L’anno scolastico 2025/2026 segna una svolta per il sistema dei bonus destinati agli insegnanti, con particolare attenzione alle modifiche apportate alla cosiddetta carta docenti, con diverse e importanti novità e modifiche ufficiali confermate ier dal Ministero Valditara. Le recenti decisioni legislative e i chiarimenti del Ministro dell’Istruzione hanno infatti ridefinito beneficiari, importi e criteri di utilizzo, introducendo elementi di rilevante novità, in risposta alle pronunce della Corte di Giustizia europea ed alle richieste del mondo sindacale. Il panorama di riferimento si allarga, la dotazione economica subisce una rimodulazione e le modalità di fruizione evolvono, nell’ottica di una maggiore equità e trasparenza per tutto il personale scuola coinvolto.
Nuovi destinatari della Carta Docente: estensione a precari e personale educativo
Una modifica attesa da tempo riguarda finalmente l’apertura della carta docenti a chi opera con contratti a tempo determinato. L’accesso è esteso ai supplenti annuali su posto vacante e a quelli con contratto fino al termine delle attività didattiche (30 giugno). Ciò supera una disparità che aveva generato ampia giurisprudenza nazionale ed europea, offrendo ora lo stesso diritto anche a circa 190.000 insegnanti precari. Importante è anche l’inclusione del personale educativo, storicamente escluso dal beneficio nonostante il ruolo attivo nella crescita e nell’apprendimento degli studenti.
- L’emendamento inserito nel decreto scuola (n. 127/2025) introduce una maggiore parità di trattamento tra chi ha posizioni stabili e chi opera come precario nella scuola pubblica.
- Dal 2025/26, i supplenti annuali fino al 31 agosto e quelli fino al termine delle lezioni (30 giugno) saranno dunque inclusi tra i beneficiari, insieme al personale educativo.
- Resta invece escluso chi ha incarichi con durata inferiore, pur persistendo un dibattito significativo sulle tutele da garantire anche a queste figure.
La giurisprudenza europea aveva già sancito il principio della parità di trattamento, spingendo il legislatore ad armonizzare la normativa per rispondere alle esigenze di inclusione e giustizia retributiva.
Importo della Carta Docente: riduzione, calcolo e novità sui fondi
Uno degli aspetti che suscitano maggiore attenzione riguarda la rimodulazione dell’importo disponibile per ciascun beneficiario. Rispetto ai 500 euro annuali degli anni passati, si registra una riduzione a 400 euro, conseguenza dell’allargamento della platea senza incremento corrispondente del fondo nazionale. La ripartizione dell’importo avverrà ogni anno attraverso un decreto interministeriale (Ministero dell’Istruzione e Ministero dell’Economia), in relazione alle effettive risorse disponibili e al numero di beneficiari ammessi.
- L’importo potrebbe quindi subire variazioni, risultando flessibile e collegato alla dimensione degli aventi diritto.
- Per il 2026 il taglio di 100 euro rispetto allo stanziamento originario è stato criticato dalle principali organizzazioni sindacali, che evidenziano anche la mancata rivalutazione per effetto dell’inflazione degli ultimi anni.
- In parallelo sono previsti 270 milioni di euro aggiuntivi, provenienti da fondi europei, destinati alle scuole e finalizzati all’acquisto di dotazioni tecnologiche da assegnare ai docenti in comodato d’uso: una misura che, seppur importante, non compensa la minore disponibilità delle risorse individuali.
La gestione più attenta delle risorse mira comunque a sostenere la formazione di tutti,
cercando un equilibrio tra ampliamento dei diritti e sostenibilità economica.
Tempistiche di assegnazione e durata della Carta: guida alle nuove scadenze
Un’altra conseguenza dell’allargamento dei beneficiari è l’adeguamento delle tempistiche di erogazione. Secondo le parole del Ministro dell’Istruzione, la carta avrà ora durata biennale e sarà attribuita tipicamente a gennaio di ogni anno scolastico, una volta consolidata la platea dei destinatari (inclusi i precari). Di seguito le principali scadenze e modalità operative:
- I voucher saranno disponibili a partire dal mese di gennaio di ciascun anno scolastico.
- La durata biennale garantisce comunque la possibilità di utilizzo anche in caso di ritardo nell’erogazione.
- La finestra temporale per la spesa e la rendicontazione è estesa fino al 31 agosto dell’anno successivo; eventuali residui potranno essere riaccreditati.
L’attesa del consolidamento dei dati sui supplenti è la motivazione addotta per evitare anticipi che avrebbero escluso una parte dei nuovi aventi diritto.
Cosa si può acquistare: nuovi usi tra hardware, software, trasporti e audiovisivi
Le evoluzioni normative interessano anche la gamma delle spese ammissibili. Vengono introdotte alcune novità di rilievo:
- Hardware e software: l’acquisto di dispositivi informatici sarà possibile esclusivamente in occasione della prima erogazione (per chi accede per la prima volta) e, successivamente, con cadenza quadriennale. Coloro che hanno già ricevuto la carta negli anni precedenti potranno usufruire di questa opportunità nel 2025/26 e poi ogni quattro anni.
- Servizi di trasporto: una nuova apertura permette ora di utilizzare il bonus anche per abbonamenti o servizi di trasporto, facilitando la partecipazione ad attività di formazione in presenza e contenendo i costi dei docenti pendolari.
- Materiale audiovisivo: tra le spese rimborsabili vengono inseriti prodotti editoriali multimediali come video e contenuti digitali per aggiornamento professionale.
- Rimangono invariati gli altri tradizionali utilizzi: libri, riviste di settore, corsi di formazione, iscrizioni a eventi culturali, eventi e spettacoli, corsi universitari, abbonamenti museali e biglietti per mostre.
| Tipo di acquisto |
Frequenza consentita |
| Hardware e software |
Prima erogazione e ogni 4 anni |
| Trasporti |
Ogni anno |
| Materiale audiovisivo |
Ogni anno |
| Libri, riviste, corsi, eventi |
Ogni anno |
Questa impostazione mira a contenere sprechi e ad assicurare un uso più mirato dei fondi per la crescita professionale.
Le criticità irrisolte: esclusione dei supplenti brevi e incertezze operative
Persistono ancora alcune lacune normative e operative nonostante i progressi ottenuti. Restano fuori dai benefici:
- I docenti con supplenze brevi, ovvero chi ha incarichi inferiori al 30 giugno, nonostante sentenze europee abbiamo riconosciuto i diritti di chi raggiunge almeno 150 giorni di servizio in un anno.
- Il personale ATA e altre categorie del comparto scuola, per i quali è allo studio una possibile futura estensione.
Queste esclusioni rappresentano punti deboli e rischiano di alimentare nuovi contenziosi; sindacati e giurisprudenza continuano infatti a richiedere il riconoscimento pieno anche per queste fasce di lavoratori, invocando il rispetto del principio di non discriminazione.
Inoltre, l’incertezza sulle modalità attuative persiste finché il decreto annuale non definisce importi e specifiche procedure, generando disagio organizzativo sia per le segreterie scolastiche sia per i beneficiari coinvolti. Rimane aperta anche la questione degli arretrati per supplenti esclusi negli anni precedenti alla riforma.
Rendicontazione e controlli: nuove regole per la trasparenza e prevenzione abusi
Le nuove disposizioni rafforzano i meccanismi di trasparenza nei processi di spesa e rendicontazione:
- Le fatture emesse dagli esercenti presso cui vengono spesi i buoni dovranno essere trasmesse entro 90 giorni dalla data di validazione. Trascorso tale termine si perde il diritto al rimborso.
- Le modalità di utilizzo e i criteri di accesso vengono annualmente ridefiniti con apposito decreto, assicurando un aggiornamento costante.
- Saranno intensificati i controlli contro gli utilizzi impropri, come evidenziato dai casi emersi in passato – con particolare attenzione a spese non conformi (es. acquisto di beni estranei alla formazione).
Il rafforzamento dei sistemi di verifica e l’introduzione di criteri amministrativi più stringenti si pongono l’obiettivo di
tutelare la corretta destinazione delle risorse pubbliche, prevenendo frodi e abusi.
Valutazione delle modifiche: impatto su equità, diritti e formazione dei docenti
L’estensione della carta al personale precario rappresenta un indubbio progresso verso un maggiore equilibrio tra diverse tipologie contrattuali e riconosce il valore della formazione continua per tutti i protagonisti della scuola. Restano tuttavia disuguaglianze tra docenti con incarichi inferiori al 30 giugno e coloro che possono accedere al bonus, lasciando le sorti di molti ancora legate a futuri sviluppi legislativi.
La riduzione dell’importo disponibile suscita perplessità in chi ritiene che un ampliamento dei diritti non debba mai avvenire a scapito di chi già beneficiava della carta, soprattutto in un periodo segnato dall’aumento generale dei costi. La dotazione suppletiva tramite fondi europei per dispositivi tecnologici rappresenta una parziale risposta, ma non sostituisce la versatilità del bonus individuale.
La volontà legislativa mira comunque a tutelare i diritti di aggiornamento e la professionalità di coloro che operano nella scuola pubblica, con l’obiettivo dichiarato di sistematizzare il beneficio, migliorando nel tempo l’equità e la partecipazione.
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