Il mercato dei mutui in Italia nel 2025 cambia volto: cambiano le tipologie più richieste, emergono differenze regionali in durata e importi, cresce la domanda di mutui green.
Dopo un periodo segnato da forte volatilità, sia le famiglie sia gli istituti di credito hanno manifestato una rinnovata fiducia, testimoniata da condizioni di accesso al credito più stabili e da una maggiore propensione alla richiesta. Gli osservatori del settore evidenziano che tassi di interesse competitivi, durate più lunghe e importi medi richiesti in crescita hanno ridisegnato le preferenze dei richiedenti.
In particolare, si è rafforzato il ricorso a nuovi strumenti finanziari e tipologie innovative di prestito, rispondendo sia a esigenze di sicurezza economica sia di efficientamento energetico. Nel contesto attuale, l'equilibrio tra sicurezza della rata e minor impatto ambientale degli immobili si coniuga con la volontà di accedere al bene casa senza più rinunciare a soluzioni personalizzate.
Il 2025 ha confermato che la domanda si è fortemente polarizzata sulle seguenti tipologie di finanziamento:
Sebbene il mutuo a tasso variabile si sia confermato nel 2025 come la soluzione teoricamente più conveniente, la stragrande maggioranza dei richiedenti ha continuato a privilegiare il tasso fisso. Questa preferenza viene motivata anzitutto dalla ricerca di stabilità e prevedibilità: bloccare la rata sul lungo periodo permette alle famiglie di pianificare più facilmente il proprio budget, senza temere possibili aumenti futuri dei costi. È particolarmente evidente tra chi ha una capacità di spesa limitata o una significativa esposizione finanziaria. Per questi soggetti, una rata costante rappresenta una garanzia contro rischi macroeconomici e bancari.
Le statistiche degli ultimi mesi del 2025 confermano che, nonostante uno storico vantaggio iniziale per il variabile (circa 33 euro di risparmio mensile su un ventennale da 100.000 euro), la forbice tra i due prodotti è giudicata troppo ridotta per giustificare la rinuncia alla sicurezza. La volatilità dei mercati internazionali, unita a incertezze geopolitiche e all'aumento del rendimento dei Bund tedeschi - che incide sui parametri IRS dei tassi fissi - ha contribuito ad accrescere la cautela. Di conseguenza, oltre il 90% delle nuove richieste, in molti casi addirittura il 96%, si è indirizzato verso il fisso, nell'intento di assicurare una tutela costante alle proprie finanze.
L'ultimo periodo ha registrato un notevole incremento nei finanziamenti per l'acquisto di immobili eco-sostenibili e per quelli che consentono il finanziamento pressoché totale del valore della casa. I mutui green, riservati ad abitazioni in classe A o B, offrono tassi di interesse inferiori (in media, uno sconto di circa 40-47 punti base rispetto ai mutui ordinari), garantendo un risparmio anche superiore ai 18.000 euro su piani trentennali. Non è trascurabile anche il beneficio sui costi energetici annuali, oltre alla maggiore patrimonializzazione garantita dal valore di rivendita. Parallelamente, sempre più italiani fanno ricorso al mutuo ad alto Ltv.
Queste soluzioni hanno visto una diffusione crescente non solo tra under 36, ma anche tra famiglie, single e lavoratori con contratti stabili ma risparmi limitati. Una delle novità principali, infatti, è stata l'espansione della platea dei beneficiari, favorita dalle garanzie offerte dal Fondo CONSAP e dall'attenzione delle banche alle condizioni di sostenibilità finanziaria dei richiedenti. Studi di settore sottolineano che nel 2024 i mutui Hltv hanno superato il 20% delle nuove erogazioni per acquisto casa, con una durata media di 28 anni e importi che aiutano anche le famiglie meno abbienti ad accedere all'abitazione.
Nel corso del 2025 sono stati raggiunti nuovi record per quanto riguarda durate e importi medi dei finanziamenti ipotecari. Secondo i principali studi di mercato, la durata media di un mutuo si è attestata a 24 anni e 7 mesi, in leggera crescita rispetto all'anno precedente, mentre l'importo medio richiesto si è consolidato su circa 144.000 euro, segnando un incremento significativo sia su base annua sia rispetto al 2023. Questa tendenza riflette da una parte l'aumento dei prezzi degli immobili, dall'altra la necessità di piani di rimborso più distesi per mantenere sostenibile il peso della rata mensile.
In particolare, è stato riscontrato un aumento nella quota di domande per importi superiori a 150.000 euro, ora pari al 34% del totale (contro il 31,9% dell'anno precedente). Il rapporto tra importo richiesto e valore dell'immobile (Loan-to-Value) si è portato vicino al 70%, grazie anche alle agevolazioni per giovani e alla diffusione dei mutui green e Hltv. Di seguito una tabella che riassume i dati chiave:
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Parametro |
Valore medio 2025 |
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Durata media |
24 anni e 7 mesi |
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Importo medio richiesto |
144.000 euro |
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Valore medio degli immobili |
227.350 euro |
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Loan-to-Value medio |
69,6% |
Quasi metà delle richieste ha riguardato piani superiori a 26 anni. Tale scelta è motivata sia dalla ricerca di rate più leggere, sia dall'adattamento ai livelli di prezzi degli immobili in costante ascesa in molti centri urbani.
Le disparità territoriali nella richiesta di mutui rimangono marcate e sono influenzate sia dal valore degli immobili sia dal potere d'acquisto dei richiedenti. Il Trentino-Alto Adige si conferma la regione in cui viene richiesto mediamente il capitale più elevato (oltre 190.000 euro), seguita dalla Lombardia (168.000 euro) e dal Lazio. All'opposto, nel Molise la richiesta media rimane tra le più basse d'Italia, attestandosi attorno ai 104.500 euro.
Nelle grandi città come Milano, il valore medio degli immobili sfiora i 291.000 euro, mentre l'importo medio richiesto in queste aree raggiunge 177.000 euro. Analizzando le durate, emerge che le aree del Nord e i grandi centri urbani tendono a preferire piani di ammortamento più lunghi (fino a 25 anni e oltre), soprattutto dove il rapporto tra mutuo e stipendi è più gravoso. Al Sud e nelle province minori, sia il costo degli immobili sia la durata della rata media sono generalmente inferiori. Una curiosità: il Loan-to-Value raggiunge il picco in città come Palermo (73,6%), a fronte di un valore minimo a Firenze (66,8%), a sottolineare come le fasce più giovani, con minori risparmi iniziali, puntino su un finanziamento più spinto in rapporto al valore dell'abitazione.
L'analisi degli ultimi dati mostra come la motivation prevalente per la richiesta di un mutuo si confermi l'acquisto della prima abitazione, che nel 2025 ha coperto oltre il 60% del totale delle richieste. Questo trend è stato incentivato da una serie di misure agevolative introdotte negli anni precedenti, tra cui la tassazione ridotta e i benefici fiscali in dichiarazione dei redditi (detrazione degli interessi passivi fino a 4.000 euro l'anno).
Anche le domande per l'acquisto di una seconda casa registrano un lieve incremento, specie nei grandi centri urbani e nelle aree turistiche, pur restando minoritarie (poco sopra il 7% del totale). Più marcato il calo per le richieste di surroga, in riduzione dal 34,4% al 28,1% delle domande. Questa tipologia - che consiste nel trasferire il debito residuo a una nuova banca senza costi aggiuntivi, in cerca di condizioni migliorative - ha avuto un picco nella prima metà del 2025, complice la discesa dei tassi rispetto agli anni precedenti, ma si è poi ridotta con la stabilizzazione del mercato e la minore differenza tra le offerte disponibili. In termini comparativi, le tre principali finalità si possono riassumere come segue:
Cruciale, in ottica banca, la presenza di contratti di lavoro a tempo indeterminato (quasi l'87% degli intestatari di nuovi contratti). L'analisi demografica evidenzia inoltre una crescita dei mutui intestati a single, che hanno raggiunto il 49% del totale, a fronte di nuclei familiari sempre più frammentati. Le donne dimostrano una maggiore autonomia nell'accedere al mercato del credito: l'aumento delle erogazioni a clienti di sesso femminile si attesta al +31% rispetto al 2023. Territori come Lombardia, Piemonte e Lazio primeggiano sia per numero di richieste sia per la percentuale di case acquistate da donne, con età media di accesso appena superiore ai 39 anni. Dati che testimoniano una profonda trasformazione sociale in corso.