Si discute degli importanti rinnovi di CCNL ad Ottobre 2026, quali sono le 7 categorie coinvolte e gli sviluppi attesi e le date incontri che interessano 5 mln di italiani
Ottobre 2026 si apre con un calendario fitto per il mondo del lavoro. Sono sette le categorie al centro dei rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL), con trattative in fasi molto diverse tra loro. Alcune sono già nel vivo, con incontri fissati a ridosso di queste settimane, altre sono ferme alla fase preliminare, altre ancora in attesa di una convocazione. Nel complesso la partita riguarda circa 5 milioni di italiani, tra lavoratori dipendenti, professionisti della sanità, bancari, addetti al commercio e giornalisti.
Il contratto collettivo nazionale definisce la retribuzione minima, gli scatti di anzianità, l'orario di lavoro, le ferie, i permessi, le tutele in caso di malattia e, sempre più spesso, il welfare contrattuale. Quando un CCNL è scaduto, i lavoratori restano con stipendi tabellari fermi mentre il costo della vita continua a muoversi. Per questo ogni trattativa viene seguita con attenzione non solo dai diretti interessati, ma anche dalle imprese, che devono pianificare costi e organizzazione, e dall'intero mercato del lavoro.
Il primo fronte riguarda la dirigenza medica, veterinaria e sanitaria. La trattativa è attiva e prevede un incontro fissato per oggi, 1° ottobre, quindi proprio all'avvio del mese. È la data più ravvicinata dell'intero calendario e rappresenta un primo banco di prova per capire se il confronto può accelerare.
Per i professionisti della sanità pubblica i temi sono noti: valorizzazione economica, carichi di lavoro, attrattività del servizio sanitario nazionale e trattenimento dei professionisti. Gli sviluppi attesi dopo l'incontro riguarderanno l'eventuale calendario di nuove sedute e i primi segnali sulle risorse disponibili, che nel pubblico impiego restano sempre il nodo decisivo.
Nel comparto del credito la contrattazione di secondo livello in Intesa Sanpaolo vive una trattativa attiva, con due appuntamenti già in agenda: il 13 e il 26 ottobre. Il secondo livello è la contrattazione aziendale, che integra il contratto nazionale su premi, welfare, organizzazione del lavoro e condizioni specifiche per i dipendenti del gruppo.
Avere due date ravvicinate indica la volontà delle parti di mantenere un ritmo sostenuto. Dopo il 26 ottobre sarà possibile valutare se emergono basi per un accordo oppure se servirà un ulteriore ciclo di incontri a novembre.
Il tavolo nazionale dei bancari con ABI si trova in una fase negoziale in intensificazione. Non è stata indicata una singola data di incontro, ma esiste un riferimento temporale chiaro: la scadenza del 31 dicembre 2026.
Questo orizzonte rende ottobre e novembre mesi cruciali. Quando una trattativa entra nella fase di intensificazione, di solito aumentano le sedute tecniche, si precisano le richieste economiche e normative e si cerca di avvicinare le posizioni su temi come aumenti retributivi, inquadramenti, organizzazione del lavoro e welfare. Per i lavoratori del settore e per l'intero sistema bancario il passaggio chiave sarà capire se si arriverà a un'intesa prima della scadenza di fine anno.
Il terziario e commercio è uno dei settori più ampi per numero di addetti e per questo pesa molto sui 5 milioni di italiani coinvolti. La situazione è ancora preliminare: la piattaforma è stata appena approvata, ma il negoziato non è ancora avviato e non risulta nota alcuna data di incontro.
La piattaforma è il documento con cui il sindacato fissa le proprie richieste e la sua approvazione è il passo che precede l'apertura formale del confronto con le associazioni datoriali. Lo sviluppo atteso, quindi, è la convocazione del primo incontro, che segnerà l'inizio vero e proprio della trattativa. Considerata l'ampiezza del comparto, che comprende distribuzione, negozi, servizi e attività molto diverse tra loro, il negoziato si annuncia articolato.
Per i giornalisti i tavoli sono due. Il primo è quello tra FNSI e FIEG, la federazione dei sindacati dei giornalisti e quella degli editori. La trattativa è ripresa a gennaio, ma il suo stato resta incerto e non risultano date di incontro in ottobre.
Il settore dell'informazione vive da anni una fase di trasformazione, con crisi editoriali, evoluzione digitale e pressione sui costi. Questo rende il confronto delicato e spiega perché lo scenario sia difficile da leggere. Nelle prossime settimane sarà importante osservare eventuali comunicati sindacali o convocazioni che chiariscano se la trattativa può riprendere slancio.
Il secondo tavolo del settore è quello tra FIGEC e USPI. Qui la trattativa è stata aperta a luglio, ma anche in questo caso non risultano date di ottobre. Il confronto è dunque avviato ma, allo stato attuale, senza un calendario pubblico di sedute.
La presenza di due negoziati distinti per la stessa professione è un elemento da tenere d'occhio, perché gli esiti potrebbero incidere in modo diverso sulle varie realtà editoriali e sui colleghi che ci lavorano. Anche qui lo sviluppo da attendere è la fissazione di nuovi incontri nel corso dell'autunno.
Il settimo gruppo riunisce tre comparti: sanità privata e RSA, cooperative sociali e vigilanza privata. In tutti i casi i tavoli risultano aperti o in attesa e non sono state individuate date di ottobre.
Si tratta di settori ad alta intensità di lavoro, spesso caratterizzati da retribuzioni contenute e da forte attenzione sindacale ai temi della tutela salariale, della sicurezza e della qualità dell'occupazione. Per le RSA e la sanità privata pesano anche i rapporti con il sistema pubblico, per le cooperative sociali il tema dei finanziamenti, per la vigilanza privata l'adeguamento dei minimi tabellari. Senza una convocazione ufficiale, il rischio è un prolungamento dell'attesa per migliaia di addetti.
Gli sviluppi attesi si possono riassumere in tre direzioni. La prima riguarda i tavoli già operativi, cioè la dirigenza sanitaria e il credito, dove le sedute di ottobre potrebbero produrre avanzamenti concreti o almeno un chiarimento sulle posizioni. La seconda è quella dei bancari ABI, dove la scadenza del 31 dicembre spinge verso una accelerazione e rende probabile un aumento dei contatti tra le parti. La terza riguarda i settori fermi, dove il passaggio decisivo sarà l'apertura formale o la riconvocazione dei confronti.
Un elemento da non sottovalutare è il contesto economico: inflazione, costo della vita e capacità di spesa delle famiglie rendono la questione salariale il tema centrale in quasi tutte le vertenze. Anche per le imprese la certezza del quadro contrattuale è un fattore di pianificazione importante.
Per i lavoratori interessati, il consiglio è di seguire comunicazioni sindacali e assemblee, che spesso anticipano le novità, e di verificare periodicamente lo stato del proprio contratto. Per le aziende è utile monitorare l'evoluzione dei tavoli per stimare l'impatto di eventuali aumenti e arretrati sul costo del lavoro. In generale, la regola è non basarsi su indiscrezioni: finché non c'è un accordo firmato, ogni cifra resta una proposta.
I rinnovi CCNL di ottobre 2026 disegnano, dunque, un autunno intenso per il lavoro italiano. Con sette categorie coinvolte e circa 5 milioni di persone interessate, il mese sarà scandito da pochi ma significativi appuntamenti, dal 1° ottobre per i dirigenti sanitari ai 13 e 26 ottobre per il credito in Intesa Sanpaolo, mentre sullo sfondo incombe la scadenza del 31 dicembre per i bancari. Molti altri tavoli, dal commercio ai giornalisti, dalla sanità privata alla vigilanza, restano in attesa di una svolta.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...