa cambia dal 2028-2029

Il nuovo sistema di ritenuta di acconto sulle transazioni tra soggetti economici rappresenta uno degli interventi di maggiore impatto previsti dalla Manovra 2026. A decorrere dal 2028, ogni pagamento di fatture per prestazioni di servizi o cessioni di beni, tra operatori dotati di partita IVA che agiscono nell’ambito B2B, sarà sottoposto a una trattenuta obbligatoria a titolo di acconto.

Le aliquote previste sono l seguenti:

  • Per il 2028, la misura della ritenuta sarà dello 0,5% sull’imponibile, esclusa l’IVA.
  • Dal 2029, la percentuale salirà all’1%.
L’operatività del meccanismo è così delineata: al momento del versamento del corrispettivo per la prestazione ricevuta, il committente dovrà sottrarre la percentuale dovuta e versarla direttamente all’Erario, trattenendo la quota corrispondente al fornitore. Ciò implica un’anticipazione fiscale a carico delle imprese, la quale verrà scomputata in sede di dichiarazione dei redditi come acconto sulle imposte dovute.

Tale misura si integra con i regimi già esistenti, come quelli relativi ai professionisti e alle operazioni soggette a ritenute alla fonte: la principale differenza consiste nell’estensione a tutto il settore imprenditoriale, includendo anche le operazioni di cessione di beni e servizi tra imprese, tradizionalmente non soggette a simili obblighi. Il presupposto impositivo resta il pagamento della fattura, facendo coincidere l’obbligo di ritenuta con l’effettivo incasso.

La norma esclude le fattispecie in cui i pagamenti vengono già assoggettati a ritenute fiscali specifiche (come quelle operate da istituti di credito su bonifici per detrazioni fiscali), evitando duplicazioni indebite. Resta comunque centrale la definizione di modalità operative puntuali, affidate a futuri provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Questo nuovo approccio, benché volto a garantire una maggiore equità e tempestività nei flussi di cassa verso l’Erario, suscita dubbi tra imprese e intermediari. In particolare, sono emersi interrogativi riguardo alla gestione della liquidità, ai nuovi oneri documentali e alle possibili difficoltà operative, peraltro aggravate dal fatto che il pagamento può non coincidere con l’emissione della fattura stessa.

Le nuove linee in materia di IVA: liquidazione d’ufficio e controlli rafforzati

Un'altra novità 2026 in ambito fiscale riguarda il rafforzamento delle regole sui versamenti e sulle dichiarazioni dell’imposta sul valore aggiunto. Con l’obiettivo di limitare l’evasione, la normativa prevede, oggi, la possibilità per l’Agenzia delle Entrate di procedere alla liquidazione d’ufficio dell’IVA in caso di mancata presentazione della dichiarazione annuale.

In pratica, qualora il contribuente non adempia all’obbligo dichiarativo, l’amministrazione potrà calcolare autonomamente il tributo dovuto sulla base delle informazioni fiscali disponibili nelle banche dati. Questo intervento d’ufficio comporterà:

  • La notifica del calcolo effettuato all’interessato
  • La conseguente richiesta di versamento diretto dell’importo risultante
  • L’avvio più rapido delle attività di accertamento e riscossione.
L’accesso a dati più strutturati ed elettronici, grazie alla digitalizzazione dei processi, consente all’Agenzia un controllo immediato e puntuale in caso di omissione. Tali misure sono state introdotte anche in coerenza con le indicazioni europee, che spingono verso una sempre maggiore interoperabilità e trasparenza tra sistemi di informazione.

L’insieme dei nuovi strumenti, tra cui i rafforzati poteri di controllo preventivo e l’utilizzo di algoritmi di analisi del rischio, delinea un sistema in cui le omissioni dichiarative diventano immediatamente rilevabili, con una significativa accelerazione degli interventi di compliance o, in caso di necessità, di contestazione e riscossione.

Accesso alle fatture elettroniche da parte dell’Agenzia delle Entrate e implicazioni per imprese e professionisti

L’ampliamento dei poteri in tema di fatturazione elettronica rappresenta una delle leve principali per la prevenzione di comportamenti elusivi. L’Agenzia delle Entrate ha ora facoltà di accedere alle fatture elettroniche inviate e ricevute dai soggetti passivi d’imposta, attraverso l’interconnessione con la piattaforma SDI (Sistema di Interscambio) e le banche dati centralizzate.

Le principali implicazioni di questa misura sono:

  • Incremento dei controlli automatizzati e analisi dei flussi finanziari
  • Possibilità di incrocio tra dati dichiarativi e transazioni effettive
  • Accelerazione dei tempi per l’identificazione di situazioni anomale o sospette
  • Supporto alla predisposizione di dichiarazioni IVA precompilate.
Per le imprese e i professionisti, ciò comporta una necessità di adeguarsi rapidamente a standard elevati di precisione nella documentazione e nella trasmissione dei dati, al fine di evitare contestazioni e sanzioni. Si innalza così l’efficacia degli strumenti di compliance, in linea con le strategie dettate dal PNRR.

Soggetti interessati ed esclusioni: chi riguarda la nuova ritenuta e chi è esente

L'ambito applicativo delle nuove ritenute sugli scambi commerciali tra imprese è molto esteso, ma prevede alcune eccezioni mirate pensate per non gravare ulteriormente sulle realtà considerate affidabili o particolarmente agevolate:

  • L’obbligo riguarda tutti coloro che effettuano operazioni B2B in qualità di imprese, lavoratori autonomi e professionisti dotati di partita IVA.
  • Restano escluse le operazioni:
    • svolte da soggetti che hanno aderito al concordato preventivo biennale
    • riconducibili a chi ha scelto il regime di adempimento collaborativo
    • realizzate nell’ambito del regime forfettario per le piccole attività
  • Il provvedimento non si applica inoltre ai pagamenti sottoposti a ritenute specifiche operate da banche e Poste Italiane, come già previsto dall’attuale normativa.
Lo scopo di queste esclusioni è premiare la corretta condotta fiscale e la trasparenza da parte di imprese e professionisti, oltre a evitare un aggravio eccessivo sulle microattività. Questo sistema selettivo, basato su criteri di affidabilità e collaborazione con l’amministrazione finanziaria, intende incentivare comportamenti virtuosi.

Finalità delle nuove norme: contrasto all’evasione fiscale e prospettive di gettito

La strategia legislativa si inserisce in un più ampio quadro di prevenzione dell’evasione e di recupero di entrate per lo Stato. I provvedimenti adottati sono finalizzati a ridurre sia l’assessment gap (omessa dichiarazione e correlato mancato versamento di imposte) sia il collection gap (pagamento incompleto o assente di imposte regolarmente dichiarate).

Le stime della relazione tecnica allegata all’iter parlamentare indicano, a regime, un incremento del gettito pubblico:

Anno Maggior gettito stimato
2028 Circa 734,5 milioni di euro
Dal 2029 Oltre 1.469 milioni di euro annui

La logica della nuova ritenuta e delle procedure di liquidazione IVA automatizzata risponde all’esigenza di presidiare i flussi fiscali con anticipo, riducendo il rischio di inadempienze successive e assicurando maggiore equità nella ripartizione del prelievo secondo criteri oggettivi di rischio e affidabilità.

Modalità di applicazione, criticità operative e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate

Per la piena attuazione delle nuove misure, restano da precisare numerosi dettagli operativi. La legge demanda infatti, per molteplici aspetti pratici, a specifici provvedimenti attuativi a cura dell’Agenzia delle Entrate, con l’obiettivo di:

  • Definire puntualmente il procedimento di trattenuta e versamento della ritenuta B2B
  • Stabilire le modalità di rilascio delle relative certificazioni fiscali
  • Chiarire i passaggi di coordinamento con le altre ritenute preesistenti e con i regimi agevolati.


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