Starbucks a Milano sfratta l'edicola di Don Rigoldi e assume in cambio 20 giovani comunità

Un patto salomonico, come si conviene a un presbitero dalle ampie vedute come Don Rigoldi. Una soluzione che ha convinto Starbucks alle prese con l’acquisto di uno spazio in piazza Cordusio a Milano

Starbucks a Milano sfratta l'edicola

Come salvare capra e cavoli. La ricetta di Don Riboldi funziona


Potrebbe essere definita la vittoria della ragionevolezza. Il capolavoro di un prete che preferisce la concretezza alle proteste e al vittimismo. Il futuro dei propri giovani a qualche prima pagina di giornale. E quasi quasi, in un momento davvero delicato verrebbe quasi voglia di apprendere per bene questo metodo per cercare altri campi di applicazione. Un patto salomonico, come si conviene a un presbitero dalle ampie vedute.

Una soluzione che ha convinto subito Starbucks alle prese con l’acquisto di uno spazio in piazza Cordusio a Milano nel quale allestire il nuovo store che aprirà, se la tabella di marcia verrà rispettata, nel prossimo autunno. Un accordo che fa passare in secondo piano lo sfratto che la caffetteria a stelle e strisce farà all’edicola sociale gestita da Don Rigoldi. Perché l’azienda si è impegnata ad assumere in cambio 20 giovani provenienti dalla comunità che il sacerdote-educatore ha eletto come propria missione di vita.

Starbucks a Milano sfratta l'edicola di Don Rigoldi

Che lo sbarco di Starbucks a Milano potesse provocare qualche problema nessuno l’aveva preventivato. Come nessuno poteva immaginare che il prossimo store in procinto di aprire a Milano fosse ubicato in Piazza Cordusio. Per giunta che il progetto prevede un ampliamento con la realizzazione di alcuni dehors proprio di fronte a uno dei simboli del riscatto sociale portato avanti da un personaggio che molti conoscono.

E che probabilmente, adesso, saranno ancora di più. Starbucks allora sfratta l’edicola sociale di Don Rigoldi? Ma nemmeno per sogno, perché quando ci si ritrova tra persone perbene con un senso spiccato per le cose concrete, un accordo si trova sempre. Come hanno dimostrato di essere i dirigenti della multinazionale americana, il sindaco di Milano Sala e, soprattutto Don Rigoldi che ha ricordato a tutti come le emergenze esistono perché non c’è la volontà di risolvere i problemi con efficacia e giustizia.

In cambio Starbuks assume 20 giovani della comunità

Per quelli che non la conoscono, la Comunità Nuova creata da don Virginio Rigoldi, per tutti Gino, è una casa per le persone in difficoltà. E siccome il lavoro nobilita l’uomo restituendogli quella dignità che spesso la società tende a sottrarre a coloro che vivono un momento difficile l’obiettivo di Don Riboldi è quello di reinserire queste persone nel circuito produttivo. Anche per questo motivo è nata l’edicola. Per dare realizzare, grazie ai proventi dell’attività, i progetti e i sogni di chi è meno fortunato. Il sacerdote vicino agli ultimi non ha voluto tradire nemmeno questa volta che la patata era davvero bollente l’imperativo morale che guida la sua attività.

E ha estratto il più classico dei conigli dal cilindro approfittando anche della disponibilità non solo a parole dimostrata dal sindaco di Milano Sala. Nelle pieghe di questo accordo che qualcuno ha già definito scambio etico e che potrebbe diventare anche un modello replicabile di collaborazione tra pubblico, privato e sociale, dove ognuno fa contemporaneamente il suo interesse e quello più generale, Don Rigoldi ha piazzato un altro colpaccio: ha ottenuto la garanzia dal comune che l’edicola che da lavoro a tre persone, non venga smantellata, ma spostata in un altro luogo. Ora si aspetta solo l’ok della sovrintendenza e poi quello che ha tutto l’aspetto di essere un miracolo si realizzerà concretamente.