Pensioni: lavoratori in mobilità e esodati. Problemi

Risorse per lavoratori esodati per 65mila lavoratori ma la platea è più larga: come fare



Cinque miliardi: questa la somma stanziata in sette anni per le pensioni degli esodati, previsto nel decreto salva Italia, 240 milioni, la cifra stanziata per il 2013. Negli anni successivi si arriverà a un massimo di 1,2 miliardi nel 2016, ciò significa che i soldi stanziati dal governo per gli esodati non bastano più.

Il tetto di 65 mila lavoratori sul quale i fondi (5 miliardi nei prossimi 7 anni) sono tarati sarebbe già stato raggiunto e il totale dei lavoratori interessati sarebbe almeno triplo, intorno a quota 200 mila.

Il problema è sul tavolo del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e c’è il rischio che decine di migliaia di lavoratori restino senza stipendio e senza pensione per effetto della riforma della previdenza. In questa situazione ci sono circa 10 mila torinesi, di cui oltre 5 mila metalmeccanici, che si aggirano sperduti tra Uffici del Lavoro, Inps, patronati sindacali alla ricerca di una risposta.

A spiegare il problema Davide Franceschin della Cgil: “Nel testo del decreto sulle pensioni non si fa riferimento a un numero preciso di persone che saranno esentate dal provvedimento. Si indica solo l’importo massimo di risorse stanziate a tal fine. Questo rende difficoltoso stabilire quante persone riusciranno a non cadere nella morsa della riforma previdenziale almeno fino a quando non usciranno le norme attuative.

Dovrebbero essere emanate, secondo il testo del Milleproroghe, entro il 30 giugno. Se poi i lavoratori, ormai privi di reddito, dovessero versare contributi per poter raggiungere il requisito pensionistico, ci troveremmo dinanzi ad un vero proprio abuso da parte delle istituzioni”.

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di Marianna Quatraro pubblicato il