La GDO italiana tra supermercati e discount vive profonde trasformazioni: evoluzione economica, strategie di mercato, leadership dei gruppi, innovazioni e sfide che stanno ridisegnando il retail.
Lo scenario della grande distribuzione organizzata (GDO) in Italia si presenta, nell'ultimo biennio, all'insegna di equilibri sempre più complessi tra crescita dei fatturati, pressione sui margini e incremento dell'efficienza operativa. Supermercati e discount, protagonisti di questo contesto, si sono confrontati con le ricadute di una dinamica inflazionistica rallentata, come rilevato dall'Istat, ma con costi operativi ancora in crescita e una concorrenza che continua ad alimentare polarizzazione e processi di concentrazione fra le grandi insegne.
Il rapporto GDO 2026 redatto dall'Area Studi Mediobanca, basato sull'analisi di 118 player nazionali e 30 internazionali, fotografa un settore che, nel solo 2025, ha registrato un +4,3% di vendite, portando il fatturato aggregato a quasi 110 miliardi di euro IVA esclusa. Negli ultimi sei anni, la crescita a valore delle vendite ha raggiunto il 30,9% complessivo, delineando un mercato in cui la spinta verso l'innovazione e la gestione attenta dei costi continuano a essere determinanti per la sostenibilità delle performance economiche.
L'intero comparto della GDO alimentare italiana ha attraversato dal 2019 al 2024 una fase di espansione trainata da aumento del valore delle vendite (+30,9%) e un tasso medio annuo di crescita (CAGR) del 5,5%. Il 2025 si è distinto per un incremento delle vendite del 4,3%, segnando un'accelerazione rispetto al 2024 (+2,3%), in un contesto in cui l'inflazione, secondo dati ISTAT, è rimasta praticamente stabile. Il fatturato cumulativo dei principali operatori, ove esclusa l'IVA, ha raggiunto quota 109,8 miliardi di euro, beneficiando di una solida domanda su prodotti a maggiore valore e su segmenti a crescita più sostenuta come discount e format innovativi.
I ricavi da attività promozionale hanno marcato una crescita annua del 4,1% nel periodo 2019-2024, arrivando a rappresentare il 6,5% delle vendite totali dei dettaglianti. Le strategie di pricing e promozione, insieme alla sempre maggiore incidenza della marca del distributore, sono state leve decisive per sostenere il ritmo di crescita, soprattutto in un contesto caratterizzato da una crescente selettività dei consumatori e maggiore attenzione alla convenienza. Da segnalare:
Il comparto della distribuzione alimentare è caratterizzato da una elevata incidenza del lavoro: mediamente, le insegne italiane destinano il 12,5% delle vendite al personale, il 3,1% a logistica e trasporti e l'1,9% alle spese energetiche. In relazione ai margini, il settore mostra livelli generalmente contenuti ma differenziati a seconda del format. L'Ebit margin medio della GDO si attesta al 2,7% (con una media 2,5% negli ultimi sei anni), un dato che resta distante dal 4,6% dei produttori di alimentari e bevande. Il ROI medio, pari al 7,1%, segnala un ritorno sugli investimenti stabile ma inferiore a quello della distribuzione non alimentare (10,5%). Si osservano importanti differenze tra i format di vendita:
I discount hanno consolidato la loro posizione divenendo sempre più centrali nei modelli di consumo italiani. Negli ultimi anni hanno registrato un incremento del fatturato del 3,6% solo nel 2024, con una crescita media annua pari all'8,4% tra il 2019 e il 2024. La marginalità operativa dei discount risulta nettamente superiore rispetto ai formati tradizionali: l'Ebit margin sale al 5,1%, praticamente il doppio rispetto agli altri operatori del settore alimentare, mentre il ROI (16,6%) testimonia una capacità di remunerare il capitale investito non replicata da supermercati e ipermercati. La struttura dei costi di questi format si caratterizza per:
La concentrazione del mercato ha prodotto una crescita delle principali insegne sia in termini di performance finanziarie che di quota di mercato. Relativamente al periodo 2019-2024, Eurospin si afferma leader per utili cumulati (oltre 1,93 miliardi di euro), tallonata da VéGé (1,69 miliardi) e Selex (1,65 miliardi). In ambito cooperativo, PAC 2000A del Gruppo Conad, Coop Alleanza 3.0, Conad Nord Ovest e Unicoop Firenze si distinguono per volumi di vendita nell'anno 2024.
La redditività per metro quadro vede Esselunga come punto di riferimento con 16.071 euro, seguito, tra le principali insegne internazionali, da Sainsbury, Tesco, Coles e Woolworths. Le tabelle comparative della redditività mettono in evidenza come alcune realtà italiane superino i benchmark esteri, in particolare grazie a ottimizzazione di assortimenti, logistica e investimenti mirati negli store fisici:
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Insegna |
Ebit margin 2024 |
ROI 2024 (%) |
|
Eurospin |
5,1% |
16,6% |
|
Esselunga |
4,9% |
14,8% |
|
Agorà |
5,2% |
14,3% |
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Selex |
3,3% |
10,3% |
|
VéGé |
2,9% |
9,2% |
|
Crai |
0,9% |
4,0% |
L'attenta gestione della redditività e gli investimenti in tecnologia e logistica continuano a essere i driver principali per la competitività, sia a livello nazionale che europeo.
L'innovazione e la trasformazione digitale hanno ridefinito i paradigmi del retail alimentare, con la MDD (Marca del Distributore) che ha superato il 30% di quota in Italia, arrivando a fatturare oltre 31 miliardi nel 2025. L'incremento di valore della MDD è stato sostenuto dall'espansione nei segmenti Premium e Funzionale (bio, free-from, arricchiti), mentre il comparto Fresco resta un punto di forza distintivo a livello europeo, con una quota in costante aumento. I retailer stanno puntando su alcuni pilastri strategici:
La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...