Il settore agricolo italiano potrà usufruire, anche per quest'anno, di un ampio ventaglio di incentivi e agevolazioni indirizzati a rafforzare redditività, sostenibilità e competitività delle aziende. Con l'entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026 e le numerose misure correlate, si confermano e rafforzano strumenti pensati per facilitare investimenti in innovazione, ricambio generazionale e ammodernamento.
A disposizione di imprenditori agricoli, giovani e donne, cooperative e aziende strutturate si trovano contributi a fondo perduto, crediti d'imposta e strumenti mirati alla transizione green ed energetica. La varietà degli strumenti disponibili e la loro articolazione richiedono una conoscenza approfondita delle regole di accesso-centrali per sfruttare appieno le opportunità create dalla politica agricola nazionale e dalla Politica Agricola Comune (PAC).
Panoramica dei principali incentivi nazionali e regionali
La politica degli incentivi 2026 per l'agricoltura integra misure di portata nazionale con specifiche iniziative promosse a livello regionale. Le principali agevolazioni si concentrano su quattro assi:
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investimenti in beni strumentali e digitalizzazione aziendale;
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sostegno alla sostenibilità ambientale (eco-schemi e bandi green);
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contributi per sviluppo e consolidamento delle aziende;
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agevolazioni per l'imprenditoria giovanile e femminile.
A livello nazionale, spiccano il
credito d'imposta del 40% per investimenti innovativi e misure come la stabilizzazione delle agevolazioni fiscali su IRPEF e lavoro. Sul versante regionale, diverse Regioni - come Veneto e Friuli Venezia Giulia - hanno attivato bandi su insediamento giovani, ammodernamento, filiere agroalimentari e sostenibilità, talora con
premi a fondo perduto e soglie di contributo elevate. Queste risorse si integrano con i programmi strategici degli organismi come ISMEA e con il supporto fornito dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Bandi ISMEA: Investe, Più Impresa e Generazione Terra
ISMEA è il punto di riferimento per chi cerca strumenti di finanziamento e sviluppo in agricoltura. Tre sono i bandi di punta:
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Investe 2026: Destinato a società agricole e agroalimentari, sostiene progetti di crescita dimensionale, innovazione e consolidamento industriale tramite finanziamenti ipotecari agevolati (2-20 milioni di euro) e operazioni di equity. Le domande vanno trasmesse tramite portale digitale secondo l'ordine cronologico di presentazione.
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Più Impresa: Il principale strumento per il ricambio generazionale e la valorizzazione dell'imprenditoria femminile e giovanile. Prevede mutui a tasso zero fino al 60% della spesa e contributi a fondo perduto fino al 35%, per investimenti massimi di 1,5 milioni di euro. L'istanza richiede una doppia validazione (pre-convalida e convalida) e la presentazione di un piano d'investimento dettagliato.
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Generazione Terra: Pensato per favorire l'acquisto di terreni da parte di giovani agricoltori (sotto i 41 anni o startupper con esperienza/titolo in campo agrario). Fondi fino a 1,5 milioni di euro per acquisti e un contributo a fondo perduto di 100.000 euro per il primo insediamento. Il finanziamento può avere una durata fino a 30 anni con periodi di preammortamento.
Queste misure ISMEA sono sinergiche con i bandi regionali, facilitando sia nuovi insediamenti che l'espansione delle imprese già attive nel settore primario.
Bonus e crediti imposta investimenti e transizione tecnologica
Uno degli strumenti che più impattano il settore è il credito d'imposta del 40% sugli investimenti in beni strumentali nuovi, riconosciuto per acquisti tra il 1° gennaio 2026 e il 28 settembre 2028 fino a un massimo di 1 milione di euro per impresa. Sono incentivati:
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macchinari, impianti e attrezzature innovative;
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software e soluzioni digitali per migliorare l'efficienza;
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beni inclusi nelle apposite tabelle normative.
Il credito è cumulabile con altre agevolazioni, purché il contributo complessivo non superi il costo sostenuto. Sono inoltre disponibili specifici
crediti d'imposta per la ZES Unica (Zone Economiche Speciali) e supporti mirati alla transizione digitale ed energetica. È previsto anche un meccanismo per investimenti in leasing e l'obbligo di
certificazione contabile delle spese. La misura punta a fornire un
rafforzamento strutturale della capacità competitiva del settore agricolo italiano.
Misure a supporto dell'imprenditoria giovanile e femminile
L'impulso al rinnovamento e ricambio generazionale è uno dei cardini della programmazione 2026. Le politiche premiano in particolare:
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i giovani agricoltori (18-41 anni) che si prendono cura di terreni agricoli,
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le donne imprenditrici di qualsiasi età,
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le società agricole con assetto giovanile o femminile, incluse cooperative.
Attraverso bandi come Più Impresa e Generazione Terra, le imprese possono ottenere
contributi a fondo perduto fino al 35%, mutui agevolati, finanziamenti coprenti il 100% del prezzo dei terreni e premi all'insediamento. Sui territori, bandi regionali (come SRE01 in Veneto e Friuli Venezia Giulia) prevedono incentivi specifici per il primo insediamento e per la crescita di nuove attività, con premi che possono raggiungere i 70.000 euro. Le misure pongono attenzione anche all'abbinamento con progetti innovativi, ad esempio in campo tecnologico, biologico e agroalimentare.
Agevolazioni acquisto macchinari, terreni e ammodernamento
Gli strumenti a disposizione delle imprese spaziano su diverse tipologie di investimento. In particolare, sono previste:
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agevolazioni sull'acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuove (bandi ISMEA e credito d'imposta);
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finanziamenti fino al 100% del prezzo per l'acquisto di terreni agricoli grazie a Generazione Terra;
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sostegni per ammodernamenti strutturali, efficientamento energetico e miglioramento delle condizioni lavorative e ambientali;
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incentivi per la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti (bandi SRD13 e CDS a livello nazionale e regionale).
I contributi possono coprire tra il 35% e l'80% delle spese ammissibili in base alle caratteristiche del bando e del beneficiario (con maggiorazioni in presenza di giovani e in zone svantaggiate). La presentazione delle domande richiede una pianificazione dettagliata e la predisposizione di piani aziendali e fasi cronologiche di investimento coordinate, secondo le scadenze imposte dai bandi.
Bonus agricoltura per sostenibilità e fotovoltaico
L'agenda 2026 prevede un forte orientamento agli investimenti per la sostenibilità ambientale e la produzione energetica da fonti rinnovabili. Le aziende agricole possono accedere a diverse misure:
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il Parco Agrisolare (PNRR), che finanzia fino all'80% l'installazione di impianti fotovoltaici e tecnologie rinnovabili sulle strutture agricole;
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gli eco-schemi PAC, con risorse assegnate per pratiche ecologiche volontarie (benessere animale, coperture vegetali, tutela degli olivi paesaggistici, avvicendamento colturale e piante mellifere);
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il Conto Termico per interventi di efficientamento e produzione di energia termica green;
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i bandi regionali come SRD02 orientati a investimenti produttivi con impatto ambientale positivo, risparmio idrico e miglioramento del benessere animale.
Per i percorsi green, la documentazione e i requisiti richiesti sono stringenti: occorre provare l'effettiva sostenibilità, presentare domande nei portali ufficiali (GSE, ISMEA, SIAN), e rispettare i limiti di potenza e produzione per la fiscalità agevolata sull'energia prodotta in ambito agricolo.
Nuove regole fiscali: IRPEF, esenzioni e disciplina dei redditi
Il regime fiscale 2026 introduce aggiornamenti riguardanti sia la base imponibile IRPEF sia la tassazione della produzione energetica. Per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, l'esenzione sui redditi dominicali e agrari resta:
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totale fino a 10.000 euro,
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ridotta al 50% nella fascia tra 10.000 e 15.000 euro.
Superata questa soglia si applica la tassazione ordinaria. Innovazioni importanti anche per il fotovoltaico: gli impianti installati dopo il 31 dicembre 2025 che superano i 260.000 kWh annui dovranno assoggettare i redditi eccedenti a regime IRPEF/IRES, secondo il coefficiente di redditività del 25%. Rimangono confermati i limiti di agrarietà anche per energia da fonti agroforestali fino a 2.400.000 kWh annui e per carburanti agroforestali. La dichiarazione della data di installazione degli impianti diventa centrale per la corretta applicazione delle nuove regole.
Lavoro in agricoltura: norme, agevolazioni e voucher 2026
La disciplina 2026 stabilizza e rafforza i contratti di lavoro occasionale nel settore agricolo regolamentando le prestazioni a tempo determinato per attività stagionali fino a 45 giornate annue per ciascun lavoratore. Il focus è rivolto a disoccupati, giovani under 25 e 35 anni e pensionati, senza vincolo di precedenti rapporti di lavoro nel settore. Rimangono confermati anche i voucher per il lavoro stagionale, soluzione pensata per rispondere alla domanda nelle fasi di picco produttivo. Queste norme contribuiscono a garantire flessibilità, sicurezza normativa e copertura previdenziale nel reclutamento della manodopera.
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