Sono 300mila gli italiani che potrebbero aver usato due bonus per lo stesso elettrodomestico. L’Agenzia delle Entrate avvia i controlli su dichiarazioni, requisiti e documenti: ecco rischi e rimedi
Trecentomila famiglie italiane rischiano di dover restituire soldi al Fisco, con tanto di sanzioni e interessi. Il motivo? Molte hanno incassato il bonus elettrodomestici e, sulla stessa spesa, hanno scaricato anche il bonus mobili. Un cumulo che la legge non permette, e che fino a oggi era difficile da intercettare. Da adesso non più: l'Agenzia delle Entrate ha attivato un sistema di controllo automatico che incrocia i dati dei due incentivi, e chi ha sbagliato (in buona o cattiva fede) rischia di doversene accorgere già nella prossima dichiarazione dei redditi.
Il bonus elettrodomestici è partito il 18 novembre 2025 con una dotazione di poco superiore ai 48 milioni di euro. L'obiettivo era incentivare la sostituzione di elettrodomestici vecchi con modelli ad alta efficienza energetica, sostenendo al tempo stesso famiglie e produttori. Il successo è stato immediato: le domande hanno superato quota 550mila nelle prime ore, per poi sfondare il milione. Le risorse, però, sono bastate per circa 300mila nuclei familiari, gli unici ad aver effettivamente incassato il voucher.
Ecco come funzionava, in sintesi:
Fino a poco tempo fa, verificare il doppio utilizzo era complicato: i dati sul bonus elettrodomestici restavano in capo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), mentre le detrazioni del bonus mobili venivano dichiarate autonomamente dai contribuenti, senza un riscontro automatico. Le cose sono cambiate con il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate n. 86234/2026, che ha definito le modalità tecniche con cui il MIMIT trasmette al Fisco i dati di ogni voucher utilizzato: codice fiscale del beneficiario, importo effettivamente speso e anno di fruizione.
Questi dati confluiranno automaticamente nella dichiarazione dei redditi precompilata (modello 730 o Redditi), esattamente come già accade oggi per altre spese detraibili comunicate da banche, farmacie o scuole. In pratica, se un contribuente ha usato il voucher elettrodomestici e poi prova a indicare la stessa spesa anche per il bonus mobili, il sistema è ora in grado di individuare la sovrapposizione quasi in tempo reale.
Per i circa 300mila contribuenti che nel 2025 hanno ottenuto il voucher, il consiglio è controllare con attenzione la propria posizione prima di compilare la dichiarazione dei redditi 2026. In caso di cumulo indebito, le conseguenze possono essere concrete:
Chi ha usato il bonus elettrodomestici nel 2025 può ridurre il rischio di contestazioni con qualche accortezza pratica:
Va detto con chiarezza: chi ha percepito il bonus elettrodomestici senza mai richiedere il bonus mobili sulla stessa spesa non ha nulla da temere. L'incrocio dei dati serve esclusivamente a individuare le sovrapposizioni indebite, non a mettere sotto osservazione chiunque abbia beneficiato del voucher. Per la stragrande maggioranza dei 300mila nuclei familiari coinvolti, la procedura si tradurrà semplicemente in un dato in più, coerente, all'interno della propria dichiarazione precompilata.
Resta il fatto che la vicenda racconta bene la direzione presa dal Fisco negli ultimi anni: sempre più incroci automatici tra banche dati diverse, sempre meno margine per errori o furbizie che un tempo passavano inosservati. Anche i bonus più piccoli, come questo dal tetto di 100 o 200 euro, finiscono ormai dentro un sistema di verifica capillare.
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...