Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Superbonus 2026: disponibile in 4 regioni con determinati requisiti con anche sconto in fattura e cessione credito

di Luigi Mannini pubblicato il
superbonus nel 2026

Il Superbonus 2026 si rinnova offrendo nuove opportunità in quattro regioni. Requisiti, beneficiari, tipologie di lavori ammessi e novità su sconto in fattura e cessione del credito.

La nuova proroga del Superbonus al 110% riservata alle ricostruzioni nei territori colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016 rappresenta una svolta determinante per migliaia di cittadini e imprese ancora coinvolti nel recupero edilizio. Dopo una serie di cambi normativi, la Legge di Bilancio e il Decreto Omnibus hanno chiarito che solo chi effettua interventi su immobili ubicati in specifici comuni con stato di emergenza dichiarato potrà effettivamente accedere a questa proroga per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2026. Il quadro normativo permette non solo di proseguire le opere di efficientamento energetico e messa in sicurezza sismica, ma anche di usufruire di strumenti fiscali più vantaggiosi come la cessione del credito e lo sconto in fattura, opzioni ormai abrogate per gli altri bonus edilizi. Questa proroga mira a favorire una ricostruzione più rapida e inclusiva nelle aree gravemente colpite, mantenendo la detrazione al 110% per lavori coerenti con i requisiti stabiliti e intervenendo così concretamente sulla messa in sicurezza del patrimonio edilizio pubblico e privato di queste zone.

Regioni e comuni ammissibili: dove si può richiedere il Superbonus 2026

La platea dei beneficiari è delimitata con precisione dalla normativa. Sono quattro le regioni coinvolte: Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. All’interno di queste, il Superbonus prorogato è riservato solo a determinati comuni identificati dai provvedimenti emergenziali per i sismi del 6 aprile 2009 e dal 24 agosto 2016. Ciò significa che, sul totale del territorio nazionale, solo poco più di 140 comuni rientrano nelle disposizioni agevolative. I criteri di inclusione riguardano la presenza di danni documentati e il riconoscimento del cratere sismico tramite atti ufficiali.

  • Abruzzo: aree colpite dal sisma del 2009, con epicentro principale a L’Aquila;
  • Lazio, Marche e Umbria: comuni inclusi nei crateri delineati dalle ordinanze relative agli eventi del 2016;
Non tutti gli edifici nei comuni citati sono automaticamente ammessi: occorre che la richiesta riguardi immobili effettivamente danneggiati o distrutti. Le zone "extra cratere" (Molise, Campania, Emilia Romagna, Sicilia) invece, hanno potuto beneficiare del Superbonus solo fino al 31 dicembre 2025. La disparità, seppur discussa in sede parlamentare, resta evidente e sottolinea l’urgenza di un rapido completamento dei lavori nelle aree ancora in ritardo con la ricostruzione.

Chi può beneficiare del Superbonus 110% nel 2026: requisiti e tempistiche

L’accesso alla detrazione maggiorata richiede rispetto rigoroso di tre condizioni principali:

  • Presentazione dell’istanza per la ricostruzione dopo il 30 marzo 2024: solo le domande presentate da questa data sono valide per la proroga;
  • Spese sostenute nel 2026 che eccedono il contributo pubblico: la detrazione copre esclusivamente la quota di spese rimaste a carico del richiedente dopo aver utilizzato fondi statali;
  • Modalità di fruizione tramite cessione del credito o sconto in fattura: il modello ordinario di detrazione Irpef in dichiarazione dei redditi non rientra, se non per le spese sostenute entro il 2025.
I beneficiari sono proprietari, usufruttuari o detentori di diritti reali su immobili danneggiati situali nei comuni ricompresi nel cratere sismico. Sono inclusi soggetti privati e imprese, purché le spese siano legate a progetti coerenti e approvati dalle autorità. Occorre inoltre mantenere la coerenza progettuale rispetto agli interventi presentati in fase di domanda e sostenere tutte le spese entro il termine massimo del 31 dicembre 2026. Chi avesse tentato la strada del cosiddetto "Superbonus rafforzato" con maggiorazione dei massimali dovrà invece concludere i lavori entro il 2025 ed è escluso dalla proroga. Questa misura risponde a rigorose esigenze di controllo dei fondi pubblici, ponendo limiti netti sia anagrafici sia di spesa e di tempistica.

Interventi ammessi al Superbonus 2026: tipologie e condizioni

Sono eleggibili solo interventi connessi alla ricostruzione post-sisma. Ciò include sia le opere di riparazione di danni strutturali, sia le soluzioni di efficientamento energetico che contribuiscano sensibilmente alla sicurezza e al risparmio. La normativa in vigore distingue accuratamente tra tipologie di lavorazioni:

  • Lavori principali (trainanti): opere che innalzano l’efficienza energetica, come il miglioramento dell’isolamento termico, la sostituzione di impianti con soluzioni ad alta efficienza (pompe di calore, impianti ibridi) e installazione di fotovoltaico integrato;
  • Lavori accessori (trainati): soluzioni effettuate solo in concomitanza con le lavorazioni trainanti, come la posa di serramenti e la sistemazione delle finiture interne;
  • Interventi antisismici certificati;
  • Spese tecniche: oneri di urbanizzazione, costi per titoli edilizi, parcelle tecniche (progettisti, periti, asseveratori).
L’ammissibilità dipende dallo stretto collegamento dei lavori con la ricostruzione, escludendo interventi non legati a danno sismico o a strategie dimostrabili di risparmio energetico. Il rispetto delle classi energetiche (salto di almeno due livelli o raggiungimento di quella più alta possibile) rimane requisito essenziale. Tutte le opere devono essere completate secondo cronoprogramma e con spese tracciabili fino a esaurimento dei fondi disponibili.

Lavori trainanti e trainati: efficientamento energetico e ricostruzione

La normativa distingue in modo puntuale tra lavorazioni "trainanti" e "trainate". Le prime, indispensabili per accedere all’agevolazione, riguardano interventi strutturali sull’involucro dell’edificio, come l’isolamento a cappotto e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con sistemi ad alta efficienza (es. pompe di calore, impianti ibridi o caldaie a condensazione controllate). Particolare attenzione riceve l’installazione di impianti solari, sia fotovoltaici che termici, con relativo accumulo.

  • Lavori trainanti: cappotto termico, sostituzione impianto di riscaldamento, adeguamento antisismico.
  • Lavori trainati: sostituzione infissi, schermature solari, installazione di domotica, rifiniture collegate a interventi principali, realizzate insieme a quelli trainanti.
Sono esclusi dalla proroga interventi non strettamente funzionali alla ricostruzione, come manutenzioni ordinarie o ammodernamenti non collegati ai danni sismici. La ratio della disposizione è permettere una modernizzazione reale e sostenibile degli edifici, lasciando spazio solo a lavorazioni che apportano modifiche significative.

Riduzione rischio sismico e spese accessorie ammesse

Gli interventi di riduzione della vulnerabilità sismica continuano a essere centrali per la ricostruzione. È agevolabile l’esecuzione di opere che consentano il passaggio a classi sismiche inferiori, attraverso consolidamenti, rinforzi strutturali e ristrutturazioni certificate. Condizione essenziale è la dimostrazione del nesso diretto tra danno subito dall’edificio e evento sismico, documentato da pratiche AeDES e perizie tecniche.

Tra le spese accessorie finanziate rientrano:

  • parcelle professionali
  • studi di fattibilità, certificazioni e asseverazioni
  • oneri burocratici e amministrativi
  • rilascio titoli edilizi
Tali spese possono essere incluse se risultano indispensabili alla realizzazione dei lavori agevolabili.

Cessione del credito e sconto in fattura nel 2026: modalità e limiti

Solo coloro che effettuano lavori nei comuni del cratere sismico per interventi ammissibili possono continuare a fruire di cessione del credito e sconto in fattura per le spese sostenute nel 2026. Queste due modalità tornano decisive per ridurre l’esborso diretto dei beneficiari:

  • Cessione del credito: la detrazione fiscale si trasforma in credito d’imposta cedibile a terzi (ad esempio, istituti finanziari o altri privati);
  • Sconto in fattura: lo sconto viene applicato direttamente dall’impresa che realizza i lavori, che poi recupera il credito tramite compensazione fiscale.
Il plafond complessivo è fissato a 400 milioni di euro per il biennio 2024-2026: una volta esaurito, non saranno accettate ulteriori domande ufficiali. Solo le istanze complete e in ordine di presentazione sono ammesse fino a capienza fondi. Le spese devono essere certificate e sostenute in modo tracciabile. La detrazione diretta in dichiarazione dei redditi per le spese 2026 non è consentita (eccetto casi specifici regolati dalla normativa per annualità precedenti). Si ricorda che questa opportunità rappresenta una deroga rispetto alle regole restrittive sugli altri bonus edilizi, dove tali opzioni sono state abrogate.

Differenze tra Superbonus nelle aree terremotate e fuori cratere

La differenza principale risiede nell’ambito territoriale e nelle condizioni di accesso. Nei comuni colpiti dai sismi 2009 e 2016, la misura permette ancora la possibilità di usufruire della detrazione al 110% con le agevolate modalità di cessione del credito e sconto in fattura, riservata però a spese eccedenti i fondi di ricostruzione pubblici e vincolata al rispetto dei requisiti delineati. Al contrario, al di fuori di queste zone, le detrazioni 2026 sono molto più ristrette:

  • per gli immobili "extra cratere", il Superbonus non è più applicabile per nuove domande;
  • si applicano misure ordinarie come il Bonus Ristrutturazioni (detrazione fino al 50% per prima casa) o Ecobonus (dal 36% al 50% a seconda dei casi e del tipo di immobile);
  • modalità di fruizione più limitate: solo detrazione diretta in dieci anni per la maggior parte dei casi, senza possibilità di sconto in fattura e cessione del credito.
Restano dunque evidenti due regimi separati: uno rafforzato e più favorevole per chi ricostruisce dopo il sisma nelle aree individuate, l’altro ridotto secondo i parametri ormai consolidati per tutto il territorio nazionale.


Leggi anche