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Controlli fiscali automatici al via sui singoli pagamenti e sul tenore di vita: come funzionano e dati nel mirino dall'AdE

di Marianna Quatraro pubblicato il
Controlli fiscali automatici singoli pag

L'Agenzia delle Entrate introduce controlli fiscali automatici: l'intelligenza artificiale analizza pagamenti, dati e stili di vita. Quali sono le informazioni vengono valutate e come funziona il sistema di segnalazione

Negli ultimi anni l’Agenzia delle Entrate ha inaugurato un nuovo paradigma nel monitoraggio fiscale, sfruttando la crescente digitalizzazione delle transazioni e l’impiego di strumenti di analisi avanzati. L’obiettivo perseguito dall’amministrazione finanziaria è diventato non solo la lotta ai grandi fenomeni di evasione, ma anche l’allineamento tra il reale tenore di vita dei contribuenti e quanto dichiarato al fisco. La standardizzazione dei metodi di pagamento digitali e la progressiva eliminazione dell’anonimato hanno permesso un salto di qualità nei sistemi di accertamento.

Oggi, ogni singolo pagamento elettronico e documento fiscale viene tracciato in tempo reale e inserito in sofisticati algoritmi di analisi comportamentale. Questo approccio mira a contrastare le irregolarità, anche minime, tra quanto riportato nelle dichiarazioni e i flussi registrati.

L’adozione di controlli automatizzati, resi possibili dall’interconnessione delle banche dati e dal supporto dell’intelligenza artificiale, rappresenta dunque una svolta nella vigilanza fiscale. La capacità di intercettare tempestivamente le discordanze tra dati dichiarati e realtà finanziaria consente un’azione di prevenzione e correzione molto più efficace rispetto al passato. 

Come funzionano i controlli automatizzati: intelligenza artificiale, banche dati e criteri di selezione

Il cuore dei nuovi controlli fiscali risiede in un’infrastruttura tecnologica integrata che abilita un controllo esteso e dinamico. Le operazioni si basano su un impianto in cui confluiscono oltre 200 banche dati interconnesse, gestite dai software applicativi della società Sogei sotto la direzione del Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’architettura, denominata “Isola”, consente di incrociare in pochi istanti flussi finanziari provenienti da fonti eterogenee, come pagamenti elettronici, fatture digitali, dichiarazioni fiscali e movimenti su POS.

Grazie a un complesso super-algoritmo, l’intelligenza artificiale può individuare anomalie e incongruenze tra le diverse informazioni disponibili. Il processo, completamente automatizzato nella fase iniziale, coinvolge una raffinata analisi dei comportamenti finanziari, includendo casi il cui stile di vita suggerisce un reddito superiore rispetto a quanto formalmente comunicato. La selezione dei soggetti da esaminare non è più affidata a criteri casuali, ma segue logiche predittive in base a soglie predefinite di rischio e prevede:

  • Confronto tra fatture elettroniche emesse e pagamenti effettuati con dispositivi POS.
  • Analisi delle spese personali rispetto ai redditi dichiarati (acquisto di beni immobili, vetture di elevato valore, consumi di lusso).
  • Monitoraggio delle transazioni anche di piccolo importo: ogni pagamento rilevato da banche o gestori di carte viene associato ad altre informazioni fiscali.
  • Utilizzo dei punteggi ISA (Indicatori Sintetici di Affidabilità) per profilare il rischio delle partite IVA.
  • Incrocio delle informazioni relative alle dichiarazioni IVA e ai ricavi di esercenti in regime forfettario.
Questo nuovo approccio ha consentito un incremento numerico e qualitativo nei controlli: solo nel corso del 2026 sono previsti oltre 375.000 accertamenti diretti e 75.000 interventi condivisi con la Guardia di Finanza. Oltre alle imprese e ai titolari di partita IVA, anche i privati vengono monitorati per scostamenti significativi, specialmente in presenza di segnali di benessere non giustificati dalla posizione reddituale.

Quali dati vengono analizzati e come difendersi in caso di segnalazioni

La vasta gamma di informazioni raccolte e analizzate dall'Agenzia è il vero punto di forza del nuovo modello di controllo. Vengono passati al vaglio dati quali:

  • Pagamenti effettuati tramite carte o altri strumenti digitali
  • Fatture elettroniche, scontrini e corrispettivi telematici
  • Movimenti bancari rilevati attraverso segnalazioni dagli istituti di credito
  • Acquisti di beni di valore come autovetture, immobili, barche
  • Indicatori di spesa e investimenti finanziari
Queste informazioni vengono confrontate con il reddito dichiarato e le informazioni patrimoniali, al fine di individuare eventuali discordanze tra i livelli di spesa e la capacità economica accertata.

Quando il sistema rileva una situazione anomala, il contribuente riceve una comunicazione formale, generalmente tramite PEC o raccomandata. Il soggetto interessato ha la possibilità di procedere secondo due differenti modalità:

  • Ravvedimento operoso: permette di regolarizzare l’assenza o l’errore con il pagamento di sanzioni ridotte, usufruendo della normativa vigente.
  • Contraddittorio e presentazione di documentazione: entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione, è possibile inviare all’Agenzia delle Entrate la documentazione che giustifica la discrepanza. Tale fase è centrale, poiché un atteggiamento collaborativo può favorire la chiusura della posizione senza ulteriori conseguenze.
È essenziale sottolineare che il mancato riscontro agli avvisi viene considerato dal sistema automatizzato come indice di rischio elevato. In tal caso, il contribuente rischia di essere selezionato per controlli più approfonditi o per azioni di riscossione forzata. La prontezza nel fornire risposte esaustive e tracciabili, assieme alla consultazione di professionisti abilitati, rappresenta la strategia difensiva più efficace.




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