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Tax free per shopping degli stranieri in Italia: come funziona la tassa dimezzata nel 2026 e perché sta avendo grande successo

di Marianna Quatraro pubblicato il
Tassa dimezzata nel 2026

La normativa sul tax free shopping in Italia evolve con la tassa dimezzata dal 2026. Ridotta la soglia minima per il rimborso IVA, aumentano acquisti degli stranieri, rilanciando turismo, made in Italy.

Nel panorama internazionale dello shopping turistico, le modifiche normative hanno reso l'Italia una delle destinazioni più attrattive per i viaggiatori extra europei desiderosi di fare acquisti nel Bel Paese. La riduzione della soglia per accedere al rimborso IVA, introdotta con la Legge di Bilancio 2024, ha segnato una svolta nell'approccio nazionale verso uno strumento già consolidato a livello europeo: il tax free shopping. Fino a gennaio 2024, il limite minimo era fissato a 154,94 euro; grazie al nuovo provvedimento, dal 1° febbraio dello stesso anno è sufficiente una spesa di 70 euro per accedere all'esenzione, rendendo l'Italia finalmente allineata agli standard europei.

Questo cambiamento ha avuto l'obiettivo di stimolare la competitività italiana rispetto ad altre mete dello shopping internazionale e di favorire la crescita economica tramite l'aumento dei flussi turistici e la valorizzazione del Made in Italy. Il taglio della soglia, infatti, è stato progettato per ampliare la platea di consumatori eleggibili, democratizzando il beneficio e incentivando spese distribuite su tutto il territorio.

Tax free shopping, come funziona dopo la soglia ridotta

Il tax free shopping è un regime di esenzione fiscale previsto per i visitatori domiciliati o residenti fuori dall'Unione Europea che effettuano acquisti in Italia. Lo schema si basa sul rimborso dell'IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) applicata ai beni di consumo acquistati presso negozi aderenti al circuito, a patto che tali beni siano destinati a uso personale/familiare e trasportati fuori dall'UE entro tre mesi dall'acquisto.

Dopo il decisivo abbassamento della soglia a 70 euro, la procedura per beneficiare dell'agevolazione si è semplificata, grazie alla digitalizzazione gestita dalla piattaforma OTELLO (Online Tax Refund at Exit) dell'Agenzia delle Dogane. Al momento dell'acquisto, lo shopper extra-europeo:

  • deve presentare un documento d'identità valido (passaporto),
  • verificare che sulla fattura ricevuta dal negoziante sia presente il codice di richiesta generato da OTELLO,
  • assicurarsi che il negoziante sia affiliato al programma tax free shopping (riconoscibile da apposito logo o cartellino),
  • sapere che esistono sia la modalità di sgravio diretto che quella di rimborso successivo, gestite da società specializzate.
La svolta digitale introdotta negli ultimi anni consente di evitare le tradizionali lunghe attese e il rischio di errori burocratici. L'intera procedura si conclude ai varchi doganali nazionali: al momento dell'uscita dall'Italia - o in caso di viaggio con scalo, dallo Stato UE di ultima partenza -, il viaggiatore sottopone la documentazione e, se richiesta, la merce stessa al controllo doganale, ottenendo così il visto digitale che autorizza il rimborso.

Tra le accortezze da seguire vi sono: non imbarcare i prodotti prima del controllo, chiedere il modulo tax free contestualmente all'acquisto, e conservare la documentazione relativa. Così si scongiurano gli errori più comuni che portano molti turisti a dimenticare i soldi del rimborso, come dimostrano le esperienze di clienti brasiliani o di altri paese extra-UE mal informati sulle ultime regole del sistema nel 2026.

Impatto della nuova soglia sul turismo e sui flussi di spesa

L'introduzione della soglia ridotta ha un effetto immediato e tangibile sui flussi turistici e sulla spesa degli stranieri. Secondo i dati diffusi da Global Blue, tra febbraio 2024 e gennaio 2025 le transazioni tax free sono aumentate del 44%, mentre il valore complessivo della spesa è cresciuto del 5%. Più di 500.000 nuovi shopper provenienti da Paesi extra-UE hanno scelto di acquistare beni nella fascia di prezzo 70-154,94 euro, una categoria di spesa fino ad allora esclusa dal beneficio.

Questa evoluzione ha incrementato notevolmente la competitività dell'Italia nel panorama europeo, facendo segnare un'accelerazione rispetto ai trend degli ultimi anni. Nel biennio 2023-2024, l'Italia si è distinta come leader in Europa per la spesa tax free degli stranieri, con un aumento dei volumi del 20% e un CAGR del 6,6% rispetto al periodo pre-pandemico. Gli effetti si sono riverberati sull'intero ecosistema turistico: l'accesso facilitato agli sconti ha stimolato i viaggi di shopping, incentivando pernottamenti più lunghi e visite in località non convenzionalmente scelte per acquisti. Si stima che il provvedimento abbia generato un indotto nell'ordine di circa 119 milioni di euro all'anno, secondo le stime del Ministero del Turismo.

L'impatto sul comparto retail è altrettanto evidente: oggi oltre un quarto dei 54 miliardi di euro spesi complessivamente dai turisti internazionali in Italia è destinato agli acquisti, e circa il 10% di questa cifra proviene da cittadini extra europei. La crescita più marcata, +11,7% sul 2024, è attribuibile proprio agli acquirenti non UE.

Nazionalità protagoniste acquisti tax free e trend di crescita

I dati illustrano l'evoluzione del turismo dello shopping in Italia, evidenziando la pluralità dei mercati coinvolti. Gli americani mantengono il primato assoluto per spesa e numero di transazioni, con oltre il 25% delle operazioni tax free totali registrate nel 2024 e una crescita del 26% nella fascia 2019-24. Il trend di crescita appare sostenuto anche dalle contingenze geopolitiche internazionali, come l'aumento di dazi negli Stati Uniti, che rendono più conveniente fare acquisti in Europa.

Fra le nazionalità emergenti spiccano i turisti asiatici e latinoamericani. I visitatori cinesi, pur non avendo ancora ripreso i livelli pre-pandemia, mostrano un tasso di crescita a doppia cifra (+39%); i turchi e i brasiliani evidenziano rispettivamente aumenti del +67% e +155%. Gli svizzeri si consolidano come un mercato di riferimento sotto la nuova soglia, mentre i cittadini dei Paesi Arabi si contraddistinguono per una spesa media elevata, soprattutto in settori come moda e gioielleria.

La tabella seguente sintetizza le principali nazionalità protagoniste e le rispettive quote di transazioni nella fascia 70-154,94 euro:

Nazionalità

% nuove transazioni

Stati Uniti

18%

Latinoamericani

12%

Svizzeri

9%

Turchi

7%

Dalle grandi città alle destinazioni secondarie ai centri minori

Uno dei risultati più dell'abbassamento della soglia riguarda la distribuzione geografica degli acquisti. Se in passato oltre tre quarti delle transazioni si concentravano nelle quattro città principali - Roma, Milano, Firenze e Venezia - oggi la loro quota aggregata è scesa al 52%, lasciando spazio a destinazioni meno note ma sempre più scelte dai viaggiatori internazionali.

La misura ha quindi incentivato la scoperta e la valorizzazione dei centri minori, con crescite impressionanti in località come Catania (+73%), Como (+69%), Napoli (+63%), Verona (+61%), oltre che in mete di richiamo come Amalfi, Assisi e Bologna. L'aumento medio delle transazioni nelle destinazioni secondarie ha portato la loro quota dal 11% al 27% sul totale italiano, creando nuove occasioni di sviluppo per il turismo locale e una migliore distribuzione dei benefici generati dallo shopping tax free.

Benefici per il Made in Italy e il piccolo artigianato

La riduzione della soglia di spesa ha contribuito in modo decisivo alla valorizzazione del tessuto produttivo locale, specie nel settore artigianale. I numeri parlano chiaro: le transazioni presso piccole attività e botteghe sono cresciute del 56%, i volumi di spesa del 12%. Questo effetto è andato ben oltre la crescita nazionale generale, confermando la capacità della misura di rafforzare i comparti più autentici del Made in Italy.

I settori più premiati includono:

  • pelletteria e borse (+56% transazioni, +17% spesa),
  • calzature (+85% transazioni, +29% spesa),
  • profumi e cosmetici (+150% transazioni, +49% spesa).
Prodotti simbolo che contribuiscono a sostenere l'identità e la cultura locali, nonché a incrementare l'export indiretto verso i mercati di provenienza dei turisti. Gli acquirenti più giovani e curiosi, attratti dalla possibilità di accedere a beni unici a prezzi vantaggiosi, trovano nel nuovo tax free shopping uno strumento di accesso privilegiato ai saperi artigianali italiani.

Come ottenere il rimborso IVA e gli errori da evitare nel 2026

Per accedere al rimborso IVA, il viaggiatore extra-UE deve:

  • verificare che il negozio sia convenzionato con il programma tax free,
  • presentare il passaporto al momento dell'acquisto,
  • assicurarsi che sulla fattura compaia il codice di richiesta OTELLO,
  • conservare la ricevuta e tutta la documentazione.
Dal 2026 tutti i moduli sono digitalizzati, con notevole semplificazione della procedura. Il passaggio obbligato ai chioschi OTELLO o agli uffici doganali in aeroporto è spesso preceduto dal controllo del prodotto. Un errore comune è imbarcare il bene acquistato prima del controllo; se il prodotto risulta già nel bagaglio registrato, si rischia di perdere il rimborso.

Le principali problematiche riscontrate dagli acquirenti internazionali includono:

  • mancata richiesta del modulo tax free contestualmente all'acquisto,
  • dati anagrafici non correttamente inseriti sul sistema digitale,
  • smarrimento della documentazione fiscale,
  • tempi troppo stretti tra acquisto e partenza (la pratica richiede alcune ore per essere finalizzata).
A facilitare l'ottenimento rapido del rimborso contribuiscono sistemi di pagamento digitali, carte prepagate internazionali e le Tax Refund Agency, società che gestiscono la restituzione dell'IVA in modo automatizzato. Attenzione: ogni nazione ha regole proprie, ma per il regime italiano valgono le disposizioni aggiornate al 2026, come stabilito dalle circolari ADM e dalle normative contenute nei decreti attuativi.

L'abbassamento della soglia per lo shopping tax free non è solo una misura temporanea, ma prospetta effetti di lungo periodo per l'economia nazionale. Questa scelta legislativa tende a rendere strutturali i risultati positivi sinora visti: incremento dei flussi di visitatori internazionali, diversificazione degli itinerari turistici, maggiore visibilità delle aree meno note e rafforzamento del tessuto produttivo locale.

Oltre all'impatto diretto sul comparto retail e turistico, si prevede una crescita trasversale nei settori collegati all'ospitalità, nei servizi e nell'export culturale tramite il Made in Italy. La sfida futura riguarderà la capacità di mantenere attrattiva l'offerta, promuovere la digitalizzazione dei servizi e assicurare nuove forme di accoglienza personalizzata, in coerenza con le esigenze di un pubblico sempre più internazionale ed esigente.