A Roma e nel Lazio cambiano regole, durata e scadenze delle ricette mediche da febbraio. Novità su priorità, prenotazioni, organizzazione dei servizi, farmaci e consigli pratici per i pazienti della regione.
Cambia profondamente il sistema di gestione delle prescrizioni sanitarie a Roma e in tutta la regione Lazio: dal 1° febbraio 2026 si introducono modifiche che puntano a rendere le tempistiche per visite ed esami più allineate alle effettive priorità cliniche. Le disposizioni non si limitano a poche modifiche tecniche, ma definiscono criteri stringenti, in parte legati al progressivo processo di digitalizzazione dei servizi sociosanitari.
Queste norme riguardano soprattutto la validità delle prescrizioni per primi appuntamenti e accertamenti, mentre rimangono invariate per i farmaci. L’obiettivo annunciato dall’amministrazione regionale è quello di ridurre tempi di attesa e semplificare l’accesso alle prestazioni, offrendo maggiori garanzie ai cittadini e incrementando la trasparenza e il supporto nelle prenotazioni.
La scelta di ridefinire regole e calendarizzazioni arriva da necessità rilevate nella gestione delle liste d’attesa e nell’uso non ottimale delle priorità cliniche. In precedenza, ogni prescrizione – indipendentemente dalla condizione del paziente e dall’urgenza – manteneva una validità uniforme di 180 giorni. Questo meccanismo, secondo i recenti dati regionali, ha alimentato confusione e sovrapposizione nelle prenotazioni: molti cittadini richiedevano appuntamenti ben oltre i termini clinicamente appropriati, facendo così decadere il principio della priorità.
Un aspetto particolarmente critico si evidenziava per le urgenze. Secondo fonti istituzionali, in numerosi casi esami o visite da effettuare tempestivamente sono stati fissati con settimane o mesi di ritardo, impedendo un corretto smistamento degli utenti e generando, nei fatti, un effetto di "scavalco" all’interno delle liste d’attesa. Questo fenomeno penalizzava chi aveva un effettivo bisogno immediato, congestionava il sistema e dilatava ulteriormente i tempi per tutti.
Il nuovo assetto è stato elaborato a partire dai dati raccolti dalla Regione, che hanno evidenziato anche criticità per le altre tipologie di priorità: numeri elevatissimi di cittadini tendevano a prenotare le prestazioni tardivamente, obbligando il sistema a trovare comunque una collocazione entro tempistiche stringenti e alterando la trasparenza della gestione.
In risposta, l’obiettivo principale diventa quindi l’appropriatezza: fornire una risposta più efficiente, allineata al bisogno clinico, e garantire l’equità nell’accesso ai servizi pubblici regionali.
Dal 1° febbraio, la Regione Lazio introduce una rivoluzione con la validità delle impegnative che non sarà più identica per ogni situazione, ma varierà secondo la classe di priorità attribuita dal medico prescrittore.
Ecco una tabella riepilogativa delle nuove scadenze:
| Classe di priorità | Validità prescrizione | Entro quando va prenotata |
| Urgente (U) | 10 giorni | Prenotazione obbligatoria entro 72 ore (gestita direttamente dal medico) |
| Breve (B) | 20 giorni | Entro 10 giorni |
| Differibile (D) | 40 giorni (visite) 70 giorni (esami diagnostici) |
Entro 30 giorni (visite) Entro 60 giorni (esami) |
| Programmato (P) | 130 giorni | Entro 120 giorni |
Superata la data limite per la singola priorità, la prescrizione perde efficacia e sarà necessario rivolgersi di nuovo al proprio medico per una nuova impegnativa. Il nuovo sistema punta a ottimizzare appuntamenti e ridurre le disfunzioni organizzative che intaccavano l’efficacia.
La regolamentazione riguarda solo prime visite ed esami diagnostici prenotati tramite CUP; la pressione sulle tempistiche è pensata per assicurare la tempestività e non riguarda direttamente il momento in cui la prestazione viene effettivamente erogata. Il paziente, infatti, una volta prenotato nei tempi, mantiene validità dell’impegnativa anche oltre la scadenza amministrativa, purché prenotazione sia stata effettuata entro il termine. Per garantire la tutela, i cosiddetti “pass di garanzia” o procedure protette previste dalla normativa nazionale restano accessibili in caso di assenza di disponibilità entro i termini.
La differenziazione per priorità clinica rappresenta il cuore della riforma regionale. Le classi sono così articolate:
Con le nuove disposizioni, i residenti che ricevono una prescrizione per una visita o un esame dovranno prestare attenzione particolare alle tempistiche imposte dalla loro classe di priorità. Dopo aver ottenuto l’impegnativa dal proprio medico, sarà necessario:
Per quanto riguarda i medicinali, la disciplina sulle prescrizioni non subisce variazioni. Restano infatti in vigore:
Il provvedimento regionale rimodula anche la distribuzione territoriale dei servizi sanitari. La logica mira a ridurre spostamenti eccessivi e razionalizzare l’erogazione delle prestazioni nel rispetto delle infrastrutture esistenti. Dal 1° febbraio:
Le novità introdotte possono comportare qualche perplessità, specialmente per chi è meno familiare con le procedure digitali o ha difficoltà ad agire autonomamente. Per favorire una transizione trasparente e sostenibile sono previsti: