Dopo 23 anni Moody’s alza il rating dell’Italia, segnando un cambio di prospettiva sul debito nazionale. L’articolo analizza il confronto tra le valutazioni delle diverse agenzie, gli impatti sull’economia e le prospettive future.
I rating assegnati dalle agenzie internazionali rappresentano un elemento chiave per la reputazione finanziaria di uno Stato e per la percezione di affidabilità sui mercati. In Italia, la valutazione del merito creditizio incide direttamente sui costi di finanziamento del debito pubblico e sulla propensione degli investitori stranieri a sostenere il Paese.
Il recente innalzamento del giudizio da parte di Moody’s ha segnato una svolta che non si verificava da oltre vent’anni. Questa promozione riflette una visione più positiva sulla gestione delle finanze pubbliche e sull’efficacia delle riforme promosse attraverso i piani governativi.
L’ultimo intervento di Moody’s, con il passaggio del rating dell’Italia da Baa3 a Baa2, rappresenta una svolta storica dopo 23 anni di attesa. Secondo l’agenzia, questa decisione scaturisce dalla combinazione di una continuità nella stabilità politica e di politiche economiche che hanno rafforzato il percorso di riforme fiscali e di investimento. Al centro della promozione ci sono il buon avanzamento nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e l’aspettativa di ulteriori miglioramenti anche oltre la scadenza prevista del programma nel 2026.
Moody’s ha evidenziato diversi motivi alla base dell’incremento:
La promozione di Moody’s, salutata positivamente dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, è stata interpretata dai mercati come una conferma della ritrovata fiducia nella credibilità dell’Italia. Per il Paese, ciò comporta un vantaggio tangibile: la potenziale riduzione dei costi di finanziamento sul mercato dei capitali e una maggiore sostenibilità delle politiche di bilancio.
Le principali agenzie di rating hanno, negli ultimi mesi, seguito un trend simile rispetto alla valutazione sull’Italia. Accanto alla recente promozione di Moody’s a Baa2, si registra un miglioramento dei giudizi delle altre "Big Three" e degli altri enti più influenti:
| Agenzia | Rating attuale | Outlook |
| S&P | BBB+ | Stabile |
| Fitch | BBB+ | Stabile |
| DBRS Morningstar | A (Low) | Stabile |
| Scope Ratings | BBB+ | Stabile |
Ogni agenzia utilizza una propria scala di valutazione, ma tutte hanno riconosciuto i progressi realizzati dal governo. S&P e Fitch, in particolare, hanno recentemente elevato il giudizio sull’Italia da BBB a BBB+, esprimendo fiducia nella stabilità dei conti pubblici, nell’efficacia delle misure di riforma e nell’impegno alla disciplina di bilancio.
DBRS Morningstar ha portato il giudizio ad “A (Low)”, sottolineando la resilienza dell’economia nazionale e i risultati nelle riforme del Pnrr. Scope Ratings, invece, mantiene il rating a BBB+ con visione stabile, in linea con gli altri osservatori internazionali.
Va inoltre rilevato che, mentre l’Italia mostra segnali di rafforzamento, diverse agenzie hanno recentemente declassato la Francia, a causa di una maggiore instabilità politica e di rischi fiscali crescenti. Questo confronto rafforza l’attuale percezione di affidabilità relativa del debito italiano tra i principali investitori.
I giudizi delle agenzie vengono espressi secondo scale che variano a seconda dell’ente:
Per l’economia italiana, un rating più elevato:
Pur avendo ottenuto un miglioramento nei giudizi delle agenzie, l’Italia si colloca ancora nella fascia medio-alta della scala rispetto ad altri Paesi avanzati. Secondo S&P, ad esempio, il rating BBB+ pone Roma in una posizione condivisa con economie emergenti come Messico e Filippine, oltre che con pochi altri Stati europei. Solo Grecia, Ungheria e Romania presentano valutazioni inferiori in ambito UE, mentre l’élite AAA rimane prerogativa di dieci nazioni.
Nel confronto con la Francia è interessante notare come, negli ultimi mesi, le distanze tra i due Paesi si siano ridotte.
Nonostante il miglioramento delle valutazioni, Roma rimane osservata speciale dagli osservatori internazionali, con scarti che dipendono spesso dalla volatilità dei contesti politici ed economici globali.
I giudizi delle agenzie si basano su analisi approfondite della situazione macroeconomica e della governance del Paese. I principali elementi considerati includono:
La valutazione delle agenzie di rating incide direttamente sulle condizioni finanziarie di uno Stato. Un giudizio positivo riduce lo spread tra i titoli italiani e quelli tedeschi, segnando una percezione di minore rischio.
Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...