Ieri martedì 26 maggio si è tenuto un incontro decisivo sul rinnovo del CCNL Polizia 2022-2024, con discussioni sulle risorse disponibili, le divergenze tra sindacati e ARAN, aspetti economici e i prossimi appuntamenti previsti.
L'appuntamento di ieri 26 maggio ha rappresentato uno dei momenti più attesi nel percorso verso il rinnovo contrattuale per il triennio 2022-2024 per il personale delle Forze di Polizia. Si tratta di un passaggio delicato per la categoria, che segue mesi di interlocuzioni, tavoli tecnici e confronti tra i principali attori istituzionali e le organizzazioni sindacali rappresentative. Il contesto attuale risente dell’accresciuta consapevolezza sulle criticità retributive e organizzative che attraversano l’intero comparto sicurezza, spesso messo sotto pressione da esigenze operative crescenti, nuovi profili di rischio e la necessità di mantenere alta la motivazione degli operatori. Nel corso della riunione, l’attenzione si è concentrata sulle novità proposte dall’ARAN, sulle risorse disponibili, sulle proposte sindacali per la valorizzazione delle professionalità e le richieste di correttivi normativi e salariali. Il dibattito, molto articolato, si inserisce in un quadro in cui l’esigenza di tutelare il potere d’acquisto e di avvicinare gli stipendi alle medie degli altri comparti della Pubblica Amministrazione è diventata uno dei temi centrali.
Nel corso dell’appuntamento per il rinnovo del Contratto di Polizia sono stati affrontati diversi temi chiave per la categoria. Innanzitutto, ARAN ha presentato un testo aggiornato che contiene alcune ipotesi di modifica relative a incarichi e indennità per il personale, compresi i meccanismi di attribuzione negli enti privi di dirigenza e il trattamento del personale convenzionato tra enti. Si è discusso per le Forze dell'Ordine dell’incremento del fondo per lo straordinario nelle strutture senza figure dirigenziali, possibilità che, secondo le sigle sindacali, deve prevedere risorse aggiuntive dedicate, per non gravare sugli accessori salariali già limitati.
Al centro dell’attenzione, poi, la richiesta sindacale di istituzione di un fondo apposito che permetta di perequare il trattamento economico con altri comparti pubblici, tema da tempo all’ordine del giorno e già oggetto di dichiarazioni ufficiali del referente ministeriale. Le proposte sindacali hanno incluso:
Il confronto istituzionale ha fatto emergere profondi elementi di divergenza tra le posizioni delle organizzazioni sindacali – che presidiano la tutela dei diritti e degli interessi economici – e la linea sostenuta dall’ARAN, braccio negoziale della Pubblica Amministrazione. Uno degli aspetti più divisivi resta la disponibilità e la ripartizione delle risorse finanziarie: i sindacati sottolineano da tempo che gli stanziamenti attuali risultano insufficienti per tutelare il potere d’acquisto dei salari rispetto all’aumento del costo della vita e alle peculiarità delle funzioni di polizia.
L’ARAN, da parte sua, ha ribadito la volontà di procedere a una trattativa "snella" intervento esclusivamente sulle questioni più urgenti e lasciando aperte per la prossima tornata contrattuale le tematiche più articolate – con l’obiettivo di evitare ulteriori ritardi nell’erogazione degli arretrati. Tale scelta desta però non poche perplessità nelle delegazioni sindacali, che rilevano come la velocità di chiusura non debba andare a discapito della qualità e dell’efficacia del contratto nel ridurre i gap retributivi e normativi.
Le sigle rappresentative hanno espresso forte contrarietà anche sulle proposte di utilizzo delle risorse decentrate per integrare il fondo dello straordinario e sull’eventuale possibilità di disciplinare nuove materie tramite atti unilaterali dell’amministrazione, soluzioni ritenute non in linea con principi di trasparenza e contrattazione collettiva.
Rilievi puntuali sono stati sollevati dai rappresentanti delle aree dirigenziali su temi come la corretta implementazione dei fondi contrattuali, i criteri di rappresentatività decentrata e il trattamento degli incarichi in deroga, questioni che hanno riflessi diretti sulle condizioni di lavoro e sulla capacità degli enti di trattenere professionalità qualificate.
Una delle questioni centrali del tavolo negoziale riguarda le risorse finanziarie disponibili: il confronto tra sindacati e parte pubblica ha evidenziato la necessità di stabilire una dotazione economica più congrua e di procedere ad una revisione dei meccanismi di attribuzione degli aumenti salariali. Dal punto di vista quantitativo, per il personale dirigente il testo negoziale prevede un incremento medio del 5,78% a partire da gennaio 2024. Nel dettaglio si ha:
| Qualifica | Aumento lordo mensile a regime |
| Dirigenti RAL | 491,00 € |
| Dirigenti PTA | 377,00 € |
| Segretari Comunali / Provinciali | ca. 400,00 € |
A queste cifre si somma la rivalutazione dello 0,22% a decorrere da gennaio 2025 (18,70 € per i RAL, 14,37 € per i PTA, 15,25 € per i segretari). Gli arretrati saranno riconosciuti a partire dal 2024, considerate le precedenti erogazioni a titolo di indennità di vacanza contrattuale e dell’"una tantum" del 2023.
Permane tuttavia uno scarto significativo nelle retribuzioni tra le diverse professionalità coinvolte nell'accordo, con differenze che variano da 91 a 114 euro – gap che non può più essere ignorato. I sindacati chiedono il consolidamento del principio di equità e l’istituzione di un fondo perequativo realmente aggiuntivo e destinato a tutta la categoria, non solo ad alcune amministrazioni. Le discussioni includono anche la richiesta di portare in contrattazione le risorse residue dei vecchi rinnovi non ancora utilizzate, elemento che consentirebbe di ampliare la platea dei beneficiari e di sostenere sia l’adeguamento degli stipendi che il finanziamento di misure accessorie.
Infine, tra le questioni più sentite in tema di equità salariale rientra la battaglia per garantire trattamenti omogenei tra personale titolare di incarichi di elevata qualificazione e lavoratori impegnati in attività di scavalco in eccedenza, oltre alla previsione di un incremento fino al 15% della retribuzione di posizione negli enti caratterizzati da particolari criticità organizzative o su richiesta sindacale mirata.
Al termine dell’ultimo incontro, è stato concordato un fitto calendario di appuntamenti per la prosecuzione delle trattative. L’ARAN ha assunto l’impegno di fornire per la prossima convocazione un testo definitivo comprendente la parte economica, raccogliendo sia le osservazioni che le proposte migliorative avanzate dagli attori sindacali.
Le date già fissate offrono una roadmap chiara:
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...