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Salva casa in Puglia, come funzionano le sanatorie abusi edilizi dopo il recepimento ufficiale della normativa

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di Arch. Giuseppe Bergodi pubblicato il

Il Decreto Salva Casa in Puglia ridefinisce le regole sulle sanatorie edilizie: tra novità legislative, iter semplificati e limiti regionali, nuove opportunità e criticità per cittadini e professionisti

Negli ultimi anni, il quadro normativo relativo agli abusi edilizi ha subito un'importante trasformazione, con effetti diretti sulle regolarizzazioni in Puglia. Il cosiddetto Decreto Salva Casa, convertito in Legge 105/2024, ha rappresentato un punto di svolta per proprietari, tecnici e amministrazioni locali: si è passati da un approccio fortemente repressivo a strumenti più pragmatici per la risoluzione di piccole irregolarità.

L’obiettivo delle nuove norme non è quello di promuovere un “condono” indiscriminato, ma di offrire una soluzione equilibrata alle numerose difformità formali o minime che spesso bloccavano compravendite, mutui e la serenità abitativa dei cittadini residenti nella regione. Con il recepimento ufficiale della normativa da parte della Regione Puglia, si sono chiariti limiti, opportunità e le corrette procedure per la sanatoria degli abusi edilizi, favorendo la collaborazione fra cittadini, professionisti e pubbliche amministrazioni.

Le principali novità introdotte dal Decreto Salva Casa

Il Decreto Salva Casa modifica profondamente il Testo Unico Edilizia (D.P.R. 380/2001) tramite nuove regole su tolleranze costruttive, accertamento di conformità e procedimenti semplificati. Tra le innovazioni più rilevanti spiccano:

  • Ampliamento delle tolleranze edilizie: piccoli scostamenti metrici (come minime differenze di altezza, superficie o volume) non sono più sanzionabili. Le nuove soglie delle tolleranze vanno dal 2% al 6%, a seconda della metratura dell’unità immobiliare.
  • Ridefinizione dello stato legittimo degli immobili: ora è sufficiente il titolo edilizio più recente, senza dover ripercorrere l’intera storia autorizzativa.
  • Introduzione del silenzio-assenso in alcune procedure di sanatoria edilizia, con tempi certi per l’amministrazione (45 giorni) dopo i quali la pratica si intende approvata se non viene esplicitamente rifiutata.
  • Cambiano le regole per il cambio di destinazione d’uso: alcuni passaggi tra categorie funzionali sono ora ammessi tramite SCIA e senza opere edilizie, semplificando l’adeguamento di uffici o negozi ad abitazioni.
  • Titoli abilitativi e modulistica semplificati: SCIA, CILA, permesso di costruire e relative procedure sono stati oggetto di una generale razionalizzazione.
  • Nuova disciplina delle variazioni essenziali e delle cosiddette "parziali difformità": oggi anche queste possono essere regolarizzate tramite percorsi più agili, ove le difformità risultino compatibili con strumenti urbanistici vigenti.
È stato così rafforzato il ruolo dei tecnici abilitati, il cui asseveramento è centrale sia per attestare la conformità delle opere che per usufruire delle tolleranze edilizie. La nuova normativa preserva comunque la necessità del rispetto delle regole essenziali in materia di sicurezza strutturale e tutela del paesaggio, lasciando fuori dalla sanatoria gli abusi maggiori o realizzati in aree con vincoli stringenti.

Il recepimento della normativa in Puglia: leggi regionali, modelli e iter edilizi aggiornati

La Regione Puglia, come accaduto anche in altre regioni come Lombardia ed Emilia Romagna, ha tradotto le novità nazionali in strumenti operativi concreti, con due delibere di Giunta di portata significativa. La Legge Regionale 15/2025 e le Delibere n. 534/2025 e n. 1725/2025 hanno aggiornato l’intero impianto procedurale e tecnico, recependo a pieno il quadro del Salva Casa:

  • Modelli edilizi regionali uniformi per SCIA, CILA, permesso di costruire, SCIA alternativa, agibilità e autorizzazioni in zona sismica; l’obiettivo è garantire una gestione omogenea e più veloce delle pratiche su tutto il territorio regionale.
  • Nuovo quadro sismico: revisionata la disciplina tecnica per le costruzioni in zone a rischio, coordinando le regole locali con il D.P.R. 380/2001 e con il D.M. 30 aprile 2020.
  • Semplificazione degli iter approvativi e chiarimento sulle responsabilità dei professionisti; le istanze vengono ormai gestite essenzialmente in formato digitale attraverso lo Sportello Unico per l’Edilizia.
  • Previsione dettagliata delle possibilità e dei limiti per il recupero dei sottotetti e dei cambi di destinazione d’uso anche senza interventi edilizi, purché rispettate le previsioni urbanistiche e i vincoli locali.
I comuni pugliesi sono tenuti ad applicare le nuove procedure, uniformando l’azione di controllo e ammettendo la regolarizzazione delle piccole difformità tramite strumenti più trasparenti e partecipati.

Modulistica regionale unificata e procedure edilizie semplificate

La modulistica approvata in Puglia con D.G.R. n. 534/2025 rappresenta il riferimento obbligatorio per la presentazione di qualsiasi istanza edilizia. Ora cittadini e tecnici possono utilizzare:

  • SCIA e CILA;
  • Permesso di costruire e relative alternative;
  • SCIA Agibilità.
I modelli sono digitali, unificati e allineati con le direttive nazionali, garantendo una trattazione rapida e allineata tra tutti i comuni pugliesi. È stato anche rafforzato il supporto alle amministrazioni locali nell’aggiornamento delle pratiche arretrate, semplificando l’iter per i rilasci con regime di sanatoria.

Aggiornamento della normativa sismica e implicazioni pratiche

La Delibera n. 1725/2025 ha riscritto la disciplina delle costruzioni in zone sismiche. La normativa distingue ora fra:

  • Interventi rilevanti (Allegato A): richiedono autorizzazione sismica e progetto strutturale approvato.
  • Interventi ordinari o minori (Allegato B e C): prevedono sole asseverazioni tecniche, senza autorizzazione preventiva per le opere di lieve entità, purché regolari da un punto di vista sismico.
  • Varianti non sostanziali (Allegato D): richiedono la sola comunicazione finale nelle relazioni tecniche.
Il collaudo statico delle opere e la relazione a strutture ultimate restano obbligatori per le categorie di edifici definite dalla normativa. In caso di abusi edilizi, la sanatoria può essere subordinata all’adeguamento strutturale o al parere di compatibilità sismica, con tempistiche precise e coordinamento tra enti locali e Regione.

Sanatorie degli abusi edilizi in Puglia: quali casi sono regolarizzabili

La nuova disciplina distingue con chiarezza le situazioni sanabili da quelle escluse, così da garantire trasparenza e sicurezza in ogni procedimento. È possibile chiedere la regolarizzazione:

  • Per piccoli abusi o difformità minori: margini di tolleranza tecnica (spostamento di tramezzi, aperture o differenze millimetriche nelle superfici e nelle altezze) che rientrano entro i limiti di legge e m non alterano le condizioni di igiene e sicurezza della casa.
  • Modifiche di destinazione d’uso che non incidono sulla volumetria: il trasferimento, ad esempio, da locale ad uso soffitta a camera o da ufficio ad abitazione, a determinate condizioni definite dalla Legge Regionale e dal D.P.R. 380/2001 (art. 23-ter).
  • Ampliamenti minimi e opere non strutturali: verande leggere, tettoie, piccoli porticati, sempre che siano conformi a regolamenti e strumenti urbanistici attuali.
  • Recupero di sottotetti: subordinato all’esistenza di un edificio legittimamente costruito e al rispetto delle forme e dell’altezza originarie, senza incremento di volumi a discapito delle distanze minime.
L’accertamento di conformità semplificato ex art. 36-bis TU Edilizia si applica a queste situazioni, con obbligo di asseverazione tecnica e silenzio-assenso, ove previsto. Le piccole difformità sono sanabili senza la necessità di doppia conformità "pesante", cioè senza dover dimostrare anche la conformità al momento della realizzazione, ma solo a quella attuale e ai requisiti tecnici.

Esempi concreti di sanabilità in Puglia comprendono:

  • Scostamenti dimensionali rientranti nelle tolleranze (fino al 6% per unità sotto i 60 m²): finestre spostate, leggero aumento della superficie rispetto al progetto, piccole differenze nelle altezze.
  • Verande, pergolati, porticati di modesta entità, ove non comportino variazioni di volume sostanziali e rispettino le distanze regolamentari.
  • Cambio di destinazione d’uso fra categorie funzionali con SCIA, senza opere (ad es. da ufficio a residenziale), purché il mutamento non comporti aggravi urbanistici rilevanti.
  • Recupero dei sottotetti già legittimati entro il 28 luglio 2025, rispettando le altezze e le superfici dell’edificio originario.
  • Regularizzazione di partizioni interne, tramezzi o aperture realizzate senza titolo formale ma conformi agli standard igienico-sanitari e statici.
Per tutte queste situazioni, la regolarizzazione avviene tramite asseverazione del tecnico e pagamento di una sanzione amministrativa proporzionata all’entità della difformità, senza incorrere nei rischi di demolizione o inagibilità.

I limiti della sanatoria: abusi non sanabili e vincoli

Restano escluse dalla sanatoria semplificata alcune categorie di abusi:

  • Opere completamente abusive senza alcun titolo edilizio: come interi fabbricati realizzati ex novo su suolo inedificabile.
  • Costruzioni in zone sottoposte a vincolo paesaggistico, idrogeologico o ambientale: senza preventivo assenso dell’ente tutore (come la Soprintendenza), anche con il nuovo art. 36-bis TU Edilizia.
  • Nuovi volumi rilevanti: ampliamenti importanti fuori da ogni margine di tolleranza e in contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti.
  • Interventi già sanzionati o eseguiti su aree dichiarate inedificabili: resta ferma la necessità del rispetto della normativa vigente.
  • Lottizzazioni abusive e trasformazioni urbanistiche di aree agricole senza piano urbanistico approvato.
Chi ha già pagato oneri sanzionatori per vecchie sanatorie o si è visto respingere l’istanza prima dell’entrata in vigore del Salva Casa non può richiedere la restituzione degli importi, né beneficiare retroattivamente delle nuove procedure. Le condizioni di sicurezza, decoro, tutela ambientale e paesaggistica restano principi insuperabili per ogni regolarizzazione edilizia in Puglia.

La procedura per il rilascio delle sanatorie: doppia conformità, silenzio-assenso e tempistiche

L’iter per ottenere la sanatoria edilizia si articola in più passaggi, differenziati secondo la gravità dell’abuso e la categoria dell’opera:

  • Per abusi maggiori (opere realizzate in totale difformità o in assenza totale di titolo) si applica ancora il regime della doppia conformità pesante: il fabbricato deve essere regolare sia per le norme vigenti all’epoca della costruzione che per quelle attuali.
  • Per abusi minori o parziali (difformità formali, cambi d’uso senza opere, variazioni essenziali, ecc.), l’accertamento di conformità può avvenire secondo la nuova procedura semplificata: occorre dimostrare la conformità urbanistica attuale e la conformità tecnica all’epoca della realizzazione (cd. doppia conformità asimmetrica), oppure rispettare solo il requisito più favorevole.
  • In entrambi i casi la pratica viene presentata digitalmente tramite i modelli regionali, asseverata dal tecnico abilitato e corredata da tutta la documentazione richiesta.
  • Il silenzio-assenso scatta su determinate istanze di sanatoria: se entro 45 giorni il Comune non comunica esplicito diniego, la pratica si intende accolta.
Il pagamento di una sanzione amministrativa è condizione necessaria per il rilascio dell’atto di sanatoria, la cui entità varia in base al tipo di abuso e alla sua sanabilità. In situazioni più complesse o in presenza di vincoli, il parere degli enti preposti è obbligatorio e può comportare ulteriori istruttorie o richieste di adeguamento delle opere.

Accertamento di conformità, tolleranze e responsabilità tecniche

L’accertamento di conformità è oggi più elastico, ma si fonda sull’asseverazione dettagliata del professionista incaricato, che certifica lo stato dei luoghi e la regolarità dell’intervento. Le responsabilità tecniche sono state rafforzate:

  • Il tecnico assevera il rispetto dei requisiti urbanistici, edilizi e, dove richiesto, paesaggistici.
  • Errori o dichiarazioni non veritiere espongono il professionista a sanzioni pesanti, sia penali sia disciplinari.
  • Il ruolo del professionista è centrale anche per la verifica delle tolleranze costruttive e per la gestione delle eventuali contestazioni o richieste di integrazioni della pratica.
L’obiettivo della riforma è responsabilizzare gli attori coinvolti, rendendo la sanatoria uno strumento credibile e non una scorciatoia, allineando l’intera procedura ai criteri di trasparenza richiesti a livello europeo.

Consigli pratici per i proprietari: come regolarizzare un abuso edilizio oggi in Puglia

Chi deve sanare irregolarità edilizie in Puglia si consiglia di procedere come segue:

  • Affidare la verifica ad un tecnico abilitato (geometra, architetto, ingegnere): solo un professionista può attestare la conformità e predisporre la pratica.
  • Mappare tutte le difformità: anche i dettagli minimi possono ora rientrare in regolarizzazioni semplificate.
  • Verificare la situazione vincolistica dell’immobile: in presenza di aree tutelate serve il parere delle Autorità competenti.
  • Presentare la domanda con la nuova modulistica digitale regionale, corredata da ogni documento richiesto. La tempistica è favorevole: decorso il termine di 45 giorni senza risposta, in molti casi la regolarizzazione è automatica.
  • Pagare la sanzione dovuta: mai stimare costi zero, la legge prevede sempre l’oblazione, proporzionata all’abuso, ma alternativa alla demolizione.
  • In caso di preavviso di demolizione, valutare con un legale la possibilità di sospensione sulla base dei nuovi strumenti del Salva Casa.





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Arch. Giuseppe Bergodi

Giuseppe Bergodi è un esperto consulente immobiliare con oltre 35 anni di esperienza nel settore. Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, ha dedicato la sua carriera alla valutazione e gestione di proprietà residenziali e commerciali. Grazie alla sua profonda conoscenza del mercato immobiliare milanese, offre analisi dettagliate e strategie efficaci per ottimizzare gli investi...