Da settembre la scuola cambia volto: programmi, valutazioni, condotta e maturitą si rinnovano, mentre avanzano digitale, IA, percorsi tecnici, supporto psicologico e nuove regole per famiglie e docenti.
Oltre 12 miliardi di euro sono stati destinati all’edilizia scolastica, mentre 156mila aule sono state trasformate in ambienti innovativi per il digitale e l’intelligenza artificiale. Da settembre 2026 cambiano programmi, valutazioni, uso dei cellulari e percorsi tecnici. Il latino potrà entrare nelle seconde e terze medie, la primaria avrà nuovi obiettivi digitali e il liceo matematico sarà sperimentato in circa 100 scuole. Restano però differenze territoriali, costi per le famiglie, assunzioni ancora insufficienti e un precariato che i nuovi interventi non cancellano.
Il nuovo anno scolastico porta una scuola più tecnologica, più severa sul comportamento e più collegata al lavoro. Non sarà, però, una trasformazione uguale per tutti. Alcune misure sono già operative; altre partono in via sperimentale. Per molte, il risultato dipenderà dalle decisioni dei singoli istituti, dai fondi effettivamente disponibili e dai tempi di attuazione.
Le nuove Indicazioni nazionali introdotte dal decreto ministeriale n. 221 del 2025 entreranno gradualmente nel percorso scolastico a partire dall’anno 2026-2027. Il primo passaggio interesserà la scuola dell’infanzia e le classi prime della primaria e della secondaria di primo grado. Chi è già inserito nei precedenti percorsi continuerà invece con la programmazione avviata, fino alla conclusione del ciclo.
Alla primaria torna ad avere più peso il consolidamento delle competenze di base. Scrittura manuale, corsivo, grammatica, sintassi, lettura e memorizzazione dei testi troveranno maggiore spazio nella progettazione degli insegnanti. La logica è semplice: rafforzare gli apprendimenti essenziali prima di affidarsi a strumenti tecnologici più complessi.
Il digitale non scompare dalle aule. Cambia la sua collocazione: rientra in un percorso più ampio di alfabetizzazione informatica. I bambini saranno accompagnati a capire come funzionano gli strumenti, quali rischi comporta la rete e che cosa sono i primi concetti legati all’intelligenza artificiale. Il tablet, da solo, non esaurisce la didattica digitale.
Nel primo ciclo sono previste, in particolare:
Sarà la scuola a decidere se attivarlo. Il progetto dovrà essere inserito nel Piano triennale dell’offerta formativa, mentre alle famiglie andranno comunicate modalità, orari e obiettivi. Servono anche docenti disponibili e un’organizzazione compatibile con il resto dell’orario.
Per questo la presenza del latino non sarà automatica. Non tutte le scuole lo offriranno e, anche tra istituti dello stesso territorio, l’impostazione potrà cambiare.
Il percorso è pensato soprattutto per sostenere la conoscenza dell’italiano, l’analisi grammaticale e la comprensione delle radici culturali e linguistiche europee. La sua concreta attuazione potrà quindi variare molto tra una provincia e l’altra.
Nell’anno scolastico 2026-2027 la sperimentazione del liceo matematico si allargherà fino a coinvolgere circa 100 scuole. Il modello potrà essere adottato soprattutto nei licei scientifici e classici, attraverso ore aggiuntive o moduli interdisciplinari dedicati alla matematica, alla logica e ai rapporti tra materie scientifiche e umanistiche.
Non nascerà un nuovo diploma e non verranno sostituiti gli indirizzi ordinari. Ogni istituto dovrà costruire il proprio progetto didattico, stabilire le attività laboratoriali e, quando previsto, organizzare collaborazioni con università o altri enti del territorio.
Per gli studenti questo può tradursi in più ore di matematica e logica. Richiede, però, anche un impegno superiore a quello del percorso tradizionale. La disponibilità dell’indirizzo va controllata nelle comunicazioni pubblicate dalla scuola durante le iscrizioni.
Gli indirizzi tecnologico-professionali entrano in una fase più ampia di attuazione. Il modello mette in relazione istituti tecnici e professionali, percorsi di istruzione e formazione, ITS Academy e imprese. L’obiettivo è ridurre la distanza tra ciò che si impara a scuola e le competenze richieste dal mercato del lavoro.
La platea indicata per i nuovi percorsi arriva a circa 21mila studenti. Quel numero riguarda le adesioni e le attività attivate nel quadro della sperimentazione. Non corrisponde, quindi, al totale degli iscritti alla scuola secondaria superiore.
I progetti possono prevedere curricoli più flessibili, laboratori, periodi in azienda, orientamento e collegamenti con le specializzazioni tecnologiche richieste dalle imprese. La struttura concreta dipenderà dai progetti regionali e dalle convenzioni sottoscritte con il sistema produttivo.
Per una famiglia, il nome dell’indirizzo non basta. Prima di scegliere conviene verificare la qualità della rete costruita dalla scuola:
La richiesta riguarda anche gli incontri con esperti esterni e le attività extracurricolari quando trattano argomenti riconducibili alla sfera sessuale. La scuola deve indicare contenuti, modalità e soggetti coinvolti; ai genitori resta la scelta di aderire oppure no.
Nei percorsi scolastici rimangono l’educazione alla salute, la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, il rispetto della persona e la cittadinanza. Come verranno organizzate queste attività dipenderà dai progetti approvati dai singoli istituti e dalle comunicazioni inviate alle famiglie.
AscoltaMI è operativo dal 28 maggio 2026. Offre ascolto e orientamento psicologico agli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado e del primo biennio delle superiori. Il progetto è stato realizzato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito insieme al Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi.
Non si tratta di una presa in carico terapeutica e il servizio non sostituisce quelli sanitari territoriali. Serve a intercettare situazioni di disagio, difficoltà relazionali, ansia legata alla scuola e problemi di orientamento. Quando necessario, lo studente può essere indirizzato verso strutture più adatte.
Accesso e modalità operative possono cambiare in base all’istituto, alla piattaforma utilizzata e alle autorizzazioni richieste. Per i minorenni sarà quindi necessario seguire con attenzione le comunicazioni della scuola.
Il divieto di usare lo smartphone durante l’orario scolastico vale anche per le scuole superiori. L’estensione al secondo ciclo è stata prevista dalla circolare ministeriale n. 3392 del 16 giugno 2025 e proseguirà nell’anno 2026-2027.
Il telefono dovrà rimanere spento oppure riposto secondo quanto stabilito dal regolamento d’istituto. L’impiego per fini didattici non è più, da solo, una giustificazione automatica. Gli eventuali strumenti digitali dovranno essere autorizzati e organizzati dalla scuola.
Restano le deroghe per esigenze documentate connesse a disabilità, disturbi specifici dell’apprendimento o condizioni sanitarie. Ogni istituto stabilirà anche le conseguenze disciplinari delle violazioni.
Il comportamento avrà un peso maggiore sulla promozione, sull’ammissione agli esami e sull’attribuzione del credito scolastico. Con un voto di condotta pari a sei decimi può scattare la sospensione del giudizio, insieme alla richiesta di un elaborato critico sulla cittadinanza attiva e solidale.
Un voto inferiore a sei decimi può invece comportare la non ammissione alla classe successiva o all’esame. La decisione deve essere motivata e verbalizzata dal consiglio di classe. La valutazione va collegata a comportamenti individuati dalle regole della scuola: non può colpire la semplice espressione di un’opinione tutelata dalla Costituzione.
Anche le sospensioni cambiano impostazione. Se il provvedimento dura fino a due giorni, lo studente può restare a scuola e svolgere attività di approfondimento. Per periodi più lunghi possono essere previste attività di cittadinanza solidale, riflessioni sulle conseguenze della condotta e forme di collaborazione con la comunità scolastica.
Alla primaria la valutazione degli apprendimenti torna a essere espressa con giudizi sintetici, accompagnati da descrizioni capaci di spiegare il livello raggiunto. Il giudizio deve essere collegato agli obiettivi della classe e non elimina la necessità di comunicare con chiarezza l’andamento del bambino.
La modifica riguarda soprattutto il modo in cui il risultato viene riportato nel documento di valutazione. Per capire davvero il percorso sarà necessario leggere anche le annotazioni degli insegnanti, i progressi registrati e le eventuali attività di recupero.
La revisione del comportamento avrà effetti anche sull’ultimo anno delle superiori. Il voto di condotta entrerà nella valutazione complessiva e potrà incidere sull’ammissione, sul credito e sul percorso da completare prima dell’esame.
Per chi riceve sei decimi di condotta è previsto un elaborato critico, da presentare nelle fasi successive dello scrutinio. Le prove dell’esame di Stato restano quelle previste dall’ordinamento. Cambia, però, il peso del percorso maturato durante tutto l’anno.
Nei propri documenti le scuole dovranno spiegare come applicano le nuove regole. Un richiamo disciplinare, una sospensione e un voto insufficiente non scattano in modo automatico: contano i fatti, il regolamento dell’istituto e la decisione motivata del consiglio di classe.
Il rafforzamento dell’italiano per gli alunni stranieri diventa una priorità nell’organizzazione scolastica. Gli istituti possono predisporre percorsi di alfabetizzazione, laboratori linguistici e attività di accompagnamento per chi è appena arrivato o possiede competenze ancora insufficienti.
La difficoltà nella lingua di istruzione non dovrebbe trasformarsi in un ritardo anche nelle altre materie. Per riuscirci servono percorsi calibrati, ma la distribuzione delle ore, la presenza di mediatori e la disponibilità di insegnanti formati restano diverse da territorio a territorio.
Le famiglie possono partecipare alla definizione del percorso individuale, soprattutto quando l’alunno entra nel sistema italiano dopo l’inizio dell’obbligo scolastico. La conoscenza della lingua viene indicata anche come uno strumento per ridurre la dispersione e favorire l’inclusione.
Attraverso gli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, circa 156mila aule sono state trasformate in ambienti innovativi entro il 2026. Le dotazioni possono comprendere connessioni, monitor, dispositivi, laboratori e strumenti destinati alla didattica digitale.
Avere un’attrezzatura a disposizione non significa che ogni classe utilizzerà ogni giorno l’intelligenza artificiale. Spetta alle scuole fissare le regole sull’impiego degli strumenti, sulla protezione dei dati, sulla verifica dei compiti e sulla responsabilità degli studenti.
L’intelligenza artificiale entra anche nell’educazione civica e nella formazione dei docenti. Il punto non è soltanto imparare a usare un programma. Occorre saper valutare le risposte generate, riconoscere gli errori, rispettare il diritto d’autore e proteggere le informazioni personali.
Gli interventi sull’edilizia scolastica superano complessivamente i 12 miliardi di euro. Riguardano nuove scuole, sicurezza, adeguamento sismico, efficientamento energetico, mense e palestre. Le opere autorizzate interessano una quota vicina a un terzo del patrimonio edilizio scolastico.
Il dato nazionale, naturalmente, non descrive ogni edificio. In alcune città i lavori potranno migliorare sicurezza e servizi. In altre rimarranno cantieri, spostamenti temporanei o problemi di manutenzione ordinaria.
Per i libri di testo restano i tetti di spesa e i contributi regionali o comunali destinati alle famiglie con redditi più bassi. Importi e disponibilità dei fondi cambiano in base al territorio, all’ISEE e ai bandi locali.
Nel bilancio familiare vanno considerate anche le spese per:
La partecipazione non è garantita a tutti. Dipende dall’offerta della scuola, dal rendimento, dai posti disponibili e dai criteri fissati nei bandi. In molte situazioni sono previste priorità o forme di contributo per gli studenti in condizioni economiche più fragili.
Prima di aderire è necessario controllare la durata, le coperture assicurative, le spese non rimborsate, il riconoscimento delle attività e le responsabilità degli accompagnatori. Uno stage all’estero non coincide sempre con una vacanza studio: può richiedere anche un impegno didattico aggiuntivo.
La tutela assicurativa INAIL copre studenti e personale impegnati nelle attività di istruzione e formazione previste dalla normativa. Considerando studenti e lavoratori del sistema scolastico e formativo, la platea complessiva arriva a circa 10 milioni di persone.
La copertura riguarda gli infortuni collegati alle attività riconosciute e comprende alcune situazioni connesse ai percorsi scuola-lavoro. Per gli studenti coinvolti nella formazione scuola-lavoro è stata chiarita anche la protezione per gli infortuni in itinere, a partire dall’anno scolastico 2023-2024.
Il nuovo contratto collettivo 2025-2027 del personale della scuola affronta anche il welfare contrattuale. Tra le possibilità rientra lo sviluppo di forme di assistenza sanitaria integrativa. L’applicazione concreta dipenderà dagli accordi e dagli atti successivi al contratto.
Per coprire i posti disponibili il sistema scolastico continua a ricorrere ad assunzioni autorizzate, concorsi, graduatorie e procedure di stabilizzazione. Questo non basta a eliminare le supplenze. Il problema resta soprattutto nelle discipline dove manca personale e nelle aree in cui il ricambio è più difficile.
Il precariato rimane così una delle contraddizioni del nuovo anno: gli investimenti sulla formazione e sulle infrastrutture aumentano, ma una parte delle cattedre continua a essere assegnata con contratti a tempo determinato. La continuità didattica cambia sensibilmente tra regioni e singoli istituti.
Il CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 è stato sottoscritto in via definitiva il 1° luglio 2026. Per i docenti l’incremento medio indicato è di 143 euro lordi mensili, per tredici mensilità, a regime. Gli arretrati calcolati fino al 30 giugno 2026 sono stimati tra circa 815 e 1.250 euro, a seconda del profilo e della posizione.
Il contratto 2022-2024 aveva previsto aumenti medi mensili di 144 euro per i docenti e di 105 euro per il personale ATA, oltre agli arretrati e all’una tantum. Le somme effettivamente ricevute possono variare in base all’anzianità, al part-time, alle assenze, al regime fiscale e ai tempi di applicazione.
Nel 2026 la stima della dispersione scolastica esplicita scende al 7,3 per cento, secondo il dato indicato nel monitoraggio collegato agli obiettivi del PNRR. L’Italia si colloca così sotto il traguardo europeo del 9 per cento fissato per il 2030.
Il risultato nazionale non cancella i divari territoriali e sociali. Le difficoltà restano più concentrate in alcune aree del Paese e nei percorsi segnati da problemi economici, linguistici o familiari. Per questo le scuole continuano a ricevere risorse per tutoraggio, orientamento, laboratori e recupero delle competenze.
La dispersione non si riduce grazie a una singola misura. Servono continuità degli insegnanti, trasporti, sostegno psicologico, tempo scuola, collaborazione con i servizi sociali e un rapporto stabile con le famiglie.
Le novità non hanno tutte lo stesso grado di certezza. Alcune sono già applicabili, altre richiedono un’organizzazione da parte della scuola; altre ancora dipendono da bandi o sperimentazioni.
| Misure già operative | Divieto del cellulare alle superiori, nuove regole sulla condotta, copertura INAIL, CCNL 2025-2027 e servizio AscoltaMI. |
| Misure sperimentali | Liceo matematico, filiera tecnologico-professionale, percorsi linguistici e stage esteri, nuovi laboratori digitali. |
| Misure da attuare gradualmente | Nuove Indicazioni nazionali, latino alle medie, percorsi di intelligenza artificiale, interventi edilizi e sostegni per l’italiano. |
| Misure legate al territorio | Fondi libri, mensa, trasporto, psicologo scolastico, contributi per viaggi e mobilità internazionale. |
Per il nuovo anno, la verifica pratica passa da alcuni punti precisi:
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...