Con la recente retroattività della Tabella Unica Nazionale, il risarcimento dei danni raggiunge nuovi standard: evoluzione normativa, criteri uniformi, differenze tra personalizzazione e calcolo standardizzato e implicazioni pratiche.
Il panorama dei risarcimenti per danni alla persona ha recentemente vissuto un significativo aggiornamento con l’adozione e la retroattività della Tabella Unica Nazionale (TUN). Questa evoluzione rappresenta una risposta concreta all’esigenza di uniformità e prevedibilità nei calcoli dei danni, temi discussi per anni tra operatori del diritto, vittime e compagnie assicurative.
Giurisprudenza, normativa e dottrina hanno finalmente individuato uno strumento condiviso che interviene in modo diretto sulle disparità storiche tra i diversi tribunali italiani. Per i cittadini e per i professionisti che intendono presentare una richiesta di risarcimento, conoscere il nuovo funzionamento e le opportunità offerte dalla retroattività della TUN è oggi essenziale per ottenere un ristoro congruo e conforme ai più aggiornati criteri di legge. Nulla è più lasciato al caso: il calcolo e le possibilità di adeguamento dipendono da passaggi precisi e dalle prove fornite, come verrà dettagliato nelle successive sezioni.
L’esigenza di superare le differenze regionali nei criteri di liquidazione del danno non patrimoniale ha portato, dopo anni di dibattiti giurisprudenziali, all’introduzione della Tabella Unica Nazionale con valore normativo vincolante. La TUN nasce per rispondere a un contesto storico in cui la liquidazione dei danni biologici avveniva in base a tabelle locali, come quelle di Milano, creando disuguaglianze tra le diverse giurisdizioni.
Con l’entrata in vigore dal 5 marzo 2025, la TUN si applica obbligatoriamente alle lesioni macropermanenti conseguenti a sinistri stradali e a responsabilità sanitaria (art. 138 Codice delle Assicurazioni Private; art. 7 Legge 24/2017). Per altri illeciti, come infortuni sul lavoro o danni da caduta, continua a essere applicato il criterio di liquidazione equitativa secondo le Tabelle di Milano.
L’aggiornamento periodico dei valori della TUN è previsto dallo stesso D.P.R. 12/2025, seppur i criteri di tempistica non siano ancora stati fissati con chiarezza. Nel 2026 è stata confermata la rivalutazione ISTAT dell’1,7% per le micropermanenti, portando il punto base a 963,40 €. Per le macropermanenti invece la base TUN rimane fissata a 947,30 € ma inclusiva già di componente morale.
La Tabella Unica Nazionale ha introdotto parametri oggettivi specifici per quantificare i danni alla persona, semplificando il lavoro degli operatori e aumentando la trasparenza per chi subisce il danno. La TUN distingue tra:
La rivoluzione portata dall’introduzione della TUN si riflette principalmente nei settori della circolazione stradale e della responsabilità sanitaria, dove l’esigenza di uniformità era più sentita. Dal 2025, infatti, tutte le liquidazioni giudiziarie e stragiudiziali riguardanti lesioni macropermanenti derivanti da incidenti stradali e malpractice medica devono seguire i nuovi criteri senza possibilità di discrezionalità locale.
Restano esclusi dall’applicazione vincolante della TUN gli altri illeciti civili (infortuni domestici, incidenti sportivi, cadute ecc.), per i quali continuano a essere adottate le Tabelle di Milano o altri criteri secondo le valutazioni del giudice. Va comunque notato come la recente svolta giurisprudenziale abbia riconosciuto la TUN quale parametro equitativo di riferimento anche per eventi antecedenti la sua entrata in vigore, nonché come guida per una maggiore omogeneità nazionale negli importi liquidati.
L’estensione dei nuovi criteri anche ai fatti accaduti prima del 5 marzo 2025 rappresenta una delle principali novità introdotte dalle ultime sentenze della Corte di Cassazione. Non conta più soltanto la data dell’incidente, bensì l’esigenza di assicurare uguale trattamento ovunque sul territorio nazionale.
Grazie all’interpretazione giurisprudenziale appena consolidata, le vittime di danni anche risalenti possono ora chiedere che la quantificazione avvenga secondo i valori TUN. Questo comporta la possibilità concreta di ottenere importi riallineati agli attuali standard, anche per chi aveva visto liquidare somme inferiori sulla base di parametri locali. La retroattività, in particolare, facilita la proposizione di istanze di riallineamento o adeguamento dei risarcimenti nei procedimenti ancora in corso o non definitivamente chiusi.
È importante tuttavia ricordare che questa possibilità non vale solo per le responsabilità stradali e sanitarie, ma sta trovando applicazione anche in casi di diversa natura, ove ritenuti comparabili dal giudice. L’adeguamento, però, richiede sempre un’istanza motivata e la presentazione di idonea documentazione a sostegno della richiesta.
La Corte di Cassazione si è posta al centro del rinnovamento interpretativo, sancendo che la Tabella Unica Nazionale è il parametro più equo e adeguato per tradurre in termini monetari la sofferenza e l’invalidità, anche per eventi passati. Il riferimento giurisprudenziale di rilievo è la sentenza n. 11319/2025, la quale ha stabilito che la TUN può e deve essere utilizzata come termine di paragone in modo esteso dai giudici, garantendo maggiore omogeneità.
La Suprema Corte sottolinea come l’obiettivo primario sia la tutela effettiva del diritto alla salute e all’integrità psicofisica previsto dall’art. 32 della Costituzione, eliminando incertezze e discrepanze precedenti. Pur lasciando un margine di valutazione equitativa ai giudicanti, la Cassazione ha ridefinito il quadro di riferimento per qualunque liquidazione risarcitoria futura, ma anche per la revisione di liquidazioni passate ancora suscettibili di riapertura.
Uno degli obiettivi storici della TUN è l’uniformità delle decisioni su tutto il territorio nazionale. In passato, le differenze tra le liquidazioni prodotte dai diversi tribunali, soprattutto tra quelli di Milano e Roma, hanno generato incertezza, diseguaglianze e sensazione di ingiustizia tra le vittime.
Con il nuovo sistema, le stesse regole vengono applicate da Aosta a Palermo, eliminando le disparità legate alle vecchie tabelle locali. Gli strumenti forniti dalla normativa e dalla più recente giurisprudenza consentono a chiunque subisca un danno riconducibile all’applicazione della TUN di ricevere un importo coerente, prevedibile e paragonabile, indipendentemente dal luogo in cui avvenga la liquidazione.
Nel dettaglio, le differenze tra valori tabellari precedenti e quelli attuali sono ancora oggetto di dibattito, specialmente quando si confrontano le Tabelle di Milano e la TUN. Tuttavia, la Corte di Cassazione sottolinea la necessità di motivare adeguatamente ogni scostamento e ribadisce l’orientamento nazionale unico per i contenziosi futuri.
L’avvento della TUN segna anche un passaggio da un sistema incentrato sulla personalizzazione del danno a un modello maggiormente standardizzato. In precedenza, i giudici avevano la facoltà di aumentare l’importo risarcitorio oltre i valori tabellari, valorizzando circostanze eccezionali e personali documentate dal danneggiato.
Oggi, il nuovo quadro prevede che le conseguenze tipiche di una lesione siano già ricomprese nei valori della TUN, compresa la sofferenza morale “ordinaria”. Solo ove emergano particolari situazioni comprovate (ad esempio, impatti specifici sulla vita professionale, relazionale o familiare), sarà possibile una personalizzazione aggiuntiva, con limiti percentuali ben precisi.
Chi ritiene di aver diritto a un adeguamento del risarcimento in base alla TUN deve seguire una procedura rigorosa e presentare prove che giustifichino la richiesta. Gli step prevedono:
Le recenti pronunce della Suprema Corte confermano alcuni limiti pratici e ribadiscono la necessità di una corrispondenza rigorosa tra ciò che viene richiesto e quanto può essere attribuito a titolo risarcitorio. I punti cardine sono:
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...