La galassia Agnelli-Elkann è in piena evoluzione: Exor sposta il suo baricentro dagli storici marchi automobilistici verso settori come healthcare, tecnologia e lusso, ridisegnando strategie e patrimoni.
L'era dell'automobile come motore assoluto della ricchezza di famiglia ha lasciato il posto a una strategia radicalmente diversa. Nell'universo Exor, il gruppo che rappresenta l'eredità della dinastia Agnelli-Elkann, l'asse del valore si è spostato dalle storiche catene di montaggio di Mirafiori ai laboratori del biotech e ai big data della sanità globale. Sono soprattutto le mosse di John Elkann ad aver definito un nuovo baricentro per una delle principali holding europee. In meno di un decennio, sono state cedute partecipazioni considerate un tempo intoccabili nel tessuto produttivo italiano, dalla Fiat industriale fino a Iveco e all'editoria di La Stampa. Oggi l'identità finanziaria del gruppo si basa sull'accumulazione di liquidità, sulla semplificazione del portafoglio e su una diversificazione internazionale che privilegia settori ad alto tasso di crescita. Il risultato è una holding sempre meno italiana nelle attività produttive e sempre più connessa ai flussi globali di salute, tecnologia e lusso.
Sotto la regia di John Elkann, il cambiamento nella strategia di portafoglio è stato netto. Nel 2025, Exor ha accumulato oltre 4 miliardi di euro di liquidità, provenienti da dismissioni strategiche come la vendita di una parte di Ferrari e l'uscita da Gedi e Iveco. Queste risorse rappresentano una riserva preziosa in vista di nuove acquisizioni, puntando in modo selettivo su sanità, tecnologia avanzata e beni di lusso:
Nella storia degli Agnelli-Elkann, il superamento dell'automotive da parte dell'Healthcare rappresenta un passaggio epocale. Negli ultimi due anni il peso diretto della sanità (circa 5,8 miliardi di euro tra Philips e Institut Mérieux) ha superato il valore cumulato delle partecipazioni in Stellantis e CNH Industrial (che insieme raggiungono circa 5,6 miliardi). Le cifre raccontano una rivoluzione discreta ma efficace:
|
Comparto |
Partecipazioni principali |
Valore stimato |
|
Automotive & Macchine |
Stellantis (15,5%), CNH (26,9%) |
~ 5,6 miliardi € |
|
Salute & Healthcare |
Philips (19%), Institut Mérieux (10%), Teva, Moderna |
~ 5,8 - 6,4 miliardi € |
All'interno del portafoglio, Ferrari rappresenta un unicum, sia simbolico sia finanziario. La partecipazione in Ferrari (circa 19,5%) vale oggi attorno a 12-13,5 miliardi di euro, confinando il Cavallino nel segmento dei beni ultra-lusso piuttosto che in quello della mobilità di massa. Le quotazioni di Ferrari dominano il net asset value di Exor, rappresentando circa il 40% del totale e l'80% della capitalizzazione borsistica:
La realtà delle vecchie glorie dell'automotive tricolore resta complessa. Stellantis, nata dalla fusione tra FCA e PSA, ha attraversato un biennio difficile segnato da ribassi in Borsa, cali delle vendite e forti svalutazioni legate ai business dei veicoli elettrici. Con una quota del 15,5%, Exor si ritrova a gestire un valore di portafoglio crollato rispetto ai massimi del 2024, nonostante la nomina del nuovo CEO Antonio Filosa abbia infuso fiducia nell'ambiente finanziario. CNH Industrial, con il suo 26,9%, ha fronteggiato a sua volta ricavi in calo e una stagnazione dei margini, in attesa di una ripresa ancora lontana.
Menzione a parte merita Lingotto, la piattaforma d'investimento con sede a Londra e controllata interamente da Exor. Sotto la guida diretta di John Elkann, Lingotto si propone come braccio operativo nei settori a più alto contenuto innovativo. Qui l'aggressività sui mercati finanziari consente di offrire una copertura globale sulle tendenze dominanti, sanità, intelligenza artificiale, semiconduttori e tecnologia:
Negli ultimi anni la galassia Agnelli-Elkann ha abbandonato molti presidi storici del capitalismo italiano: Magneti Marelli, PartnerRe, Comau, fino alla uscita dall'editoria nazionale con la vendita di Gedi. Il valore complessivo delle dismissioni dal 2019 ad oggi sfiora i 17 miliardi di euro, mentre i nuovi investimenti, pur inferiori, hanno ridisegnato la mappa del patrimonio familiare fra healthcare, tecnologia e mercati finanziari:
Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...