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Badanti e contributi 2026: nuovi importi, date, scadenze e modalità in cui si devono pagare

di Marcello Tansini pubblicato il
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Nel 2026 cambiano importi e modalità per il versamento dei contributi delle badanti. Eccco quali sono i nuovi importi INPS, procedure digitali, scadenze, tabelle, deroghe e raccomandazioni per famiglie e datori.

Dal 2026, le famiglie che impiegano personale domestico assistenziale devono fare i conti con significative novità in tema di pagamento e calcolo dei contributi. Gli aggiornamenti, introdotti dall’INPS con la Circolare n. 9 del 3 febbraio 2026, prevedono nuovi importi dettati dalla rivalutazione legata all’inflazione e l’obbligo di usare modalità digitali per il versamento. Il passaggio alla totalità digitale delle procedure e la ridefinizione delle fasce orarie hanno effetti pratici sia per le famiglie datori di lavoro, sia per chi presta servizi di assistenza, sottolineando la necessità di prestare massima attenzione alle nuove modalità e scadenze previste per il 2026.

Nuovi importi contributivi INPS 2026 per badanti e famiglie: aumento, calcolo, fasce e casi particolari

Il contributo INPS per colf e badanti nel 2026 è stato adeguato con un incremento medio dell’1,4%, in applicazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo nel biennio precedente. Questo si traduce in un aumento di circa 0,03 euro l’ora rispetto al 2025. La rivalutazione mira ad allineare gli importi ai nuovi livelli retributivi e al costo della vita, incidendo sulle somme dovute a ogni versamento.

Le regole di calcolo INPS rimangono basate su:

  • retribuzione oraria effettiva;
  • ore settimanali dichiarate;
  • tipologia di contratto (indeterminato o determinato);
  • applicazione di eventuali agevolazioni o aliquote ridotte.
Per i rapporti a tempo determinato, i costi sono leggermente superiori per via del contributo addizionale, mentre il contributo Cassacolf resta invariato. Oltre all’importo standard, le famiglie devono anche considerare l’eventuale presenza di CUAF e le esenzioni per alcune categorie specifiche.

Il sistema delle fasce contributive distingue tra lavori a meno o più di 25 ore settimanali, determinando così la quota dovuta a seconda della retribuzione oraria pattuita contrattualmente. In sintesi, la corretta applicazione delle nuove tabelle permette di non incorrere in errori nei versamenti, garantendo i diritti previdenziali dei lavoratori.

Importi aggiornati e tabelle contributive INPS per rapporto a tempo indeterminato e determinato

La tabella INPS aggiornata per il 2026 suddivide gli importi contributivi in funzione della tipologia di contratto e dell’orario lavorato. Per le badanti con contratto a tempo indeterminato e meno di 25 ore settimanali, le fasce contributive sono:

Fascia retribuzione oraria Contributo orario (datore)
Fino a 9,61 € 1,70 €
9,61 - 11,70 € 1,92 €
Oltre 11,70 € 2,34 €

Per rapporti a tempo indeterminato da 25 ore settimanali in su, vale un contributo unico di 1,24 € all’ora.

I contratti a tempo determinato presentano importi superiori a causa del contributo addizionale dell’1,4%. Le fasce sono così ripartite quando le ore settimanali sono inferiori a 25:

Fascia retribuzione oraria Contributo orario (datore)
Fino a 9,61 € 1,82 €
9,61 - 11,70 € 2,05 €
Oltre 11,70 € 2,50 €

Caso peculiare riguarda le badanti conviventi: qui l’importo è calcolato in forma forfettaria mensile, su base trimestrale, considerando la qualifica e il livello contrattuale.

Contributo Cassacolf e altre voci obbligatorie

Il contributo Cassacolf (assistenza contrattuale) resta stabile per il 2026 e va inserito nel flusso PagoPA con specifico codice identificativo. È un obbligo contrattuale, distinto dai contributi previdenziali, il cui mancato inserimento può generare irregolarità e rettifiche future.

È inoltre necessario:

  • Verificare l’inclusione della quota CUAF (ove prevista);
  • Non dimenticare ulteriori voci accessorie come la quota per infortuni (INAIL) e NASpI per i soggetti che ne hanno diritto;
  • Considerare che l’addizionale tempo determinato è esclusa solo nei casi di sostituzione di lavoratori assenti.

Come calcolare e versare correttamente i contributi INPS per badanti nel 2026

Calcolare l’importo contributivo esatto richiede attenzione a diversi elementi: la retribuzione oraria totale (inclusivi di tredicesima e, ove presente, vitto o alloggio), il numero di ore settimanali dichiarate e la tipologia contrattuale. In via operativa è consigliabile:
  • Consultare sempre le tabelle INPS aggiornate per il 2026 nella sezione lavoro domestico;
  • Utilizzare simulatori online o l’apposito calcolatore del portale, inserendo i dati effettivi del rapporto di lavoro;
  • Verificare l’esatta fascia applicabile ed eventuali agevolazioni spettanti.
Il pagamento dei contributi si effettua solitamente con cadenza trimestrale, seguendo quanto comunicato nei servizi digitali INPS. Si consiglia di anticipare i controlli dei dati (ore, retribuzione, quota Cassacolf) prima di generare ogni avviso di pagamento: errori di calcolo o omissioni possono comportare rettifiche o sanzioni a carico del datore di lavoro.

Strumenti, procedura digitale e novità della piattaforma online INPS

Dal 2026, i pagamenti sono esclusivamente digitali per i datori di età inferiore a 76 anni. Il portale dei Pagamenti INPS, accessibile tramite credenziali SPID, CIE o CNS, permette:

  • Accesso alla sezione “Lavoro domestico”, dove visualizzare e gestire le posizioni dei collaboratori;
  • Generazione immediata di avvisi digitali PagoPA, con possibilità di pagamento online tramite carta, addebito diretto, home banking o app;
  • Scaricare ricevute elettroniche valide ai fini contabili;
  • Modificare i dati contrattuali, aggiornare ore o importi e consultare lo storico dei versamenti.
Il sistema invia promemoria automatici sulle scadenze e permette la programmazione dell’addebito ricorrente, semplificando la gestione e riducendo gli errori manuali. Per i meno esperti, è disponibile ampia assistenza sia online che tramite i CAF o i numeri verdi INPS.

Deroghe e fase transitoria per datori di lavoro over 76

Per il 2026, i datori di lavoro domestico di 76 anni o più possono ancora ricevere comunicazioni e avvisi cartacei e hanno facoltà di pagare anche con modalità tradizionali. Questa deroga è temporanea, pensata per accompagnare la transizione verso il digitale di chi potrebbe incontrare difficoltà con la nuova piattaforma. L’INPS ha predisposto misure informative specifiche per questa fascia, promuovendo progressivamente l’adozione dei sistemi digitali anche per le generazioni più anziane.

Scadenze 2026: calendario, rate, raccomandazioni e sanzioni

Il pagamento dei contributi domestici segue un preciso calendario trimestrale. Nel 2026, gli appuntamenti chiave da rispettare sono:

  • Entro il 10 aprile 2026: contributi relativi a gennaio-marzo
  • Entro il 10 luglio 2026: contributi relativi ad aprile-giugno
  • Entro il 10 ottobre 2026: contributi relativi a luglio-settembre
  • Entro il 10 gennaio 2027: contributi relativi a ottobre-dicembre
Il rispetto puntuale di queste scadenze è determinante per la regolare copertura previdenziale e per evitare sanzioni amministrative e civili. Il mancato versamento può portare a:
  • Sanzioni pari al 40% dei contributi non versati, ridotte se regolarizzate entro 12 mesi (2,5% annuo);
  • Possibili conseguenze amministrative da 1.000 a 8.000 euro per ogni lavoratore in caso di omissione prolungata;
  • Per il lavoratore, perdita delle tutele INPS (malattia, maternità, disoccupazione) e abbattimento del monte contributivo pensionistico.
È raccomandato premunirsi di archivio digitale delle ricevute e di verificare i dati anagrafici prima di ogni pagamento: ogni errore nella scelta della fascia retributiva, nell’applicazione della quota Cassacolf o nella compilazione delle ore può generare difformità contributive.

Pagamenti trimestrali: date da ricordare e impatti su famiglie e lavoratori

La suddivisione trimestrale del pagamento consente una gestione uniforme dei flussi familiari, evitando accumuli gravosi a fine anno e assicurando il costante riconoscimento dei diritti previdenziali del lavoratore.

Per le famiglie, il rispetto delle rate aiuta nel monitoraggio della posizione contributiva, ponendole al riparo da contestazioni future e garantendo all’assistente la copertura assicurativa nei tempi previsti. La regolare contribuzione permette, inoltre, l’accesso a indennità di malattia, maternità ed altri strumenti di welfare previsti per lavoro domestico.






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