Nuove tasse, costi e adempimenti 2020 per le partita iva. La lista completa

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Nuove tasse, costi e adempimenti 2020 pe

Tasse e costi Partita Iva 2020

Chi immaginava che il livello di tasse e costi per le partite Iva avesse già raggiunto il livello massimo deve ricredersi. Il 2020 è infatti un anno di aumenti.

Perché poi la domanda finale è sempre la stessa: ha ancora senso aprire una partita Iva considerando gli alti costi che comporta il suo mantenimento, le tasse che ogni anno vengono introdotte e aumentate e i tanti adempimenti a cui fare fronte?

La risposta sembra scontata anche nel 2020, ma in realtà è la domanda a non essere corretta perché per molti lavoratori non ci sono alternative all'impiego con partita Iva. Non che questa modalità di lavoro sia concettualmente sbagliata, intendiamoci, ma il problema resta l'elevata tassazione e gli oneri a cui sottostare.

E dal 2020 anche le partite Iva con regime agevolato ovvero quelle che aderiscono al forfettario, ne trovano meno interessante l'adesione per via dell'introduzione di nuovi limiti che, alla fine dell'anno, finiscono per incidere nel bilancio complessivo. Sia che si tratti di regime ordinario o forfettario, scopriamo allora qual è la situazione aggiornata in questo 2020 e più esattamente

  • Tasse e costi Partita Iva 2020
  • Partita Iva 2020, nuove tasse e adempimenti

Tasse e costi Partita Iva 2020

Chi immaginava che il livello di tasse e costi per le partite Iva avesse già raggiunto il livello massimo deve ricredersi. Il 2020 è infatti un anno di aumenti.

Ma procediamo con ordine: la prima e più rilevante voce di spesa è quella relativa all'Irpef, pari al 15% nel caso delle partite Iva 2020 con regime forfettario e dunque con limiti di reddito annuale di 65.000, e variabile fino al 43% nel caso delle partite Iva ordinarie.

Più precisamente, per queste ultime il livello di tassazione è il seguente: 23% per i redditi fino a 15.000 euro, 27% per i redditi da 15.000 a 28.000 euro, 38% per i redditi da 28.000 a 55.000 euro, 41% per i redditi da 55.000 a 75.000 euro, 43% per i redditi oltre 75.000 euro.

E sono sempre i lavoratori con regime ordinario a dover pagare anche l'Iva al 22%, da inserire in fattura e successivamente versarla per intero. Di tasse in tasse, ecco l'Irap, l'Imposta regionale sulle attività produttive, che non ha un valore fisso, ma è legata alla produzione netta.

E se il costo del commercialista va messo in conto da tutte la partite Iva, così come i contributi previdenziali, i forfettari devono aggiungere fattura per fattura anche l'imposta di bollo di 2 euro, purché l'importo sia maggiore di 77,47 euro.

Partita Iva 2020, nuove tasse e adempimenti

A questi costi ben noti si aggiungono le novità del 2020. Una dopo l'altra sono la stretta sulle compensazioni Irpef, Ires e Irap di importo superiore a 5.000 euro, la cancellazione del super e dell'iperammoramento e il mancato rinnovo della cedolare secca al 21% per i locali commerciali.

A cui si aggiunge il doppio paletto per le partita Iva in regime forfettario: il tetto di 30.000 euro per reddito da lavoro dipendente o da pensione e quello di 20.000 euro per pagare i collaboratori.

Sul fronte degli adempimenti, oltre al versamento periodico dell'Iva, chi aderisce al regime ordinario deve necessariamente ricorrere alla fattura elettronica, non obbligatoria per il regime forfettario.

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