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Riforma pensioni, esodati, riforma Renzi lavoro e contratti: Governo Letta e walfare. Nuove proposte

Le nuove proposte di lavoro su lavoro e pensioni: nuovo piano Jobs act di Matteo Renzi, proposta del prestito previdenziale del ministro Giovannini e nuove tutele per esodati. I programmi del governo



Dopo l’approvazione della nuova Legge di Stabilità che ha deluso da molti punti di vista le aspettative su eventuali misure di crescita e miglioramento, soprattutto per quanto riguarda il mondo previdenziale, si torna a parlare di lavoro e pensioni.

A partire dal Jobs act annunciato dal leader del Pd, Matteo Renzi, che si dovrebbe basare sul contratto unico e l'assegno universale per chi perde il lavoro, e della spending review targata Carlo Cottarelli, con la quale potrebbe scattare un intervento sulle pensioni medio alte con connotazione retributiva e sui trattamenti di reversibilità in relazione al passaggio al metodo contributivo.

Intanto, il ministro Dario Franceschini annuncia anche nuove misure salva-esodati da varare nei prossimi mesi, e il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, torna a proporre il cosiddetto prestito previdenziale per permettere ai lavoratori rimasti senza lavoro di andare in pensione 2 o 3 anni prima della pensione già maturata.

Partendo dal Jobs act di Matteo Renzi, questo progetto prevederebbe oltre al contratto unico e all'assegno universale per chi perde lavoro, un deciso snellimento del codice del lavoro da realizzare in otto mesi, singoli piani industriali per sette settori chiave, tra cui edilizia e servizi per il nuovo Welfare, e la riduzione dell'Irap per le imprese facendo leva su un aumento delle tasse sulle rendite finanziarie. Secondo Renzi, infatti, “Chi produce lavoro paga di meno, chi si muove in ambito finanziario paga di più. Dunque occorre una riduzione del 10% dell'Irap per le aziende”.

Per il segretario del Pd è un “segnale di equità oltre che concreto aiuto a chi investe”. Inoltre, sottolinea Renzi, “Il dislivello tra aziende italiane e europee è insostenibile e pesa sulla produttività. Come primo segnale, dunque, bisogna ridurre del 10% il costo per le aziende, soprattutto per le piccole imprese che sono quelle che soffrono di più”.

Proposta anche l'eliminazione dell'obbligo di iscrizione alle Camere di Commercio, per Renzi “Un piccolo risparmio per le aziende, ma un segnale contro ogni corporazioni. Funzioni delle Camere assegnate a Enti territoriali pubblici”.

Dibattito riaperto anche sulle pensioni: il ministro Franceschini ha annunciato che nei futuri interventi del governo sul tema del lavoro ci saranno anche dei provvedimenti specifici per gli esodati da attuare in un'unica tranche o poco per volta, che andrebbero ad affiancare le misure di tutela già previste dall'ultima Legge di Stabilità, e cioè la tutela per il 2014 di altri 17mila soggetti oltre ai 6mila indicati in prima battuta.

Sempre a sostegno di lavoratori in difficoltà va la proposta nuovamente avanzata dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che prevede la possibilità di riconoscere con un anticipo di 2 o 3 anni la pensione maturata a lavoratori rimasti senza impiego e senza ammortizzatore sociale con almeno 62 ani di età e 35 di contributi. Il cosiddetto prestito previdenziale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il