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Stellantis, conti e bilancio 2025: fatturato e perdita netta con 22,5 mld di costi per cambio strategia elettrico

di Marcello Tansini pubblicato il
conto e risultati stellantis 2025

Stellantis affronta il 2026 tra profonde trasformazioni strategiche e un significativo rosso in bilancio 2025, segnato da 22,5 miliardi di costi per l’elettrificazione, stop ai dividendi e nuove sfide su innovazione e mercati emergenti.

Per il gruppo automobilistico europeo-americano il 2026 deve assolutamente rappresentare un nuovo punto di svolta. Il riposizionamento di Stellantis, all’interno di uno scenario fortemente influenzato dai trend della mobilità sostenibile, si caratterizza per una rifocalizzazione sulle reali domande del mercato e una revisione profonda delle priorità industriali. A determinare tale virata vi è stata la necessità di rispondere ai cambiamenti della domanda globale di veicoli elettrici e alla crescente complessità dell’ecosistema automobilistico. L’azienda si trova ad affrontare scelte manageriali e finanziarie fortemente orientate a una maggiore sostenibilità economica, a fronte di investimenti massicci nello sviluppo tecnologico e della pressione competitiva mondiale il tutto dopo perdite nei conti economici 2025 appena presentati e risultati negativi

Il cambio di strategia sull’elettrico: motivazioni, oneri e impatto sui conti 2025

Le strategie industriali implementate da Stellantis sono state profondamente ridisegnate per adeguarsi a una domanda reale e sempre più selettiva. L’unificazione di scelte su motorizzazioni tradizionali, ibride e elettriche riflette la consapevolezza che la transizione verso l’elettrico, seppur ormai avviata, debba essere condotta senza forzature, modulando gli investimenti secondo i reali orientamenti dei clienti. Tale riposizionamento strategico ha comportato la cancellazione di diversi sviluppi di gamma full electric che non evidenziavano ancora adeguati margini di profitto prospettici.
Nella tabella seguente vengono riassunti i principali impatti finanziari del cambio di strategia:

Elemento Valore stimato
Oneri straordinari 2025 ~22,2 miliardi €
Cash outflows previsti (4 anni) ~6,5 miliardi €
Liquidità industriale (fine 2025) ~46 miliardi €

Le motivazioni alla base di questi oneri sono state comunicate trasparentemente dagli organi di vertice: l’obiettivo è riallineare risorse e investimenti verso modelli premianti per garantire continuità e sostenibilità futura.
L’intero comparto automotive sperimenta infatti una revisione dei tempi e delle modalità di adozione su larga scala dei veicoli elettrici, andando verso una maggiore libertà di scelta per il consumatore. Questo cambio di rotta comporta però costi significativi, che si riflettono direttamente sui conti del 2025 con l’iscrizione a bilancio di oneri non ricorrenti di portata storica. Da sottolineare che la gestione finanziaria appare robusta e in grado di sostenere i flussi di cassa in uscita relativi a questa operazione nei prossimi anni, senza minacciare la continuità operative del gruppo.

Risultati finanziari 2025: ricavi, oneri straordinari e perdita netta

I dati emersi dai bilanci 2025 fotografano la portata di questa riorganizzazione strategica. I ricavi netti annuali sono stimati in 156,8 miliardi di euro, registrando un lieve calo del 2,6% rispetto all’esercizio precedente, principalmente a causa di difficoltà nei principali mercati come Nord America ed Europa e dello spostamento delle attività. La combinazione tra cali nei segmenti storicamente redditizi e oneri straordinari da oltre 22 miliardi di euro spiega l’impatto eccezionale sulla redditività.
L’effetto più evidente è la perdita netta prevista per il 2025, pari a circa 1,7 miliardi di euro, un dato che si inserisce in una fase di particolare complessità per l’intero settore.
Analizzando i risultati nei due semestri si evince una diversa tendenza:

  • Nel primo semestre il gruppo aveva già subito una perdita di circa 2,3 miliardi, sintomo di una fase ancora preparatoria della nuova strategia.
  • Nel secondo semestre si è assistito invece a un miglioramento progressivo dei ricavi netti e del free cash flow industriale, pur con risultati operativi ancora penalizzati dalle componenti straordinarie.
La presente situazione, pur negativa dal punto di vista dell’utile netto, testimonia una capacità di resilienza e di adattamento alle condizioni esterne: la liquidità industriale resta abbondante e alcuni mercati, come quello sudamericano, continuano a mostrare segnali di vitalità. Inoltre, l’attenta gestione degli stock e il rilancio di prodotti chiave hanno permesso di arginare il deterioramento dei margini industriali, ponendo le basi per un recupero già a partire dal 2026.

Stop ai dividendi e strategie di rafforzamento finanziario

La scelta prudenziale di interrompere la distribuzione dei dividendi nel 2026 è il riflesso naturale della perdita netta registrata nell’esercizio appena chiuso. Questa decisione serve a preservare una base finanziaria solida, garantendo flessibilità operativa al management per sostenere il rilancio e la fase di transizione. Parallelamente, il Consiglio di Amministrazione ha autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride perpetue subordinate fino a 5 miliardi di euro, scelta che punta a rafforzare ulteriormente la struttura patrimoniale mantenendo stabili i rapporti di liquidità."
Tra i pilastri della strategia di rafforzamento finanziario figurano:

  • Gestione rigida della liquidità: chiusura d’esercizio con circa 46 miliardi di liquidità industriale disponibile
  • Sostenibilità delle uscite di cassa: su base pluriennale, le uscite legate agli oneri straordinari risultano assorbibili senza impatti destabilizzanti
  • Scelte conservative su dividendi e remunerazione degli azionisti
Queste misure, in linea con le best practice del settore e le raccomandazioni della normativa europea in materia di rafforzamento patrimoniale, testimoniano affidabilità e visione a lungo termine da parte del management. L’azienda si presenta quindi attrezzata per superare la fase corrente e reagire prontamente a nuove opportunità di crescita.

Nuovo corso industriale: leadership, gamma prodotti e mercato

L’arrivo di Antonio Filosa alla guida del gruppo ha impresso una nuova spinta culturale e manageriale. La riorganizzazione del leadership team ha visto l’ingresso diretto di figure altamente qualificate, con competenze specifiche per orientare le scelte industriali verso una maggiore efficienza.
L’offerta di gamma è stata aggiornata per rispondere alla maggiore eterogeneità delle preferenze dei clienti:

  • Ampliamento della gamma multi-energy: veicoli elettrici, ibridi plug-in ed endotermici avanzati, in linea con l’andamento dei diversi mercati
  • Rilancio di brand iconici: ritorno strategico di modelli storici come la Jeep Cherokee ibrida, la Dodge Charger con motore a combustione interna e la Peugeot 208 GTi
  • Potenziamento della presenza commerciale: specialmente in Sud America e Asia
Nel 2025 sono stati lanciati dieci nuovi modelli, molti dei quali su piattaforma STLA Medium, con una maggiore attenzione alle richieste dei consumatori e alla sostenibilità degli investimenti. Il rinnovato portafoglio prodotti ha portato a una crescita della quota di mercato nell’Unione Europea (30 paesi inclusi) e ha permesso di consolidare i portafogli ordini in Nord America, aprendo la strada a future performance migliori. La nuova gestione punta sulla flessibilità produttiva e su una disciplina della supply chain, imprescindibili per rispondere rapidamente all’evoluzione della domanda globale.

Le nuove opportunità di crescita: focus su India e mercati emergenti

Il riposizionamento strategico prevede una maggiore attenzione alle aree a elevato potenziale, quali l’India e i mercati emergenti. Il recente avvicinamento tra Unione Europea e Nuova Delhi su un possibile accordo di libero scambio potrebbe trasformare il mercato indiano – il terzo al mondo per vendite – in una preziosa opportunità di espansione.

I punti chiave dell’attuale contesto sono:

  • L’India potrebbe ridurre drasticamente i dazi sull’importazione di auto europee, passando da una fascia compresa tra il 70% e il 110% a livelli intorno al 40% o persino inferiori
  • Il mercato indiano è dominato dai costruttori locali, con le case europee ferme al di sotto del 4% delle vendite totali
  • L’apertura di nuovi canali di vendita è strategica per diversificare il rischio e ridurre la dipendenza tradizionale dagli Stati Uniti
Il management ha posto tra le priorità l’introduzione di modelli più accessibili e la sperimentazione di nuove strategie di prezzo e prodotto, funzionali a guadagnare quote nei mercati dove i concorrenti internazionali sono meno presenti. Il progetto multi-energy, che vede convivere tecnologie elettriche, ibride e tradizionali, è particolarmente adatto a questa tipologia di arena competitiva, dove le esigenze dei consumatori restano fortemente diversificate. Il potenziale di crescita viene quindi valorizzato da una presenza flessibile e attenta agli sviluppi normativi e tariffari locali.

Prospettive per il 2026: obiettivi di rilancio e attese degli investitori

I mercati finanziari guardano con attenzione alle prospettive per l’esercizio successivo. I primi segnali di ripresa sono attesi già dalle guidance rilasciate da Stellantis, che prefigurano ricavi in aumento, una parziale ricostituzione dei margini operativi (stimati intorno al 3,6%) e un ritorno all’utile, previsto a quota 3,6 miliardi di euro.
L’attesa degli investitori si concentra su due fronti:

  • La reale capacità di esecuzione del piano industriale riadattato, che dovrà dimostrare resilienza sia in termini di volumi che di marginalità
  • L’espansione in mercati nuovi e la valorizzazione dei brand storici, su piattaforme tecnologiche integrate
La presentazione ufficiale del piano industriale aggiornerà gli stakeholders su investimenti, tempi e nuovi target, con particolare riferimento a innovazione, digitalizzazione e sostenibilità ambientale. La cautela del mercato si riflette nei multipli borsistici, che restano bassi rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, la fiducia nel turnaround manageriale e nel corretto utilizzo degli investimenti appare progressivamente in crescita, a patto che l’offensiva commerciale e industriale riesca a produrre miglioramenti tangibili nelle performance finanziarie e nella quota di mercato internazionale.