L'aumento dei costi bancari colpisce soprattutto i clienti fedeli, spesso trascurati dalle banche. I dati, le cause e le possibili soluzioni tra conti online, cambi e rinegoziazioni.
L'incremento delle spese per la gestione dei conti correnti rappresenta una delle principali criticità che i consumatori si trovano oggi ad affrontare, come dimostrano i dati emersi recentemente dagli studi ufficiali. Diverse variabili hanno contribuito a questa tendenza, tra cui mutamenti normativi, l'inflazione e l'evoluzione dei modelli di servizio offerti dagli istituti di credito.
Il sistematico aumento dei costi spinge ad una nuova riflessione sulla convenienza delle scelte bancarie, mettendo in discussione la storica abitudine di mantenere fedeltà a una sola banca per molti anni. In questo scenario, la trasparenza nelle informazioni e l'educazione finanziaria dei cittadini assumono un peso crescente, soprattutto per chi mira a valutare costi reali e condizioni contrattuali alla luce delle attuali opportunità offerte dal mercato.
L'ultimo rapporto pubblicato dalla Banca d'Italia offre uno spaccato sull'andamento dei costi sostenuti dalle famiglie per la gestione dei propri conti correnti. Nel 2024 la spesa media annua è salita a 101,1 euro, evidenziando un trend leggermente al rialzo rispetto ai 100,7 euro rilevati nel 2023. Il dato non si limita ai soli conti bancari, ma investe anche quelli postali, il cui costo ha raggiunto 71,6 euro annui, in netta crescita rispetto ai 53,6 euro segnati dieci anni fa. Questi numeri testimoniano quanto il peso degli oneri bancari incida sull'economia domestica, in un contesto dove i servizi elementari continuano a rappresentare una voce di spesa non trascurabile.
L'indagine offre un'analisi delle voci di costo:
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Anno |
Costo medio conto bancario (€) |
Costo medio conto postale (€) |
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2014 |
- |
53,6 |
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2023 |
100,7 |
- |
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2024 |
101,1 |
71,6 |
L'approfondimento dei dati di Bankitalia sui conti correnti svela che le banche tendono a mantenere invariati solo temporaneamente i canoni base, mentre le commissioni aumentano. La prassi, in molti casi, è quella di variare unilateralmente condizioni e costi di servizio sempre verso l'alto, senza ripristinare condizioni più vantaggiose quando vengono meno le cause che avevano portato ai rincari.
Un elemento messo in luce dall'indagine riguarda la relazione tra fedeltà del cliente e spesa sostenuta. I dati mostrano che mantenere lo stesso conto per anni può risultare molto più oneroso rispetto a un passaggio frequente fra diversi istituti. La spesa media annua per chi ha aperto il conto da meno di un anno si attesta a 58,8 euro, mentre sale a 88,4 euro per chi lo ha da 5 a 10 anni, per arrivare infine a 122,3 euro per i clienti con oltre dieci anni di anzianità:
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Anzianità conto |
Costo medio annuo (€) |
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< 1 anno |
58,8 |
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5-10 anni |
88,4 |
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> 10 anni |
122,3 |
Ciò suggerisce che le strategie commerciali adottate dagli istituti di credito tendono spesso a penalizzare i clienti più storici. Diverse sono le dinamiche che determinano questo fenomeno:
I dati mostrano che la vera trappola consiste nel non verificare periodicamente le condizioni del proprio conto: piccoli aumenti si sommano negli anni, mentre le nuove offerte rimangono prerogativa di chi valuta il passaggio altrove. L'assenza di un “premio fedeltà” tangibile rende la posizione del cliente storico oggettivamente meno favorevole.
La diffusione delle soluzioni digitali nel settore bancario ha contribuito ad allargare l'offerta di prodotti finanziari, mettendo il cliente nella condizione di comparare più agevolmente costi e servizi. L'indagine di Bankitalia lo evidenzia chiaramente: nel 2024 i conti online hanno registrato un costo medio di sole 30,6 euro annue, offrendo comunque un ampio paniere di servizi equiparabili a quelli dei conti tradizionali:
Di fronte al quadro illustrato, il cambio di banca o la rinegoziazione delle condizioni contrattuali emerge come una strategia efficace per ridurre i costi e mantenere un controllo attivo sulla gestione delle proprie finanze. Numerose indagini e testimonianze mettono in luce la convenienza di valutare periodicamente alternative più vantaggiose, sfruttando anche la rinnovata concorrenza tra operatori, soprattutto digitali:
La tendenza al confronto regolare e alla mobilità bancaria non è più una pratica marginale, ma un comportamento sempre più diffuso, favorito dalla digitalizzazione e dalle crescenti competenze finanziarie degli utenti.
L'analisi del quadro attuale suggerisce un ripensamento delle abitudini di gestione bancaria. Nei fatti, la permanenza passiva su un solo istituto - anche per diversi decenni - spesso comporta un aggravio inspiegabile dei costi, senza reale vantaggio in termini di servizi. Il crescente spazio occupato dalle piattaforme digitali ha rimescolato le carte a favore del cliente consapevole, rendendo possibili risparmi significativi e una migliore gestione delle proprie finanze.
Per orientarsi tra le molteplici offerte e i numerosi operatori si rivela determinante acquisire una maggiore consapevolezza delle condizioni applicate, tenendo conto di fattori quali: