Banche evadono il Fisco, scoperto anche un manuale anti Guardia di Finanza

A rivelarsi decisivo è stato il maggior potere di verifica e di controllo dell'Agenzia delle entrate con la possibilità di incrociare i dati delle Fiamme gialle.

Banche evadono il Fisco, scoperto anche

Evasione fiscale, tante banche coinvolte

Il sistema messo in piedi sarebbe stato chirurgico per eludere i controlli del fisco, fino al punto fa aver elaborato un manuale anti Guardia di finanza ed escogitato un sistema tecnologico per eliminare le tracce dagli smartphone dei manager. L'obiettivo, stando all'accusa, era quella di risparmiare denaro anche ricorrendo a forme di evasione. Per la banca svizzera Ubs si tratta di una vicenda che sta adesso arrivando alla conclusione con il pagamento di 111 milioni di euro all'Agenzia delle entrate. L'intesa tra la parti per scrivere la parola fine è stata già raggiunta.

Ma è ancora aperto il fronte penale dagli esiti tutti da scoprire. E il tutto senza dimenticare che il faro accesso dalla magistratura milanese è puntato anche su altri paradisi fiscali, come Bahamas, Liechtenstein, Panama, Lussemburgo, Dubai, San Marino, Principato di Monaco e Isole Vergini Britanniche.

Evasione fiscale, tante banche coinvolte

Parte delle indagine della Guardia di finanza e di Vigili urbani di Milano, coordinati dalla procura di Milano con la collaborazione della Sezione contrasto illeciti internazionali di Milano dell'Agenzia delle entrate, sono state svolte alla "vecchia maniera" con intercettazioni telefoniche, verifica della posizioni, movimenti e controllo di carte, file e tabulati che hanno portato alla formulazione di una serie di accuse.

Ed è interessante scoprire che l'inchiesta ha preso le mosse dalla procedura di collaborazione volontaria introdotta per favorire il rientro di capitali all'estero all'interno di banche non residenti, la cosiddetta voluntary disclosure. Ma sono stati decisivi per la definizione del piano d'accusa anche le informazioni dell'Unità di informazione finanziaria e le segnalazioni di operazioni sospette per il contrasto al riciclaggio.

Le indagini avrebbero rilevato la creazione un programma di azione per pagare meno ovvero per sottrarsi a quelle sugli interessi maturati sui depositi di capitali detenuti in Svizzera, ma anche per conservare l'anonimato nelle richieste di scambio di informazioni fiscali e in definitiva celare agli occhi del fisco i capitali detenuti all'estero. Le indagini hanno riguardato l'intera attività di gestione patrimoniale.

Controlli più severi Agenzia entrate e Guardia di finanza

E a rivelarsi prezioso è stato anche il maggior potere di verifica e di controllo del fisco con la possibilità di incrociare con più facilità i dati in possesso della Guardia di finanza. La vicenda ruota attorno al mancato versamento all'Agenzia delle entrate dell'imposta sulle commissioni percepite sui mutui o sulla gestione patrimoniale nell'ambito della ritenuta alla fonte a titolo d'imposta a cui sono soggetti i redditi di capitale percepiti da soggetti non residenti. La banca li avrebbe riscosse, ma senza corrisponderle alle Entrate, così come da disposizioni attuali.

A preoccupare è la dimensione di questa inchiesta perché se Ubs ha accettato di venire a patti con il fisco, altri 219 istituti di credito di altri Paesi sono nel mirino degli inquirenti.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il