Evasione fiscale: controlli hanno portato nel 2007 al recupero di 27 miliardi di euro

La lotta all'evasione fiscale per quanto riguarda il 2007 è stata un'operazione vittoriosa.



Era stato un impegno promesso in campagna elettorale dalla coalizione di centrosinistra e, stando a quanto appreso oggi, è stato mantenuto.

La lotta all'evasione fiscale per quanto riguarda il 2007 è stata un'operazione vittoriosa .

In occasione del tradizionale saluto natalizio con la stampa, infatti, la Guardia di Finanza ha presentato le cifre di questo recupero agli evasori: 27 miliardi di euro, il 78% in più dell'anno scorso. Un risultato che il Comando non stenta a definire "di portata storica, superiore alle attese", "mai raggiunto negli ultimi quindici anni". Le Fiamme gialle sono inoltre riuscite a recuperare anche 4,2 miliardi di Iva evasa (+75%) e 13,5 miliardi di rilievi Irap (+44%), naturalmente incrementando i controlli, cresciuti del +23% rispetto alla media dell'ultimo triennio.

Come ha ricordato il capo del terzo Reparto Operazioni, Giuseppe Vicanolo, ora bisogna continuare sulla strada percorsa fin qui con successo, tenendo presente il fattore che ha contribuito di più al raggiungimento dell'obiettivo. "Al di là dei numeri -ha spiegato- quel che conta è la deterrenza dei controlli ossia che siano fatti in numero adeguato e con metodologie qualitativamente efficaci in modo da far percepire anche ai contribuenti non ispezionati che il rischio di andare incontro ad accertamenti seri e rigorosi è più alto rispetto al passato, per cui conviene di più rispettare le regole". Di fatto un clima culturale diverso in cui la pressione dell'ispezione responsabilizzi i cittadini al rispetto delle leggi in materia fiscale.

L'impegno della polizia tributaria si è comunque focalizzato sui contribuenti medio-grandi, con volumi di affari superiori ai 25 milioni di euro, mentre le ispezioni nelle piccole imprese sono state caratterizzate da 776 mila interventi di verifica e controllo. Tra i dati colpisce come nel settore delle ricevute e degli scontrini fiscali sia stato accertato nei primi 11 mesi del 2007 una cospicua violazione, cioè oltre 100 mila mancate emissioni, ovvero un aumento del 25% delle irregolarità rispetto al 2006. Per dare l'idea, sono stati 631 i provvedimenti di chiusura di esercizi commerciali per la mancata emissione degli scontrini; compresi 2.650 casi di reiterate mancate emissioni da parte di esercenti segnalati agli uffici finanziari per l'applicazione della sanzione della sospensione della licenza o dell'autorizzazione per l'apertura dell'attività, per un periodo da tre giorni ad un mese.

Tra le operazioni, si segnala inoltre la scoperta di una maxi evasione a Milano, dove una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale nel settore dell'Iva aveva evaso oltre 1 miliardo di euro. L'indagine ha portato anche all'arresto di 49 persone, protagoniste di un giro di fatture false e di una evasione dell'imposta sul valore aggiunto per oltre 243 milioni.

Le Fiamme Gialle hanno spiegato nel dettaglio in cosa consisteva questo sistema di evasione, conosciuto anche come "frode carosello all'iva". Sfruttando la procedura di fatturazione senza l'imposta di valore aggiunto prevista dalla normativa tributaria per gli acquisti intracomunitari, erano state create numerose società di comodo (cartiere o missing trader), cioè imprese esistenti soltanto formalmente perché prive di una struttura operativa, con la funzione di favorire, a vantaggio delle altre aziende del gruppo criminale, un debito iva che non veniva versato né dichiarato all'erario. In questo modo, i venditori finali riuscivano ad approvvigionarsi di beni informatici a prezzo scontato (al netto dell'iva non pagata) e a venderli sul mercato nazionale a prezzi inferiori a quelli di listino, venendo meno al principio della sana concorrenza con gli altri operatori che invece erano in regola con le normative tributarie. Le società coinvolte nell'operazione sono oltre 50, tra cui alcune di diritto estero.

Nonostante il buon risultato raggiunto in questa battaglia, rimane comunque da vincere l'intera guerra. Perché, come ha sottolineato il comandante generale Cosimo D'Arrigo, ci troviamo di fronte ad "un fenomeno grave che coinvolge trasversalmente tutti i settori dell'economia". Secondo il generale, comunque, sarebbe importante che i controlli si accompagnassero alle leggi, che "probabilmente" andrebbero semplificate "un pochino" per evitare "tutte le vie di fuga che il nostro sistema giudiziario, essendo molto garantista, offre in misura maggiore che in altri paesi". "L'obiettivo - ha poi spiegato - è di consolidare e di rendere strutturali i recuperi eccezionali di gettito, ossia i 23 miliardi di euro di maggiori entrate del 2006 e del 2007, mantenendo alta la deterrenza dei controlli e rafforzando l'applicazione delle pene a carico dei trasgressori''.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il