Il settore dei supermercati e della grande distribuzione in Italia affronta cambiamenti, nuove strategie dei consumatori, innovazioni digitali, sfide strutturali e prospettive verso il 2026.
Gli ultimi dati segnalano una positiva ma contenuta dinamica di crescita nei supermercati e nel settore della GDO, influenzata da mutamenti nelle abitudini di acquisto e dalla generale tendenza al risparmio delle famiglie italiane. In questo contesto la segmentazione dei canali distributivi è sempre più marcata: supermercati, discount e superstore evidenziano performance differenti sia in termini di volumi che di valore.
La pressione promozionale resta significativa ma in lento calo, mentre la marca del distributore consolida la propria presenza nel carrello degli italiani. Sfide strutturali, leve di innovazione e l'impatto delle nuove tecnologie modificano le strategie dei principali operatori, costretti a rispondere a una competizione agguerrita e a un consumatore sempre più attento a sostenibilità, prezzo e qualità.
L'analisi dei dati restituisce una fotografia complessa dei vari canali distributivi, sempre più aperti anche di domenica. Nel 2024, il fatturato della distribuzione si è attestato attorno ai 135,1 miliardi di euro, con una crescita complessiva del +1,8% rispetto all'anno precedente (fonte: NielsenIQ). In testa agli incrementi si trovano gli specializzati nel drug (+8,8%), seguiti dai supermercati (+2,6%), discount (+2,3%) e superstore (+2,1%). Segno opposto, invece, per i liberi servizi (-2,4%) e gli ipermercati di grandi dimensioni (>4500 mq) che segnano un -1,9%:
L'e-commerce alimentare prosegue la propria espansione, anche se con trend più stabili rispetto ai picchi pandemici. Il quadro risulta influenzato dal permanere di segmenti dove i volumi calano e il valore cresce tramite l'incremento dei prezzi unitari e una selezione qualitativa dei canali da parte della clientela.
Le famiglie italiane interpretano le proprie abitudini di spesa attraverso una logica di contenimento dei costi, moltiplicando le visite ai punti vendita per gestire il budget in modo più efficiente e cogliere le offerte migliori. In generale, la pressione promozionale resta elevata, anche se leggermente calante (dal 23,4% al 24,3% di vendite in promozione). È evidente che i consumatori hanno cambiato il modo di approcciare le promozioni: meno scorte e più acquisti mirati:
L'innovazione tecnologica e la transizione verso modelli più sostenibili rappresentano le priorità indicate dai principali studi sul settore. Le imprese della distribuzione modernizzano la gestione interna attraverso l'adozione di intelligenza artificiale, big data e soluzioni automatizzate per ottimizzare logistica, stock e la customer experience. In quest'ottica:
Le principali criticità che impattano sulla GDO dipendono da un mercato competitivo e prossimo alla saturazione. Le imprese affrontano la riduzione del potere d'acquisto della clientela, una pressione costante sui margini di profitto e la concorrenza dei discount e delle piattaforme digitali. Un problema resta la gestione della supply chain in un contesto di volatilità dei prezzi, crisi geopolitiche, aperture 7 giorni su 7 ed esigenze crescenti in tema di sostenibilità ambientale.
A queste sfide strutturali si sommano:
Secondo le indagini di settore, la maggior parte dei manager del largo consumo confezionato prevede per il 2026 una sostanziale continuità rispetto al 2025. Circa due terzi degli operatori interpretano il prossimo anno come privo di sorprese positive: solo il 12% si attende un miglioramento sensibile, mentre il 22% teme un peggioramento.
I dati emersi dalle stime più recenti evidenziano che, nel contesto attuale, le intenzioni di acquisto restano appena sopra la soglia di stabilità: le previsioni a valore suggeriscono un incremento contenuto (+0,9% rispetto al 2025), guidato dagli aumenti di prezzo, mentre i volumi sono attesi in calo dello 0,4%:
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Prospettiva manageriale sul 2026 |
% di risposte |
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Scenario invariato rispetto al 2025 |
66% |
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Peggioramento della situazione |
22% |
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Miglioramento atteso |
12% |
L'arena competitiva si preannuncia ancora più affollata, con operatori sia tradizionali che innovativi pronti a contendersi quote di mercato attraverso maggiore efficienza, sviluppo omnicanale e attenzione verso nuovi trend di consumo. In particolare, i formati di prossimità e gli specialisti di valore, come i discount, continueranno a esercitare un appeal significativo sugli italiani, spingendo le imprese a rafforzare la distintività dell'offerta e a diversificare le linee di business con servizi b2c e b2b aggiuntivi.
I margini resteranno sotto pressione: il mantenimento dell'equilibrio tra sostenibilità, qualità, convenienza e capacità di investimento in innovazione sarà decisivo. Inoltre, la tutela della trasparenza nei processi, la collaborazione lungo la filiera e l'adeguamento a normative più stringenti in materia ambientale rappresenteranno driver essenziali per la competitività.