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Stellantis vale sempre meno in Exor: le nuove aziende di punta dalla famiglia Agnelli-Elkann

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

La galassia Agnelli-Elkann è in piena evoluzione: Exor sposta il suo baricentro dagli storici marchi automobilistici verso settori come healthcare, tecnologia e lusso, ridisegnando strategie e patrimoni.

L'era dell'automobile come motore assoluto della ricchezza di famiglia ha lasciato il posto a una strategia radicalmente diversa. Nell'universo Exor, il gruppo che rappresenta l'eredità della dinastia Agnelli-Elkann, l'asse del valore si è spostato dalle storiche catene di montaggio di Mirafiori ai laboratori del biotech e ai big data della sanità globale. Sono soprattutto le mosse di John Elkann ad aver definito un nuovo baricentro per una delle principali holding europee. In meno di un decennio, sono state cedute partecipazioni considerate un tempo intoccabili nel tessuto produttivo italiano, dalla Fiat industriale fino a Iveco e all'editoria di La Stampa. Oggi l'identità finanziaria del gruppo si basa sull'accumulazione di liquidità, sulla semplificazione del portafoglio e su una diversificazione internazionale che privilegia settori ad alto tasso di crescita. Il risultato è una holding sempre meno italiana nelle attività produttive e sempre più connessa ai flussi globali di salute, tecnologia e lusso.

Exor oggi: dalla Fiat all'innovazione globale

Sotto la regia di John Elkann, il cambiamento nella strategia di portafoglio è stato netto. Nel 2025, Exor ha accumulato oltre 4 miliardi di euro di liquidità, provenienti da dismissioni strategiche come la vendita di una parte di Ferrari e l'uscita da Gedi e Iveco. Queste risorse rappresentano una riserva preziosa in vista di nuove acquisizioni, puntando in modo selettivo su sanità, tecnologia avanzata e beni di lusso:

  • Il valore patrimoniale lordo di Exor si attesta attorno ai 37 miliardi di euro.
  • La liquidità disponibile supera i 4 miliardi, rafforzando la solidità finanziaria del gruppo.
  • Le performance di portafoglio sono eterogenee: i settori tradizionali mostrano segni di rallentamento, mentre gli asset innovativi trainano la crescita futura.
Il management mantiene la rotta sulla selettività degli investimenti, tracciando una distinzione netta tra le attività core e quelle considerate marginali. Il focus dichiarato è su aziende in grado di generare valore a lungo termine, in particolare nell'ambito della salute e della tecnologia. A fronte di un periodo segnato da volatilità nei mercati e forti tensioni geopolitiche, la prudenza nella gestione delle risorse va di pari passo con una crescente disponibilità a cogliere opportunità di rilievo globale, pur mantenendo un limitato ricorso alla leva finanziaria (sotto il 7%).

Come la sanità ha superato l'automotive nel portafoglio Exor

Nella storia degli Agnelli-Elkann, il superamento dell'automotive da parte dell'Healthcare rappresenta un passaggio epocale. Negli ultimi due anni il peso diretto della sanità (circa 5,8 miliardi di euro tra Philips e Institut Mérieux) ha superato il valore cumulato delle partecipazioni in Stellantis e CNH Industrial (che insieme raggiungono circa 5,6 miliardi). Le cifre raccontano una rivoluzione discreta ma efficace:

Comparto

Partecipazioni principali

Valore stimato

Automotive & Macchine

Stellantis (15,5%), CNH (26,9%)

~ 5,6 miliardi €

Salute & Healthcare

Philips (19%), Institut Mérieux (10%), Teva, Moderna

~ 5,8 - 6,4 miliardi €

  • Il vero cambio di passo è avvenuto grazie all'azione combinata di Exor e della controllata Lingotto Investment Management, oggi cuore pulsante delle strategie finanziarie in ambito salute.
  • L'esposizione a colossi come Philips, Teva e Moderna, attraverso Lingotto, proietta infatti Exor oltre i confini tradizionali del comparto sanitario europeo.
La transizione dalla fabbrica al laboratorio risponde tanto alle dinamiche dei mercati finanziari quanto alle nuove esigenze di crescita internazionale. L'auto, ormai, è considerata un prodotto di lusso destinato a una nicchia premium; la sanità, invece, si impone come motore di sviluppo stabile e generatore di valore su scala globale. Questo rende la nuova identità Exor sempre meno industriale e sempre più asset-driven e globale.

Il ruolo di Ferrari e degli asset di lusso

All'interno del portafoglio, Ferrari rappresenta un unicum, sia simbolico sia finanziario. La partecipazione in Ferrari (circa 19,5%) vale oggi attorno a 12-13,5 miliardi di euro, confinando il Cavallino nel segmento dei beni ultra-lusso piuttosto che in quello della mobilità di massa. Le quotazioni di Ferrari dominano il net asset value di Exor, rappresentando circa il 40% del totale e l'80% della capitalizzazione borsistica:

  • L'IPO della casa di Maranello ha generato un ritorno per Exor pari a undici volte l'investimento; il processo di monetizzazione nella primavera 2025 ha portato 3 miliardi di euro nelle casse della holding.
  • La strategia prevede di mantenere una partecipazione significativa, con la piena fiducia del management nella tenuta nelle fasi di mercato più volatili.
  • Christian Louboutin e altri asset di marca rafforzano il segmento luxury, confermando la volontà di presidiare nicchie ad altissima marginalità.
Se le macchine firmate Ferrari si configurano oggi come status symbol globali e strumenti di esclusività piuttosto che di mobilità di massa, gli indici di Borsa e le prospettive future restano legate tanto all'innovazione green quanto alle strategie sui mercati asiatici e americani. Il prossimo lancio della prima supercar elettrica certifica la volontà di rimanere pionieri di una nuova élite del lusso.

Focus su Stellantis, CNH e le performance dell'automotive

La realtà delle vecchie glorie dell'automotive tricolore resta complessa. Stellantis, nata dalla fusione tra FCA e PSA, ha attraversato un biennio difficile segnato da ribassi in Borsa, cali delle vendite e forti svalutazioni legate ai business dei veicoli elettrici. Con una quota del 15,5%, Exor si ritrova a gestire un valore di portafoglio crollato rispetto ai massimi del 2024, nonostante la nomina del nuovo CEO Antonio Filosa abbia infuso fiducia nell'ambiente finanziario. CNH Industrial, con il suo 26,9%, ha fronteggiato a sua volta ricavi in calo e una stagnazione dei margini, in attesa di una ripresa ancora lontana.

  • L'automotive, fuori dal comparto Ferrari, pesa sempre meno sul bilancio Exor, anche per la spiccata volatilità degli ultimi due anni.
  • Il valore cumulato delle partecipazioni Stellantis e CNH si attesta oggi attorno a 5,6 miliardi di euro.
  • Dividendi e dismissioni parziali sono serviti a finanziare la diversificazione in settori meno ciclici.
Il risultato è un portafoglio sempre meno dipendente dall'industria manifatturiera italiana, ricco di storia ma meno strategico in una fase di galoppante transizione tecnologica e ambientale.La quota automotive storica, seppur simbolica, non costituisce più il cuore pulsante della ricchezza della famiglia.

Lingotto: piattaforma investimento per i megatrend del futuro

Menzione a parte merita Lingotto, la piattaforma d'investimento con sede a Londra e controllata interamente da Exor. Sotto la guida diretta di John Elkann, Lingotto si propone come braccio operativo nei settori a più alto contenuto innovativo. Qui l'aggressività sui mercati finanziari consente di offrire una copertura globale sulle tendenze dominanti, sanità, intelligenza artificiale, semiconduttori e tecnologia:

  • Nel 2025, Lingotto ha superato i 10 miliardi di dollari di patrimonio gestito, generando rendimenti a doppia cifra e posizionandosi tra gli operatori più dinamici nell'asset management internazionale.
  • La strategia punta a megatrend destinati a cambiare la vita delle persone e le dinamiche dei mercati: dalla sanità tecnologica ai chip, dalla robotica all'AI.
  • Scommesse su Molina Healthcare, Nvidia, TSMC dimostrano una forte propensione al rischio calcolato e alla ricerca di rendimenti extra-europei.
Grazie al binomio Exor-Lingotto, l'architettura patrimoniale della famiglia è oggi strutturata per incrociare innovazione dirompente e gestione prudente, massimizzando la resilienza finanziaria in periodi di incertezza globale.

Dismissioni e riallocazione: il tramonto degli asset storici

Negli ultimi anni la galassia Agnelli-Elkann ha abbandonato molti presidi storici del capitalismo italiano: Magneti Marelli, PartnerRe, Comau, fino alla uscita dall'editoria nazionale con la vendita di Gedi. Il valore complessivo delle dismissioni dal 2019 ad oggi sfiora i 17 miliardi di euro, mentre i nuovi investimenti, pur inferiori, hanno ridisegnato la mappa del patrimonio familiare fra healthcare, tecnologia e mercati finanziari:

  • La centralità amministrativa e legale si è trasferita definitivamente ad Amsterdam e Londra, lasciando Torino unicamente come simbolo e riferimento identitario.
  • Il capitale viene costantemente riallocato: dismissioni mirate liberano liquidità da destinare ai settori considerati prioritari per crescita e prospettiva internazionale.
  • Le vicende legate all'eredità Agnelli e alle questioni fiscali restano l'unico vero legame materiale con la Penisola.





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Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...