Nel 2026 cambiano importi e modalità per il versamento dei contributi delle badanti. Eccco quali sono i nuovi importi INPS, procedure digitali, scadenze, tabelle, deroghe e raccomandazioni per famiglie e datori.
Dal 2026, le famiglie che impiegano personale domestico assistenziale devono fare i conti con significative novità in tema di pagamento e calcolo dei contributi. Gli aggiornamenti, introdotti dall’INPS con la Circolare n. 9 del 3 febbraio 2026, prevedono nuovi importi dettati dalla rivalutazione legata all’inflazione e l’obbligo di usare modalità digitali per il versamento. Il passaggio alla totalità digitale delle procedure e la ridefinizione delle fasce orarie hanno effetti pratici sia per le famiglie datori di lavoro, sia per chi presta servizi di assistenza, sottolineando la necessità di prestare massima attenzione alle nuove modalità e scadenze previste per il 2026.
Il contributo INPS per colf e badanti nel 2026 è stato adeguato con un incremento medio dell’1,4%, in applicazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo nel biennio precedente. Questo si traduce in un aumento di circa 0,03 euro l’ora rispetto al 2025. La rivalutazione mira ad allineare gli importi ai nuovi livelli retributivi e al costo della vita, incidendo sulle somme dovute a ogni versamento.
Le regole di calcolo INPS rimangono basate su:
Il sistema delle fasce contributive distingue tra lavori a meno o più di 25 ore settimanali, determinando così la quota dovuta a seconda della retribuzione oraria pattuita contrattualmente. In sintesi, la corretta applicazione delle nuove tabelle permette di non incorrere in errori nei versamenti, garantendo i diritti previdenziali dei lavoratori.
La tabella INPS aggiornata per il 2026 suddivide gli importi contributivi in funzione della tipologia di contratto e dell’orario lavorato. Per le badanti con contratto a tempo indeterminato e meno di 25 ore settimanali, le fasce contributive sono:
| Fascia retribuzione oraria | Contributo orario (datore) |
| Fino a 9,61 € | 1,70 € |
| 9,61 - 11,70 € | 1,92 € |
| Oltre 11,70 € | 2,34 € |
Per rapporti a tempo indeterminato da 25 ore settimanali in su, vale un contributo unico di 1,24 € all’ora.
I contratti a tempo determinato presentano importi superiori a causa del contributo addizionale dell’1,4%. Le fasce sono così ripartite quando le ore settimanali sono inferiori a 25:
| Fascia retribuzione oraria | Contributo orario (datore) |
| Fino a 9,61 € | 1,82 € |
| 9,61 - 11,70 € | 2,05 € |
| Oltre 11,70 € | 2,50 € |
Caso peculiare riguarda le badanti conviventi: qui l’importo è calcolato in forma forfettaria mensile, su base trimestrale, considerando la qualifica e il livello contrattuale.
Il contributo Cassacolf (assistenza contrattuale) resta stabile per il 2026 e va inserito nel flusso PagoPA con specifico codice identificativo. È un obbligo contrattuale, distinto dai contributi previdenziali, il cui mancato inserimento può generare irregolarità e rettifiche future.
È inoltre necessario:
Dal 2026, i pagamenti sono esclusivamente digitali per i datori di età inferiore a 76 anni. Il portale dei Pagamenti INPS, accessibile tramite credenziali SPID, CIE o CNS, permette:
Per il 2026, i datori di lavoro domestico di 76 anni o più possono ancora ricevere comunicazioni e avvisi cartacei e hanno facoltà di pagare anche con modalità tradizionali. Questa deroga è temporanea, pensata per accompagnare la transizione verso il digitale di chi potrebbe incontrare difficoltà con la nuova piattaforma. L’INPS ha predisposto misure informative specifiche per questa fascia, promuovendo progressivamente l’adozione dei sistemi digitali anche per le generazioni più anziane.
Il pagamento dei contributi domestici segue un preciso calendario trimestrale. Nel 2026, gli appuntamenti chiave da rispettare sono:
La suddivisione trimestrale del pagamento consente una gestione uniforme dei flussi familiari, evitando accumuli gravosi a fine anno e assicurando il costante riconoscimento dei diritti previdenziali del lavoratore.
Per le famiglie, il rispetto delle rate aiuta nel monitoraggio della posizione contributiva, ponendole al riparo da contestazioni future e garantendo all’assistente la copertura assicurativa nei tempi previsti. La regolare contribuzione permette, inoltre, l’accesso a indennità di malattia, maternità ed altri strumenti di welfare previsti per lavoro domestico.