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Esodati: serve una legge definitiva per pensioni e non solo intervento tampone Governo Letta

Necessario salvaguardare esodati per non lasciare lavoratori senza pensione e lavoro. I problemi



Nonostante sia stato rimandato e non si riesca ad approvarlo entro settembre, è necessario approvare al più presto il nuovo decreto esodati  volto a risolvere una questione aperta che crea decisamente troppe discussioni e senza il quale si rischia di ‘lasciare in mezzo alla strada’ migliaia di lavoratori che rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione.

“Gli esodati sono una categoria particolare, sono quelli che avevano perso il posto di lavoro e aspettavano di andare in pensione prima dell'entrata in vigore dell'ultima riforma, quindi si è cercato di mandarli in pensione con le regole vecchie, sono circa 140.000 persone e vanno trovate le risorse per poter effettuare questi prepensionamenti di ulteriori lavoratori”, come sostenuto da Carlo Dell'Aringa, sottosegretario al ministero del lavoro.

Secondo Dell’Arringa, “Rimarrà il problema di tutti quelli che quest'anno e l'anno prossimo si potrebbero trovare in difficoltà, cioè licenziati dalle loro imprese e con un pensionamento ancora molto lontano nel tempo. Anche per costoro che non saranno più definiti esodati ma lavoratori anziani in difficoltà, bisognerà trovare qualche soluzione.

Bisognerà andare da un uso esteso degli ammortizzatori sociali o rivedere anche alcune norme della stessa riforma sulle pensioni per dare una soluzione strutturale e non continuamente di emergenza come si sta facendo con gruppi progressivi di esodati che vanno salvati.

Sono tanti i lavoratori che hanno bisogno di interventi di sostegno al reddito, quindi le risorse che erano disponibili fino a poco tempo fa dovranno essere messe in gioco ancora per dare la possibilità di prolungare la cassa integrazione almeno fino alla fine dell'anno”.

Ma un decreto risolutivo entro la fine di agosto è impossibile considerando che mancano ormai anche i tempi per definire nuove soluzioni concrete alla questione, dalla definizione precisa di coloro che necessitano di tutela, e che ora sono stimati in 200mila persone, al problema delle coperture necessarie da reperire per la salvaguardia.

Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha confermato: “Abbiamo già salvaguardato oltre 130 mila persone, altre sono ancora in difficoltà. E' stato forse un problema di valutazione complessiva della dimensione di questo problema. Non c'erano dati che ci dicevano quante persone avevano fatto accordi con le società. Ci stiamo lavorando”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il