Cosa cambia per la destinazione del Tfr dei dipendenti privati con le nuove regole del silenzio-assenso
Dalla metà del 2026, il trattamento di fine rapporto (TFR) nella gestione dei dipendenti privati conosce una svolta significativa grazie all’intervento della Legge di Bilancio, destinato a incidere sull’intero panorama previdenziale italiano.
L’introduzione di nuove normative ridisegna le modalità con cui il lavoratore può decidere l’impiego del proprio TFR, rafforzando la previdenza complementare come seconda fonte di sostegno alla pensione pubblica. In quest’ottica, il meccanismo del silenzio-assenso assume un ruolo centrale nell’adesione automatica ai fondi pensione per i neoassunti e ridisegna gli obblighi delle aziende in termini di versamenti e comunicazioni, ridefinendo diritti e possibilità di scelta per i lavoratori.
La Manovra Finanziaria 2026 prevede alcune modifiche per l'impianto normativo relativo al trattamento di fine rapporto nel settore privato, ridefinendo sia le soglie dimensionali aziendali obbligate ai versamenti sia le regole di adesione alla previdenza integrativa. I principi revisioni puntano a:
Nello stesso tempo, dal 1° luglio 2026 viene introdotto il meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti (ad esclusione del lavoro domestico), mentre resta il principio della scelta individuale per gli altri lavoratori già in forza. Si rafforza inoltre il sistema informativo e di comunicazione a carico dei datori di lavoro, necessari per assicurare la piena consapevolezza delle opzioni disponibili e degli effetti di un’eventuale mancata decisione esplicita.
Dal 1° luglio 2026, per i dipendenti privati assunti per la prima volta prende forma un cambiamento radicale: in assenza di una manifestazione esplicita entro 60 giorni dalla prima assunzione, il lavoratore viene automaticamente iscritto a una forma pensionistica complementare collettiva. Questo ribalta la logica precedente in cui il silenzio veniva interpretato come mero consenso tacito e propone invece un sistema di adesione automatica.
Le principali caratteristiche della novità si articolano su diversi livelli:
L’impianto del silenzio-assenso mira, per questa categoria, a favorire una più ampia partecipazione ai sistemi di previdenza privata senza compromettere l’autodeterminazione degli individui.
Le imprese del settore privato devono adattarsi a nuovi obblighi dimensionati secondo la media annua del personale e a nuovi adempimenti procedurali. Dal 1° gennaio 2026, la normativa ridefinisce le soglie di dipendenti che impongono il versamento del TFR maturando al Fondo Tesoreria INPS per i lavoratori non aderenti alla previdenza complementare.
| Periodo | Soglia dipendenti (media annua) |
| 2026 - 2027 | 60 |
| 2028 - 2031 | 50 |
| 2032 e oltre | 40 |
Le imprese che superano la soglia nel corso di qualsiasi anno dovranno confluire nel Fondo INPS già a partire dall’anno successivo, secondo quanto previsto dalla legge n. 199/2025. Questo meccanismo spinge verso la riduzione del TFR accantonato in azienda, raffinando il principio della retribuzione differita e rafforzando l’alimentazione dei fondi pensione.
Contestualmente, si rafforzano le responsabilità informative a carico delle aziende, che diventano soggetti attivi non solo nei rapporti con l’ente previdenziale ma anche verso il dipendente. La gestione corretta del flusso informativo e delle scelte dei lavoratori dovrà essere documentata e conservata, unitamente alla trasmissione dei versamenti previsti dalla legge.
Durante la fase transitoria fino al 2027, la soglia di 60 addetti rende interessate anche numerose medie imprese, con il conseguente ampliamento degli oneri amministrativi e gestionali. Dal punto di vista fiscale e contabile, le operazioni di conferimento al Fondo si associano a normative specifiche in tema di deducibilità e dichiarazione, guidate dal nuovo contesto legislativo.
L’aggiornamento della normativa comporta, per il datore di lavoro, una ridefinizione delle pratiche aziendali sulla gestione del TFR, con la necessità di allinearsi tempestivamente alle nuove regole e monitorare annualmente la propria dimensione occupazionale.
I lavoratori acquisiscono nuove opportunità di decisione riguardo alle modalità di gestione del TFR, in una cornice normativa che mette la trasparenza e i diritti individuali al centro. Secondo le disposizioni vigenti dal luglio 2026, spetta al dipendente, in particolare se neoassunto, valutare consapevolmente l’adesione alla previdenza integrativa: