La Transizione 4.0 e 5.0 ridefinisce il panorama degli incentivi alle imprese: tra novità normative, nuove scadenze e meccanismi fiscali, il 2026 si delinea come anno chiave per innovazione e competitività
Le imprese italiane sono in una fase cruciale per la crescita tecnologica e digitale, grazie ai sistemi incentivanti messi a punto negli ultimi anni. In particolare, i recenti aggiornamenti legislativi hanno introdotto nuove regole e scadenze relative ai piani Transizione 4.0 e Transizione 5.0, interessando profondamente sia chi aveva già intrapreso investimenti sia le aziende pronte ad avviare nuovi progetti di innovazione.
Negli ultimi mesi, due elementi hanno modificato il panorama: da un lato, la proroga al 31 marzo 2026 per la trasmissione delle comunicazioni di completamento degli investimenti tecnici 4.0 effettuati entro il termine del 31 dicembre 2025; dall’altro, la riapertura della piattaforma GSE per i richiedenti Transizione 5.0 rimasti “in lista d’attesa” dopo l’esaurimento dei fondi. Entrambe le iniziative sono state attuate per fornire maggiore flessibilità e garantire che un numero più ampio di imprese possa accedere agli strumenti agevolativi.
La Manovra Finanziaria 2026 ha inoltre segnato un passaggio significativo reintroducendo l’iperammortamento, con una revisione delle aliquote e delle regole, e, di particolare rilievo, la prospettiva di eliminare il vincolo della produzione UE sui beni strumentali incentivati. Questo nuovo corso punta a rafforzare l’attrattività degli investimenti, semplificare la fruizione degli incentivi e rispondere in maniera flessibile alle esigenze del tessuto produttivo, sempre più orientato all’innovazione e alla digitalizzazione.
L’evoluzione normativa degli incentivi negli ultimi anni ha portato a un livello di sofisticazione che richiede attenzione nei dettagli e nelle tempistiche per beneficiare delle misure. Gli ultimi provvedimenti regolamentano puntualmente sia il piano Transizione 4.0 che quello 5.0, con alcuni passaggi procedurali centrali:
Documentazione richiesta: le imprese sono tenute a produrre perizia tecnica asseverata (o dichiarazione del legale rappresentante per investimenti sotto 300.000 euro), confermare l’interconnessione dei beni agevolati al sistema gestionale e, in caso di 5.0, presentare anche una certificazione ex post e attestare la compatibilità energetica del progetto.
Per la corretta fruizione del credito in compensazione (Modello F24), la normativa precisa:
L’anno in corso rappresenta uno spartiacque per le politiche di sostegno agli investimenti tecnologici e digitali. Fino alla fine del 2025, il cardine delle agevolazioni era costituito dal credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali materiali e immateriali, strutturato su aliquote progressivamente decrescenti in relazione all’entità dell’investimento:
| Fino a 2,5 mln euro | Credito pari al 50% |
| Da 2,5 a 10 mln euro | Credito pari al 30% |
| Oltre 10 mln, fino a 20 mln | Credito pari al 10% |
Dal 2026, l’iperammortamento torna a essere il paradigma dominante, sostituendo i precedenti regimi. La misura, appena reintrodotta con la Manovra 2026, comporta una maggiorazione della base ammortizzabile fino al 180% per gli investimenti effettuati tra il 2026 e il 2028, accentuando quindi l’efficacia dell’incentivo rispetto al solo credito d’imposta.
Una delle novità più attese riguarda la territorialità dei beni agevolabili: il governo ha annunciato la rimozione della cosiddetta "clausola made in Europe", ammettendo quindi all’iperammortamento anche beni prodotti al di fuori dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo. Questo passaggio elimina un vincolo che, nelle versioni precedenti, aveva limitato la libertà di scelta dei soggetti beneficiari e aumentato il rischio di incrementi nei costi di investimento.
Le regole e le condizioni di accesso sono in fase di definizione, ma già emergono alcuni punti salienti:
Prossimi sviluppi: le aziende attendono la pubblicazione del decreto attuativo che stabilirà i dettagli definitivi, soprattutto per quanto riguarda le maggiorazioni in relazione agli obiettivi di innovazione, la gestione delle domande presentate con il regime precedente e le modalità di fruizione dell’incentivo in compensazione sui modelli dichiarativi.