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Come risparmiare sui costi bancari: cambiare banca o ritrattare condizioni spesso. I vecchi clienti sono i peggio trattati

di Marcello Tansini pubblicato il
Trattamento vecchi clienti

L'aumento dei costi bancari colpisce soprattutto i clienti fedeli, spesso trascurati dalle banche. I dati, le cause e le possibili soluzioni tra conti online, cambi e rinegoziazioni.

L'incremento delle spese per la gestione dei conti correnti rappresenta una delle principali criticità che i consumatori si trovano oggi ad affrontare, come dimostrano i dati emersi recentemente dagli studi ufficiali. Diverse variabili hanno contribuito a questa tendenza, tra cui mutamenti normativi, l'inflazione e l'evoluzione dei modelli di servizio offerti dagli istituti di credito.

Il sistematico aumento dei costi spinge ad una nuova riflessione sulla convenienza delle scelte bancarie, mettendo in discussione la storica abitudine di mantenere fedeltà a una sola banca per molti anni. In questo scenario, la trasparenza nelle informazioni e l'educazione finanziaria dei cittadini assumono un peso crescente, soprattutto per chi mira a valutare costi reali e condizioni contrattuali alla luce delle attuali opportunità offerte dal mercato.

I numeri dell'indagine Banca d'Italia: i costi dei conti correnti in crescita

L'ultimo rapporto pubblicato dalla Banca d'Italia offre uno spaccato sull'andamento dei costi sostenuti dalle famiglie per la gestione dei propri conti correnti. Nel 2024 la spesa media annua è salita a 101,1 euro, evidenziando un trend leggermente al rialzo rispetto ai 100,7 euro rilevati nel 2023. Il dato non si limita ai soli conti bancari, ma investe anche quelli postali, il cui costo ha raggiunto 71,6 euro annui, in netta crescita rispetto ai 53,6 euro segnati dieci anni fa. Questi numeri testimoniano quanto il peso degli oneri bancari incida sull'economia domestica, in un contesto dove i servizi elementari continuano a rappresentare una voce di spesa non trascurabile.

L'indagine offre un'analisi delle voci di costo:

  • Spese fisse, tra cui canoni e carte di debito, sono scese a 65,4 euro, grazie a una progressiva riduzione delle tariffe base.
  • Commissioni sulle operazioni sono invece salite a 35,7 euro, riflettendo una maggiore operatività da parte dei clienti.
A questi si aggiungono addebiti specifici, come quelli per rate di finanziamenti o polizze assicurative ricorrenti, che alcune banche hanno introdotto o rialzato citando motivazioni operative (ad esempio l'impiego sempre più diffuso di strumenti Ssd per i pagamenti). Nonostante alcune misure legislative restrittive e l'introduzione di nuove regole sulle riserve bancarie previste nella recente Manovra finanziaria, la tendenza al rialzo non si è arrestata:

Anno

Costo medio conto bancario (€)

Costo medio conto postale (€)

2014

-

53,6

2023

100,7

-

2024

101,1

71,6

L'approfondimento dei dati di Bankitalia sui conti correnti svela che le banche tendono a mantenere invariati solo temporaneamente i canoni base, mentre le commissioni aumentano. La prassi, in molti casi, è quella di variare unilateralmente condizioni e costi di servizio sempre verso l'alto, senza ripristinare condizioni più vantaggiose quando vengono meno le cause che avevano portato ai rincari.

Fedeltà bancaria: perché restare fedeli costa di più

Un elemento messo in luce dall'indagine riguarda la relazione tra fedeltà del cliente e spesa sostenuta. I dati mostrano che mantenere lo stesso conto per anni può risultare molto più oneroso rispetto a un passaggio frequente fra diversi istituti. La spesa media annua per chi ha aperto il conto da meno di un anno si attesta a 58,8 euro, mentre sale a 88,4 euro per chi lo ha da 5 a 10 anni, per arrivare infine a 122,3 euro per i clienti con oltre dieci anni di anzianità:

Anzianità conto

Costo medio annuo (€)

< 1 anno

58,8

5-10 anni

88,4

> 10 anni

122,3

Ciò suggerisce che le strategie commerciali adottate dagli istituti di credito tendono spesso a penalizzare i clienti più storici. Diverse sono le dinamiche che determinano questo fenomeno:

  • L'introduzione progressiva di piccoli rincari su canoni e commissioni, che nel tempo diventano onerosi.
  • La minore attenzione del cliente alla variazione delle condizioni contrattuali, legata a un rapporto fidelizzato più per abitudine che per oggettivo vantaggio.
  • La mancanza di iniziative premianti, come riduzioni di canone per anzianità o l'estensione gratuita di servizi accessori.
La storia di molti consumatori si riflette nel tipico ragionamento "fedele = premiato": spesso si resta nella propria banca per fiducia, pigrizia o timore del cambiamento, senza confrontare regolarmente i costi reali e le offerte disponibili.

I dati mostrano che la vera trappola consiste nel non verificare periodicamente le condizioni del proprio conto: piccoli aumenti si sommano negli anni, mentre le nuove offerte rimangono prerogativa di chi valuta il passaggio altrove. L'assenza di un “premio fedeltà” tangibile rende la posizione del cliente storico oggettivamente meno favorevole.

Conti online e concorrenza: alternative per risparmiare

La diffusione delle soluzioni digitali nel settore bancario ha contribuito ad allargare l'offerta di prodotti finanziari, mettendo il cliente nella condizione di comparare più agevolmente costi e servizi. L'indagine di Bankitalia lo evidenzia chiaramente: nel 2024 i conti online hanno registrato un costo medio di sole 30,6 euro annue, offrendo comunque un ampio paniere di servizi equiparabili a quelli dei conti tradizionali:

  • Il risparmio annuale medio rispetto ai conti tradizionali si attesta a oltre 70 euro per chi sceglie la via digitale.
  • La presenza di operatori esteri e fintech - tra cui piattaforme come Revolut e simili menzionate in diversi dibattiti pubblici - ha incentivato una maggiore competizione, spesso traducendosi in servizi innovativi e tariffe aggressive.
  • Accessibilità immediata, trasparenza e assistenza digitale sono ulteriori punti di forza segnalati dagli utenti dei conti online.
È però importante valutare attentamente le condizioni contrattuali e la gamma di servizi offerti: mentre le piattaforme digitali propongono soluzioni decisamente competitive in termini di costi, la presenza fisica sul territorio rimane ancora un valore aggiunto rilevante per alcune tipologie di correntisti, come anziani o professionisti con esigenze particolari.

Cosa possono fare i clienti: cambiare banca o rinegoziare le condizioni

Di fronte al quadro illustrato, il cambio di banca o la rinegoziazione delle condizioni contrattuali emerge come una strategia efficace per ridurre i costi e mantenere un controllo attivo sulla gestione delle proprie finanze. Numerose indagini e testimonianze mettono in luce la convenienza di valutare periodicamente alternative più vantaggiose, sfruttando anche la rinnovata concorrenza tra operatori, soprattutto digitali:

  • Richiedere preventivi aggiornati a più banche è un primo passo per avere un quadro chiaro delle opzioni. Le condizioni per nuovi clienti sono spesso più favorevoli e accompagnate da offerte promozionali.
  • Confrontare canoni, commissioni e servizi inclusi consente di capire quanto si paga per ciascuna voce ed eventualmente individuare “spese nascoste”.
  • Avviare una trattativa con la propria banca è possibile: chiedere una revisione delle condizioni, anche illustrando le offerte della concorrenza, può portare talvolta a una riduzione dei canoni o all'introduzione di servizi gratuiti.
  • Valutare attentamente le modalità di chiusura e trasferimento del conto, per evitare ritardi o costi imprevisti, in linea con quanto previsto dalla normativa in materia (si veda il D.lgs. n. 37/2017 sul trasferimento dei servizi di pagamento).
Da sottolineare, inoltre, che la normativa italiana garantisce al cliente il diritto a una corretta informazione e trasparenza nelle variazioni contrattuali. Secondo il Testo Unico Bancario (D.lgs. 385/1993), ogni modifica delle condizioni deve essere sempre comunicata con almeno due mesi di anticipo, lasciando tempo sufficiente per valutare il cambiamento e agire di conseguenza.

La tendenza al confronto regolare e alla mobilità bancaria non è più una pratica marginale, ma un comportamento sempre più diffuso, favorito dalla digitalizzazione e dalle crescenti competenze finanziarie degli utenti.

Come orientarsi tra costi e servizi bancari

L'analisi del quadro attuale suggerisce un ripensamento delle abitudini di gestione bancaria. Nei fatti, la permanenza passiva su un solo istituto - anche per diversi decenni - spesso comporta un aggravio inspiegabile dei costi, senza reale vantaggio in termini di servizi. Il crescente spazio occupato dalle piattaforme digitali ha rimescolato le carte a favore del cliente consapevole, rendendo possibili risparmi significativi e una migliore gestione delle proprie finanze.

Per orientarsi tra le molteplici offerte e i numerosi operatori si rivela determinante acquisire una maggiore consapevolezza delle condizioni applicate, tenendo conto di fattori quali:

  • L'effettivo utilizzo dei servizi
  • Le necessità personali e familiari
  • La trasparenza nelle comunicazioni e nei costi
  • La presenza o meno di servizi aggiuntivi, fisici o digitali
L'esperienza reale di molti clienti dimostra che un controllo periodico e una sana abitudine al confronto sono strumenti essenziali per evitare di cadere nella spirale dell'aumento dei costi. Dare valore all'informazione, chiedere chiarimenti, non lasciare che la routine prenda il sopravvento: queste sono le leve che consentono di mantenere il pieno controllo del proprio rapporto bancario, seguendo la strada del risparmio informato e della gestione consapevole.


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