Il percorso di Amazon nei supermercati senza personale subisce una battuta d'arresto: chiudono i punti vendita Go e Fresh, mentre il colosso punta su Whole Foods e ridefinisce la propria strategia nel settore alimentare.
Quando nel 2018 sono stati lanciati i negozi Amazon Go negli Stati Uniti, il settore del retail è stato attraversato da un’ondata di entusiasmo e aspettativa. Il modello "senza cassa" e privo di personale di vendita al dettaglio sembrava promettere un salto tecnologico verso un’esperienza di acquisto senza attriti, capace di ridefinire le abitudini dei consumatori. Tuttavia, a distanza di alcuni anni, questo esperimento ha visto la propria parabola discendente. La chiusura dei 15 punti vendita Go insieme ai 57 Amazon Fresh segna una svolta nell'approccio dell'azienda americana alla vendita alimentare su territorio fisico.
I motivi di questa scelta sono profondi e coinvolgono sfide tecnologiche, limiti economici e aspettative degli investitori. Al tempo stesso, emerge una riorganizzazione strategica che punta con decisione su Whole Foods Market, realtà già acquisita da Amazon nel 2017, e su sistemi di consegna rapida dei generi alimentari acquistati online.
L’esperienza maturata nella gestione dei negozi Amazon Go e Amazon Fresh ha portato a una serie di valutazioni che hanno determinato la chiusura totale di tali format negli Stati Uniti, fissata per l’1 febbraio. Analizzando le ragioni di questa decisione, emergono tre grandi macro-aree di criticità:
È importante sottolineare come questi risultati non rappresentino un fallimento assoluto dell’idea di retail automatizzato, ma piuttosto l’ammissione, da parte dell’azienda, di non aver ancora individuato il giusto mix tra efficienza, servizio e sostenibilità economica per poter rendere scalabili questi modelli in maniera profittevole. Non è stata esclusa la possibilità di nuove sperimentazioni future, ma l’attuale ridimensionamento segnala la necessità di ottimizzare le risorse e concentrarsi sulle aree con maggiori margini di crescita.
All’interno di questa ricalibrazione strategica, Whole Foods torna a rappresentare il cuore pulsante della divisione grocery per la multinazionale americana. Acquisita nel 2017, questa catena ha consentito al colosso di Jeff Bezos di accedere a un segmento premium della grande distribuzione organizzata, già riconosciuto per la qualità dei prodotti, la presenza fisica capillare negli Stati Uniti e l’attenzione alle richieste dei clienti.
L’obiettivo, confermato dalle recenti dichiarazioni del CEO Andy Jassy, è rafforzare il servizio di consegna immediata dei prodotti alimentari, in particolare quelli deperibili, tramite la piattaforma e-commerce. Oggi questo servizio copre oltre 2.300 città statunitensi, consentendo ai clienti di ricevere la spesa in poche ore dall’ordine. Per illustrare sinteticamente le principali direttrici del nuovo modello operativo, si può intervenire con una semplice tabella:
| Modello | Focus | Obiettivo |
| Whole Foods Market | Negozio fisico, fascia premium, qualità | Presidio territoriale e fidelizzazione |
| Consegna alimentari | Ordine online, logistica avanzata | Rapidità nell’evasione, riduzione tempi d’attesa |
Questa strategia mira a integrare esperienze fisiche e digitali, valorizzando sia il contatto diretto nei punti vendita Whole Foods, sia la praticità delle consegne rapide. Il retail alimentare di alta fascia e la struttura distributiva capillare rappresentano una leva fondamentale per innovare senza rinunciare ai principi di affidabilità e competenza ormai riconosciuti alla società.
L’approccio Amazon alla consegna è fondato sulla combinazione di intelligenza artificiale, ottimizzazione delle rotte di consegna e gestione intelligente degli stock, ma senza sacrificare il valore aggiunto del contatto umano nei supermercati fisici. Si tratta di un bilanciamento delicato, in cui la società ha deciso di investire guardando sia alle esigenze di una clientela premium sia all'evoluzione della spesa digitale.