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Manovra Finanziaria e pensioni, detassazione, tasse, bonus, cosa rientra o escluso: oggi, 20, 21 Ottobre importanti

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

La Manovra 2026-2027 entra nella settimana delle scelte: sul tavolo Irpef, flat tax, salari e pensioni, ma anche bonus edilizi e non solo. Tra vincoli di bilancio e scadenze, molte misure restano ancora da definire.

La Manovra Finanziaria 2026-2027 entra nella settimana più delicata dell’autunno. Il governo deve decidere quali richieste dei partiti possono entrare nel disegno di legge di Bilancio e quali dovranno aspettare. Le risorse sono limitate e i vincoli europei pesano. Difficilmente si arriverà ai 30 o 40 miliardi che una parte della maggioranza auspicava. Per questo le misure su pensioni, Irpef, detassazioni e bonus saranno in competizione tra loro e non tutte potranno essere finanziate. Il quadro è ancora molto incerto. 

Il calendario dei lavori della settimana

Il calendario dei lavori con i prossimi appuntamenti importanti per la definizione della nuova Manovra è il seguente:

  • Lunedì 19 ottobre: vertice di maggioranza con Meloni, Giorgetti, Salvini, Tajani e Lupi. Serve a decidere quali richieste dei partiti entrano in manovra e con quali limiti. L’orario non risulta.
  • Entro martedì 20 ottobre: scadenza indicativa per l’approvazione del disegno di legge in Consiglio dei ministri e per l’invio alle Camere. Può slittare.
  • Mercoledì 21 ottobre: Eurostat notifica i dati sul deficit italiano. Su quei numeri la Commissione europea valuta l’uscita dell’Italia dalla procedura per disavanzo eccessivo.
  • Venerdì 23 ottobre: secondo fonti di governo, il Consiglio dei ministri non dovrebbe essere quello di varo della manovra. L’approvazione potrebbe quindi slittare oltre i termini indicati, ma al momento è solo una previsione.
  • 24 novembre: parere Ue sul Documento programmatico di bilancio.
  • Novembre e dicembre: esame parlamentare.
  • Entro il 31 dicembre: approvazione definitiva della legge di Bilancio.
I dati Eurostat del 21 ottobre sono il passaggio da seguire con più attenzione. Un risultato favorevole sul deficit migliorerebbe il clima con Bruxelles, anche se non basta da solo ad ampliare gli spazi di spesa.

Pensioni: minime più alte o uscite anticipate?

Sul fronte previdenziale la maggioranza è divisa e le strade ancora aperte sono tre. La prima è l’aumento delle pensioni minime, battaglia storica di Forza Italia. La seconda è il blocco dell’età pensionabile, cioè la sterilizzazione dell’adeguamento alla speranza di vita. La terza è una flessibilità in uscita, con ipotesi come i 64 anni o la Quota 41, sostenuta soprattutto dalla Lega.

Secondo le anticipazioni, l’aumento dei trattamenti minimi ha più chance delle uscite anticipate. Costa meno e ha un impatto politico immediato su una platea ampia. La richiesta più ambiziosa, portare tutte le pensioni a 1.000 euro al mese, viene però giudicata difficilmente sostenibile con i conti attuali. Più realistico un ritocco selettivo.

Le uscite anticipate, e in generale ogni intervento strutturale sulla previdenza, hanno costi che crescono negli anni. Per questo sono le più a rischio in una manovra che si annuncia prudente. Va ricordato che dal 2027 è già previsto per legge un adeguamento dei requisiti di un mese. Alcuni scenari ipotizzano un blocco graduale o limitato a certe categorie.

Irpef: più probabile il secondo scaglione che il primo

Il taglio dell’Irpef è la bandiera fiscale della Manovra 2027 di una parte importante della maggioranza, in particolare di Forza Italia, e punta ad alleggerire il ceto medio. L’ipotesi più accreditata riguarda il secondo scaglione: l’estensione dell’aliquota del 33% fino a 60.000 euro di reddito, contro gli attuali 50.000. Il costo stimato è di circa 2,5 miliardi di euro.

Un intervento sul primo scaglione sembra meno probabile. Anche qui, però, tutto è ancora molto incerto. Il confronto di fondo è tra Irpef e pensioni: secondo diverse ricostruzioni, solo una delle due priorità potrà essere finanziata in modo pieno. L’esito dipenderà dal vertice di lunedì e dalle coperture che il ministro dell’Economia Giorgetti riuscirà a individuare.

Detassazioni sul lavoro: cosa può essere confermato

Il capitolo lavoro è quello che rischia di restare in secondo piano nel confronto tra Irpef e pensioni, ma riguarda milioni di lavoratori.

Confermate (secondo le anticipazioni)

  • Imposta sostitutiva al 5% sugli aumenti contrattuali. La proroga al 2027 è stata annunciata dalla premier. La disciplina in vigore riguarda gli aumenti corrisposti nel 2026, quindi serve una nuova norma.
  • Aliquota del 15% su straordinari, lavoro notturno e festivo. È una delle misure più probabili, perché collegata ai rinnovi dei contratti collettivi e a un principio politico condiviso dal centrodestra: tassare meno chi lavora di più.
  • Imposta dell’1% sui premi di produttività, già prevista anche per il 2027.
A rischio o in bilico
  • La detassazione della tredicesima. È cavallo di battaglia di Forza Italia e costerebbe circa mezzo miliardo. Le ipotesi prevedono un’imposta sostitutiva al 10% o al 15%, con limiti di reddito a 15.000 o 30.000 euro. È una misura incerta: dipende da quanto resterà dopo le scelte su Irpef e pensioni.
  • La nuova detassazione sugli stipendi dei giovani assunti. Secondo le indiscrezioni è tra le misure che salterebbero. La combinazione di costi e risorse limitate la rende la candidata più probabile all’esclusione.

Bonus: confermati, ridotti o esclusi

Il capitolo bonus è quello con meno margini. Diverse regole applicabili dal 2027 sono già scritte nella legislazione vigente, quindi qualunque cambiamento richiede coperture specifiche.

Il futuro dei bonus edilizi

I bonus edilizi sono forse il fronte più fragile, anche per l’eredità pesante lasciata sui conti pubblici. A legislazione vigente, il Bonus Ristrutturazioni nel 2027 scende al 36% o al 30%, a seconda dei casi. Le aliquote più basse sono già previste dalla normativa.

La maggioranza valuta di frenare il calo. L’ipotesi è prorogare al 2027 i bonus edilizi congelando le aliquote, per un costo di circa 1,35 miliardi, sfruttando la flessibilità legata agli investimenti green dell’Ue. Bruxelles, però, secondo le ultime ricostruzioni non apre a nuove deroghe. Senza spazi aggiuntivi, lo scenario più probabile è una proroga selettiva, o niente proroga, con aliquote destinate a scendere.

Gli altri bonus

  • Bonus mobili: senza proroga per gli acquisti del 2027, salvo novità dell’ultima ora.
  • Bonus mamme: destinato alla conferma. Il governo lavora al passaggio verso un esonero contributivo. Insieme al bonus nuovi nati e al bonus nido rientra tra le misure che la maggioranza vuole mantenere.
  • Fringe benefit: la detassazione fino a 1.000 euro, o 2.000 con figli a carico, è già prevista fino al 2027.
  • Flat tax incrementale per le partite Iva e altre richieste dei partiti: restano nel libro dei desideri, ma difficilmente troveranno spazio tutte insieme.

Bollo auto e affitti, decisioni ancora da prendere

Tra le possibili priorità è stata indicata l’abolizione strutturale del bollo auto per determinate tipologie di veicoli. Le categorie interessate dovranno essere definite. Le stime circolate valutano il costo in circa 5 miliardi di euro nel biennio 2028-2029, con 2,3 miliardi di risorse Pnrr indicati per il 2027. Il quadro finanziario si distribuisce quindi su più anni.

Per gli immobili è in discussione una cedolare secca al 5% sugli affitti di lunga durata, con l’obiettivo di favorire l’offerta abitativa e contenere il carico fiscale sui canoni. L’ipotesi dovrà chiarire quali contratti e immobili includere e quale durata richiedere. A parte c’è la proposta di estendere la cedolare secca agli immobili commerciali, sostenuta dai tributaristi e legata alle coperture e alle decisioni del governo.

Una proroga di un bonus esistente, un aumento dell’aliquota e l’introduzione di un nuovo regime fiscale producono effetti diversi sui conti pubblici e sui beneficiari. Per le famiglie, le decisioni su aliquota edilizia, cedolare al 5% e bollo auto dovranno essere tradotte in norme prima di incidere sulle spese e sulla pianificazione fiscale.

Chi ha più chance e chi meno: il riepilogo

Misura Prospettiva
Aliquota Irpef al 33% fino a 60.000 euro Più probabile, ma in competizione con le pensioni
Aumento delle pensioni minime Possibile, forse in forma selettiva
Uscite anticipate (64 anni, Quota 41) Poco probabili
Detassazione al 5% sugli aumenti contrattuali Probabile conferma
Aliquota del 15% su straordinari, notturni e festivi Probabile conferma
Detassazione della tredicesima Incerta
Detassazione stipendi dei giovani assunti Tra le più a rischio
Proroga dei bonus edilizi Selettiva o con aliquote in calo
Bonus mobili Senza proroga
Bonus mamme Conferma attesa

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

Il vertice di lunedì 19 ottobre dirà quali richieste dei partiti passano il vaglio e con quali limiti. Se i tempi reggeranno, il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare il disegno di legge entro martedì 20. Lo slittamento resta possibile, e le fonti di governo indicano che il Cdm di venerdì 23 non dovrebbe essere quello di varo. I dati Eurostat di mercoledì 21 aggiungeranno un tassello decisivo sul fronte europeo.

Tutto quanto descritto è basato su anticipazioni e indiscrezioni, non su testi ufficiali. Il contenuto definitivo sarà noto solo con il disegno di legge. Seguiremo da vicino l’evoluzione della Manovra 2027, aggiornando pensioni, Irpef, detassazioni e bonus appena arriveranno le decisioni ufficiali.






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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...