Il proliferare di veicoli senza assicurazione in Italia crea rischi e costi crescenti per la collettività. Il governo studia nuove misure mentre IVASS e Antitrust analizzano i premi e propongono interventi.
Nell'orizzonte della mobilità italiana si staglia una emergenza silenziosa ma assai onerosa: la circolazione di milioni di veicoli privi della copertura Rc Auto obbligatoria. Secondo le ultime rilevazioni ufficiali, sono 9 milioni i mezzi, tra auto, motocicli, ciclomotori e veicoli pesanti, senza assicurazione rispetto ai 47 milioni censiti. Questo fenomeno, seppur spesso sottovalutato dall'opinione pubblica, si traduce ogni giorno in un rischio concreto per la sicurezza stradale e l'equilibrio finanziario del sistema assicurativo. Come le utenze domestiche o i costi legati all'energia, anche la polizza Rc Auto incide sensibilmente sul bilancio delle famiglie, con il premio medio annuo che, secondo Ivass, ha raggiunto i 438 euro nel 2025. Il peso della mancata copertura si riflette però sull'intera collettività, poiché comporta maggiori oneri sulle polizze e alimenta distorsioni di mercato nonché ingiustizie fra automobilisti regolari e irregolari. Oggi la lotta all'evasione assicurativa ha assunto la dimensione di una vera e propria priorità nazionale, con le istituzioni impegnate in un processo di riforma volta a garantire equità e maggiore sicurezza stradale per tutti.
L'ampiezza del fenomeno dei veicoli senza obbligo assicurativo in Italia si coglie appieno solo analizzando le statistiche aggiornate e la distribuzione territoriale del problema. Su 47 milioni di mezzi registrati a livello nazionale, quasi 9 milioni risultano privi di copertura, una percentuale che si traduce in circa il 19% del parco veicolare. Tuttavia, nei numeri amministrativi figurano anche mezzi non più utilizzati o destinati alla rottamazione, elemento che complica la valutazione.
La geografia dell'evasione evidenzia forti squilibri regionali. A guidare la classifica sono province come Napoli e Catania, dove la quota di veicoli non assicurati è superiore al 34%, con picchi tra i motocicli e i ciclomotori che in certe aree toccano addirittura l'84%. Di seguito una rappresentazione semplificata delle incidenze principali secondo le ultime rilevazioni:
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Provincia |
Totale mezzi |
Non assicurati (%) |
|
Napoli |
1.958.692 |
37% |
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Catania |
953.616 |
34,4% |
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Roma |
3.488.390 |
21,1% |
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Milano |
2.081.832 |
18,7% |
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Torino |
1.911.244 |
17,7% |
Significativa la situazione delle due ruote: oltre il 53% delle moto a Napoli e Catania risulta senza polizza; tra i ciclomotori napoletani si raggiunge l'84,4%. Anche tra i mezzi pesanti il quadro è allarmante: a Catania il 48% è scoperto da Rc Auto, a Napoli il 43,7%. Rilievi specifici della Polizia Municipale e della Polizia Stradale hanno confermato l'intensificarsi dei controlli, senza però riuscire a colmare del tutto le lacune, specie in zone a maggior rischio di lavoro nero e irregolarità documentale.
La presenza diffusa di automobilisti o motociclisti che circolano senza assicurazione si riflette pesantemente sul sistema dei premi Rc Auto e sulla sostenibilità del settore. Gli automobilisti in regola finiscono, di fatto, per sostenere indirettamente i costi generati dagli evasori attraverso meccanismi di ripartizione dei rischi previsti dalla normativa. Il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, destinato a coprire i danni causati da chi non ha Rc Auto, è alimentato infatti da contributi prelevati sulle polizze di tutti i cittadini onesti.
Secondo Ivass, il premio medio italiano nel 2024, considerando tutte le tipologie di veicoli, si è attestato a 261 euro, contro una media europea di 185 euro (Francia, Spagna, Germania). La differenza resta, benché negli ultimi anni alcune riforme abbiano attenuato il divario. Tuttavia, proprio la massiccia presenza di veicoli irregolari in aree caratterizzate da alti tassi di incidenti e frodi determina premi notevolmente più elevati in alcune province e regioni rispetto ad altre.
Le conseguenze sociali sono altrettanto evidenti:
In risposta a questa situazione, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato una strategia articolata su più fronti per rendere più efficace il contrasto all'evasione dell'obbligo assicurativo:
La vera sfida, tuttavia, resta anche quella di distinguere tra veicoli effettivamente circolanti e mezzi abbandonati o destinati a demolizione, garantendo allo stesso tempo il rispetto delle regole in tema di privacy e tutela dei dati personali.
Sul versante regolamentare, Ivass e Antitrust hanno avviato una indagine approfondita sui meccanismi di attribuzione del rischio e i sistemi di pricing assicurativo, con lo scopo di individuare criticità e proporre correttivi strutturali a vantaggio dei consumatori e della sana concorrenza. Tra gli aspetti sotto osservazione:
Le proposte per migliorare la lotta all'evasione assicurativa e la sostenibilità del comparto sono in fase di costante evoluzione, con i tavoli tecnico-politici aperti tra Ministero, Ania, compagnie assicurative, associazioni dei consumatori e autorità di vigilanza. Nelle prossime settimane sono attese novità su diverse direttrici:
Il dibattito resta aperto su come combinare equità, sicurezza e riduzione dei premi assicurativi, nella prospettiva di una copertura più accessibile e universale, con benefici tangibili per la mobilità e la prevenzione dei rischi sulle strade italiane.
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...