La Manovra 2026-2027 entra nella settimana delle scelte: sul tavolo Irpef, flat tax, salari e pensioni, ma anche bonus edilizi e non solo. Tra vincoli di bilancio e scadenze, molte misure restano ancora da definire.
La Manovra Finanziaria 2026-2027 entra nella settimana più delicata dell’autunno. Il governo deve decidere quali richieste dei partiti possono entrare nel disegno di legge di Bilancio e quali dovranno aspettare. Le risorse sono limitate e i vincoli europei pesano. Difficilmente si arriverà ai 30 o 40 miliardi che una parte della maggioranza auspicava. Per questo le misure su pensioni, Irpef, detassazioni e bonus saranno in competizione tra loro e non tutte potranno essere finanziate. Il quadro è ancora molto incerto.
Il calendario dei lavori con i prossimi appuntamenti importanti per la definizione della nuova Manovra è il seguente:
Sul fronte previdenziale la maggioranza è divisa e le strade ancora aperte sono tre. La prima è l’aumento delle pensioni minime, battaglia storica di Forza Italia. La seconda è il blocco dell’età pensionabile, cioè la sterilizzazione dell’adeguamento alla speranza di vita. La terza è una flessibilità in uscita, con ipotesi come i 64 anni o la Quota 41, sostenuta soprattutto dalla Lega.
Secondo le anticipazioni, l’aumento dei trattamenti minimi ha più chance delle uscite anticipate. Costa meno e ha un impatto politico immediato su una platea ampia. La richiesta più ambiziosa, portare tutte le pensioni a 1.000 euro al mese, viene però giudicata difficilmente sostenibile con i conti attuali. Più realistico un ritocco selettivo.
Le uscite anticipate, e in generale ogni intervento strutturale sulla previdenza, hanno costi che crescono negli anni. Per questo sono le più a rischio in una manovra che si annuncia prudente. Va ricordato che dal 2027 è già previsto per legge un adeguamento dei requisiti di un mese. Alcuni scenari ipotizzano un blocco graduale o limitato a certe categorie.
Il taglio dell’Irpef è la bandiera fiscale della Manovra 2027 di una parte importante della maggioranza, in particolare di Forza Italia, e punta ad alleggerire il ceto medio. L’ipotesi più accreditata riguarda il secondo scaglione: l’estensione dell’aliquota del 33% fino a 60.000 euro di reddito, contro gli attuali 50.000. Il costo stimato è di circa 2,5 miliardi di euro.
Un intervento sul primo scaglione sembra meno probabile. Anche qui, però, tutto è ancora molto incerto. Il confronto di fondo è tra Irpef e pensioni: secondo diverse ricostruzioni, solo una delle due priorità potrà essere finanziata in modo pieno. L’esito dipenderà dal vertice di lunedì e dalle coperture che il ministro dell’Economia Giorgetti riuscirà a individuare.
Il capitolo lavoro è quello che rischia di restare in secondo piano nel confronto tra Irpef e pensioni, ma riguarda milioni di lavoratori.
Confermate (secondo le anticipazioni)
Il futuro dei bonus edilizi
I bonus edilizi sono forse il fronte più fragile, anche per l’eredità pesante lasciata sui conti pubblici. A legislazione vigente, il Bonus Ristrutturazioni nel 2027 scende al 36% o al 30%, a seconda dei casi. Le aliquote più basse sono già previste dalla normativa.
La maggioranza valuta di frenare il calo. L’ipotesi è prorogare al 2027 i bonus edilizi congelando le aliquote, per un costo di circa 1,35 miliardi, sfruttando la flessibilità legata agli investimenti green dell’Ue. Bruxelles, però, secondo le ultime ricostruzioni non apre a nuove deroghe. Senza spazi aggiuntivi, lo scenario più probabile è una proroga selettiva, o niente proroga, con aliquote destinate a scendere.
Gli altri bonus
Per gli immobili è in discussione una cedolare secca al 5% sugli affitti di lunga durata, con l’obiettivo di favorire l’offerta abitativa e contenere il carico fiscale sui canoni. L’ipotesi dovrà chiarire quali contratti e immobili includere e quale durata richiedere. A parte c’è la proposta di estendere la cedolare secca agli immobili commerciali, sostenuta dai tributaristi e legata alle coperture e alle decisioni del governo.
Una proroga di un bonus esistente, un aumento dell’aliquota e l’introduzione di un nuovo regime fiscale producono effetti diversi sui conti pubblici e sui beneficiari. Per le famiglie, le decisioni su aliquota edilizia, cedolare al 5% e bollo auto dovranno essere tradotte in norme prima di incidere sulle spese e sulla pianificazione fiscale.
| Misura | Prospettiva |
|---|---|
| Aliquota Irpef al 33% fino a 60.000 euro | Più probabile, ma in competizione con le pensioni |
| Aumento delle pensioni minime | Possibile, forse in forma selettiva |
| Uscite anticipate (64 anni, Quota 41) | Poco probabili |
| Detassazione al 5% sugli aumenti contrattuali | Probabile conferma |
| Aliquota del 15% su straordinari, notturni e festivi | Probabile conferma |
| Detassazione della tredicesima | Incerta |
| Detassazione stipendi dei giovani assunti | Tra le più a rischio |
| Proroga dei bonus edilizi | Selettiva o con aliquote in calo |
| Bonus mobili | Senza proroga |
| Bonus mamme | Conferma attesa |
Il vertice di lunedì 19 ottobre dirà quali richieste dei partiti passano il vaglio e con quali limiti. Se i tempi reggeranno, il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare il disegno di legge entro martedì 20. Lo slittamento resta possibile, e le fonti di governo indicano che il Cdm di venerdì 23 non dovrebbe essere quello di varo. I dati Eurostat di mercoledì 21 aggiungeranno un tassello decisivo sul fronte europeo.
Tutto quanto descritto è basato su anticipazioni e indiscrezioni, non su testi ufficiali. Il contenuto definitivo sarà noto solo con il disegno di legge. Seguiremo da vicino l’evoluzione della Manovra 2027, aggiornando pensioni, Irpef, detassazioni e bonus appena arriveranno le decisioni ufficiali.
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...