BusinessOnline - Il portale per i decision maker

Note sull'autore

Fiscooggi.it .

Informazioni su: Fiscooggi.it .

Fiscooggi è un periodico telematico dell'Agenzia delle entrate, ente pubblico incaricato dell'accertamento e della riscossione dei tributi erariali per conto del ministero dell'Economia e delle Finanze.
Fiscooggi integra la documentazione esistent... (continua)



E-BUSINESS

Sito web e deducibilità dei costi (Seconda Parte).

Problematiche connesse all'e-commerce. Costi accessori. Link e banner: spese di pubblicità o di rappresentanza?

Pagina 1 di 3

I costi 'accessori' inerenti la creazione di un sito web
Oltre ai costi conseguenti alla creazione e alla gestione del sito web, di cui si è fatto cenno nella prima parte del contributo, si possono distinguere altre categorie di componenti negativi direttamente inerenti la creazione del sito.
Strettamente accessori a esso, e, si ritiene, non distinguibili dai costi già descritti sono:

  • il canone versato per l'utilizzo dello spazio web, oltre alle eventuali spese per l'utilizzo di un 'domain name' (l'indirizzo testuale del sito(7)), se distinte.
     
  • i costi relativi all'inserimento e all'aggiornamento nel sito web di particolari parole chiave o espressioni che garantiscano la sua facile rintracciabilità tramite i 'motori di ricerca'(8).
     

Il sostenimento di costi non si limita però al momento della realizzazione e aggiornamento del sito web. E' infatti vitale incrementare e, in seconda battuta, mantenere costante l'afflusso di utenti che visitano le pagine web dell'impresa. A tale proposito si possono distinguere:

  • l'inserimento (continuativo nel tempo) dei dati o parole-chiave inerenti il sito web all'interno del database dei più diffusi motori di ricerca (cosiddetta 'indicizzazione')
  • l'acquisto a titolo oneroso di una posizione preminente del proprio sito nei risultati dei principali motori di ricerca (spesso rappresentata distintamente dagli altri risultati della ricerca) (9)
  • l'invio di e-mail a potenziali clienti, illustranti ad esempio alcune particolari offerte commerciali presenti nel sito.

Queste attività sembrano rientrare nel novero delle spese di pubblicità ex articolo 108, comma 2, Tuir, nonostante questa tipologia di costi sia così connaturata al sito web - permettendone la rintracciabilità tra milioni di altre pagine - da poter essere considerata, in certi casi (perlomeno nel primo degli esempi), un costo direttamente inerente ex articolo 109 del Tuir.

Con riferimento, invece, al posizionamento - a titolo oneroso - di rinvii o collegamenti automatici al proprio sito inseriti in altri siti web molto popolari (link), anche sottoforma di piccoli annunci abbelliti da disegni e animazioni (banner), i particolari risvolti fiscali di tali pratiche commerciali ne impongono una trattazione distinta.

Natura di link e banner
Il link, come accennato, è un collegamento a un altro sito web; attivandolo, verranno immediatamente visualizzate le pagine web del sito cui si riferisce il collegamento. Il banner funziona in maniera analoga, ma ha maggiore visibilità dovuta al proprio aspetto di inserzione caratterizzata, ad esempio, da scritte lampeggianti o disegni animati(10).

Entrambi vengono inseriti, a pagamento, in siti web frequentati da un gran numero di utenti, quali ad esempio i siti dedicati all'informazione.
Link e banner sono largamente utilizzati sulla rete Internet, tanto che la direttiva 2000/31/Ce, emanata in data 8/6/2000 (relativa a taluni aspetti giuridici della società dell'informazione), ha dettato alcune disposizioni per definirne la natura giuridica.

Il decreto legislativo 70/2003, emanato in attuazione della citata direttiva per 'promuovere la libera circolazione dei servizi della società dell'informazione, tra cui il commercio elettronico' (articolo 1, comma 1), statuisce infatti, all'articolo 2, comma 1, lettera C), che debbono essere considerate 'comunicazioni commerciali' '...tutte le forme di comunicazione destinate, in modo diretto o indiretto, a promuovere beni, servizi o l'immagine di un'impresa, di un'organizzazione o di un soggetto che esercita un'attività agricola, commerciale, industriale, artigianale o una libera professione. Non sono di per sé comunicazioni commerciali:
1) le informazioni che consentono un accesso diretto all'attività dell'impresa, del soggetto o dell'organizzazione, come un nome di dominio, o un indirizzo di posta elettronica;
2) le comunicazioni relative a beni, servizi o all'immagine di tale impresa, soggetto o organizzazione, elaborate in modo indipendente, in particolare senza alcun corrispettivo
'.

I nn. 1 e 2 del citato testo di legge appaiono chiaramente riferiti a link e banner; la qualifica di 'comunicazione non commerciale' non è però rilevante ai fini fiscali, come precisato dall'articolo 1, comma 1, lettera A), del decreto(11).
Sarà quindi necessario analizzare la rilevanza fiscale di link e banner applicando le tradizionali categorie del Tuir.

Continua >>>



Categoria: E-business